Laboratori sul giallo – I vincitori

Sono laboratori di scrittura del genere giallo per le scuole. Un percorso che parte dalla lettura e attraverso lo smontaggio e l’analisi di un romanzo porta i nostri giovani lettori a ricostruire il finale di una storia.  Entusiasmo, creatività, ingegno e fantasia sono gli ingredienti con cui nascono piccoli pezzi di storie ogni volta rielaborati e sorprendenti. Sono tutti bravi, ma qualcuno ha una penna magica! E’ per questo che i lavori migliori meritano un posto nel nostro blog.

Riscrittura del finale del romanzo: #NellaRete di Georgia Manzi.

Seconde Medie- ICS3 A. Stoppani – Lecco
Sara Bertoldini, Alice Riva, Marco Gianesin, Yasmine Makholf, Chiara Balossi. Seconda Media F.

Avevo capito che in quella casa c’era qualcosa, così decido di indagare, ma questa volta per conto mio. Non mi fido né di Dino né delle sue strane idee sui terroristi e anche da piccola mi impauriva sempre con i suoi pensieri complottisti. Ora non lo ascolto più!
Penso velocemente a una scusa per non aver tra i piedi i miei amici ma dalla bocca mi esce solo: “Mi dispiace devo andare, mi aspettano per cena.”
La mia motivazione è più che convincente, sono infatti le sette di sera. Inizio a camminare verso casa, con Tarzan che tira al guinzaglio, non riesco proprio a capire cosa gli sta accadendo. Solitamente è tranquillo e ubbidiente.
Mi infilo nel primo cespo che vedo e inizio a spiare Dino e Fulvio, che stanno infatti parlando. “Andiamo via anche noi, ormai è tardi.”
Questo è Fulvio che parla, vedo Dino fargli sì con la testa e successivamente si avviano anche loro.
Rimango qui, da sola. Sgaiattolo piano verso l’abitazione misteriosa: è evidente che è una casa antica, ci sono molte crepe sui muri e le tapparelle sono arrugginite e piene di buchi ai lati. Si stanno alzando e, nel silenzio totale della sera, si sente solo il “troc troc” delle tapparelle. Nel buio appare una luce che mostra in penombra il volto di un uomo di mezza età che pare reggere nella mano sinistra un’arma. Tento di scappare ma le mie gambe sono come di marmo, quando mi si sbloccano inizio a correre verso casa. Vedo gli alberi sfrecciarmi a destra e a sinistra. Spero solo che non mi abbia visto e che non mi stia inseguendo. Arrivo a casa stremata. Qua mi accorgo che avevo dimenticato Tarzan. Nella paura avevo lasciato il guinzaglio e lui non mi ha raggiunto. Presa dal panico decido di tornare a cercarlo. Durante il tragitto incontro Fulvio: “Che ci fai qui?”
“Ho capito le tue intenzioni e sono venuto ad aiutarti.” mi risponde Fulvio convinto.
Arrivati alla misteriosa casa, che sembra ancora più tenebrosa, vediamo Tarzan davanti alla porta che tenta in ogni modo di entrare. Urlo: “Tarzan!”
E’ troppo tardi, ha buttato giù la porta e ha iniziato a correre per la casa, trovando un ragazzino della nostra età in una strana stanza, legato a una sedia. Subito lo liberiamo e scappiamo insieme al bambino. Abbiamo capito che è stato rapito. Decidiamo di chiamare la polizia: dopo aver arrestato l’uomo, scopriamo che era un killer molto temuto e ricercato. Aveva rapito il ragazzino poiché i genitori non avevano saldato tutti i debiti che avevano. Capimmo inoltre che aveva torturato e ucciso un poliziotto, il vero padrone di Tarzan.
Io posso tenere il mio cane, è tutto sistemato.