Laboratori sul giallo – I vincitori

Sono laboratori di scrittura del genere giallo per le scuole. Un percorso che parte dalla lettura e attraverso lo smontaggio e l’analisi di un romanzo porta i nostri giovani lettori a ricostruire il finale di una storia.  Entusiasmo, creatività, ingegno e fantasia sono gli ingredienti con cui nascono piccoli pezzi di storie ogni volta rielaborati e sorprendenti. Sono tutti bravi, ma qualcuno ha una penna magica! E’ per questo che i lavori migliori meritano un posto nel nostro blog.

Riscrittura del finale del romanzo: Non Chiudere gli occhi di Francesco Formaggi.

Seconda Media A – I.C Alcide De Gasperi, Vanzaghello

Camilla Zanin, Martina Genoni, David Muhammad, Alessia Pistritto, Simone Cracco.

Gio e Nico camminavano lentamente impauriti dal silenzio immenso del bosco e dai cespugli, quando stanchi si appoggiarono su un albero molto alto, rigoglioso e dagli ampi rami. Si arrampicarono su un ramo scorgendo l’intera vallata, erano speranzosi di vedere una casa, però non ce n’erano. Stavano per scendere dal ramo ma caddero in un buco nel tronco dell’albero. Erano disperati, volevano uscire da lì per respirare l’aria di campagna ma erano intrappolati con ragni e molte ragnatele.
“Merda!” urlò Nico.
“Ma stai zitto e fatti un’idea per come uscire!” disse Gio preoccupato da tutti quei ragni con i loro occhi rossi inquietanti.
Nico nel frattempo vide un tunnel un po’ malmesso ma facilmente percorribile.
“Guarda, andiamo!” disse Nico tutto esultante.
“Ma che razza di idea è! Non ci vengo!” Gio non voleva inoltrarsi nel tunnel senza sapere dove portava.
“Scemo, mica ti mangiano i ragni!”
“Va bene ma stiamo attenti.”
Si inoltrarono nelle grinfie buie e desolate del tunnel. Dopo due ore di cammino, con lamenti, urla e il disperato bisogno di uscire dal buio che li circondava, arrivarono a una radura inquietante, con alberi intricati. Inaspettatamente videro un uomo che trascinava Alice, ormai piangente e spaventata. L’uomo misterioso rinchiuse Alice nel bunker e sentirono la voce di Giorgio provenire da dentro il bunker. Poco dopo l’uomo ritornò sui suoi passi.
Nico e Gio si affrettarono a raggiungere il bunker per liberare Alice e Giorgio.
“Ciao, tutto bene?” disse Nico.
“Sì, aiutateci!” dissero in coro Alice e Giorgio.
“Ok. Nico ma come apriamo la porta?”
“Ho un’idea, spostati, presto!”
Qualche istante dopo la porta del bunker era spalancata grazie alla mossa di karate di Nico, con il suo mitico urlo UATAAAAA!
“Uscite!” esclamò di fretta Nico.
“Chi vi ha rapito?” chiese Gio, disperato.
“L’appuntato!” dissero Alice e Giorgio, felici di essere stati liberati.
“Ok, ma come facciamo a ritornare in paese?” chiese Nico.
“Non possiamo rifare la stessa strada. Non c’è via di uscita!” disse Gio, tremando.
“Non è vero, aspetta. Mi ricordo la strada che mi ha fatto fare l’appuntato. Prendiamola ma stiamo molto attenti!” disse Alice.
“Su, andiamo. Voglio andare dai miei genitori!” disse Giorgio, stancato da questa avventura.
“Non preoccuparti Giorgio in un lampo potrai riabbracciare i tuoi genitori!” disse Alice.
Intrapresero il sentiero tra gli alberi, intanto Giorgio veniva consolato da Nico e invece Gio e Alice poterono stare un po’ da soli.
“Grazie per averci salvato, sei stato molto coraggioso” disse Alice.
“Prego” disse Gio.
Da veri innamorati si intrecciarono le mani e si diedero un lieve bacio sulla bocca. Adesso erano proprio felici. Arrivando in paese corsero direttamente alla caserma dei carabinieri, denunciarono l’appuntato che cercò di scappare invano su una macchina dei carabinieri ma fu fermato e venne condannato. I carabinieri erano stupiti che l’appuntato Fabio potesse aver rapito Alice e Giorgio.
Giorgio riuscì finalmente a riabbracciare i suoi genitori. Alice e Gio si fidanzarono e si diedero un bacio intenso.

