Laboratori sul giallo – I vincitori

Sono laboratori di scrittura del genere giallo per le scuole. Un percorso che parte dalla lettura e attraverso lo smontaggio e l’analisi di un romanzo porta i nostri giovani lettori a ricostruire il finale di una storia.  Entusiasmo, creatività, ingegno e fantasia sono gli ingredienti con cui nascono piccoli pezzi di storie ogni volta rielaborati e sorprendenti. Sono tutti bravi, ma qualcuno ha una penna magica! E’ per questo che i lavori migliori meritano un posto nel nostro blog.

Riscrittura del finale del romanzo: Non Chiudere gli occhi di Francesco Formaggi.

Seconde medie – Collegio San Carlo, Milano. Guia Mazè Cimatti, Giorgia Giacoma, Chiara Ramon, Claudia Bertoluzzo. Seconda media E

A Nico e Gio tremavano le gambe come ramoscelli durante una tempesta, dentro di loro sentivano un vuoto che si infittiva come il bosco man mano che camminavano.
“Ecco… siamo arrivati”, esclamò Nico. “Dev’essere questa la casa in cui è rinchiuso Giorgio!”
I due si affrettarono ad accertarsi che l’area fosse disabitata.
“Liberi!” disse Nico con una voce fiera, ma nascondendo il terrore dentro di lui che ardeva vigorosamente come un fuoco.
“Anche qui!” rispose Gio.
I due amici si riunirono davanti alla casa.
“Idee?” Nico chiese a Gio.
“Non ho la pallida idea di come entrare lì dentro. Tu?”
“Beh un’idea l’avrei… però non so se sei d’accordo”.
“Spara!”
“Allora, io entrerei dal camino! Che ne dici?”
Gio, impaurito, non rispose, fece cenno con la testa, ma anche quel gesto era incerto.
“Però abbiamo bisogno dell’attrezzatura di mio cugino. Facciamo che io vado a prenderla, mentre tu cerchi di capire se il piccolo Giorgio è veramente lì dentro”, disse Nico con voce rassicurante.Gio era impaurito e un po’ incredulo dell’idea di Nico. Nel frattempo Nico era già risbucato dall’altro lato del piccolo tunnel, montò in bici e pedalò più forte che mai, immaginando di essere un ciclista professionista. Fece talmente in fretta che non notò che il cugino non era in casa. Prese comunque l’attrezzatura e raggiunse Gio che nel frattempo era riuscito a comunicare con Giorgio attraverso una fessura nella finestra. Giunti sul posto, sul tetto, i due si calarono lentamente dal camino. Arrivati, abbracciarono il piccolo Giorgio che era terrorizzato. In quello stesso momento Gio avvertì un senso orribile: qualcuno di malvagio si stava avvicinando. I tre si nascosero, la porta si aprì… non ci credettero.Nico sentì come un colpo al cuore a vedere suo cugino lì, sulla porta. Sentì come uno svenimento, non ci poteva credere. Riuscì a mettere da parte lo stupore e sferrò qualche mossa di karate che lo mise a terra. Gio, ancora più scioccato, chiamò i carabinieri e gli confessò tutto. Stefano voleva avere uno scoop pazzesco per diventare un giornalista di fama.Il piccolo Giorgio tornò a casa sua, come i due.
“Ciao, ci vediamo domani”, disse Nico con voce ancora scioccata e tremante.
“Ok!”
Prima di tornare a casa Gio passò da Alice e finalmente fece quel salto che lo liberò da tutte le sue paure e la baciò.