 NOTA DEGLI SCRITTORI: ogni personaggio ha sempre un lieto fine.

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Mattia Ferrario, Nicholas Puglia, Samuele Cicco, Chiara Torretta, Giorgia Ye, Umme Aiman

Gio e Nico camminavano lentamente uno dietro l’altro, intrufolandosi tra gli sterpi quando trovarono un tunnel di cemento, stretto, lungo e buio nel bel mezzo del bosco da cui provenivano lamenti continui e terrificanti. Si imbatterono in una botola su cui c’erano impronte e sigarette spente. Allora cercarono di aprirla ma era chiusa. Nico tornò sulla strada e trovò un’accetta conficcata in un albero, tornò di corsa con il fiatone da Gio che gli disse: “Stai zitto che c’è una macchina sopra di noi! Cerca di respirare con più calma.”
Quando il motore della macchina non fece più rumore, sentirono dei passi sopra di loro e si spaventarono tanto, quando Gio riconobbe la voce della persona che imprecò, alzando gli occhi al cielo, perché aveva spaccato il tacco della propria scarpa. Quando i passi si allontanarono Nico tirò un colpo con l’accetta alla serratura della botola ma non si ruppe. Ne tirò un altro e a questo colpo la serratura cedette. Gio disse a Nico di aprirla e quando entrarono si sorpresero molto perché trovarono due bambini: uno era Giorgio ma l’altro non lo conoscevano.
Nico gli chiese: Tu chi sei?” indicando il bambino sconosciuto e lui rispose: “Io sono Marco, ho dieci anni e voi chi siete?”
“Noi siamo Nico e Gio, di noi due puoi fidarti, siamo venuti a salvarti e anche tu, Giorgio!”
Uscirono in fretta dalla botola, tornarono sulla strada e videro una persona anziana che disse: “Che cosa ci fate voi qui a quest’ora? Ma sapete che ore sono? E perché siete usciti con i miei due bambini dal tunnel?”
Gio e Nico, spiazzati, imbarazzati e anche molto impauriti risposero:“Noi… emm…beh… li abbiamo sentiti piangere e gridare aiuto e siamo entrati nel tunnel e li abbiamo aiutati!”
La donna con calma rispose: “Io sono la loro insegnante di ripetizioni, anche se non sono fratelli”, ma Gio e Nico non le credettero e alla fine la donna confessò: “Veramente io non sono un’insegnante e non ho mai potuto avere figli e quando a Miriam e Adelmo nacque Marco diventai molto invidiosa e lo rapii a Roma. Invece Giorgio l’ho rapito perché Marco era troppo grande per credere alle storie che gli raccontavo e Giorgio ci credeva perché era piccolo ed era un credulone. E adesso che sapete tutto venite con me!”
Intanto Marco Tempesta che aveva seguito tutta la scena arrivò con una tavola di legno trovata per terra e usandola colpì la donna in testa facendola cadere per terra tramortita.
Gio e Nico chiesero a Marco Tempesta: “Perché ci hai aiutati?” e Marco Tempesta rispose un po’ imbarazzato: “Beh, ho paura di Omar che mi ha minacciato di picchiarmi a sangue se io non vi avessi aiutato”.
Chiamarono immediatamente i carabinieri che arrivarono dopo cinque minuti. Arrivati in centrale interrogarono la signora, ancora un po’ dolorante. Nico chiamò Alice e Omar che li raggiunsero alla caserma dei carabinieri e, tutti felici per la ricomparsa di Giorgio che diedero ai suoi genitori, chiamarono Adelmo e Miriam dicendo: “Abbiamo trovato il vostro Marco e ha dieci anni, è qui al nostro paesino e sta molto bene!”
Festeggiarono tutti e andarono in un bar per mangiare delle ciambelle dove Alice e Gio si baciarono per la prima volta.