I misteri del circo Trepidini

€18,00 - 80 pagine

Chiara Lorenzoni
  • Trama
  • Incipit

(età 10+)  

Giulietta è sola al mondo e l’unica lontana parente è Ulderica, la “Donna cobra”, moglie del grande lanciatore di coltelli e proprietario del famoso Circo Trepidini: Goffredo Trepidini. Giulietta è sola al mondo perché sua sorella Martina è scappata dal Circo, ed è la protagonista bersaglio di pericolosi e sadici spettacoli: La bara del pirata, La casa del macellaio, Il tappeto del fachiro e La vasca della morte. Gli unici amici di Giulietta sono le colombe che vivono nel circo e Victorius, un ragazzo solo e abbandonato che lavora per i Trepidini. I due ragazzi stringono un sincero legame, si difendono l’un l’altro, cercando l’appoggio della chiromante Sibilla e del taciturno gigante Alonso uniche figure positive del macabro circo. Strani furti seguono le tappe dello spettacolo; la polizia indaga, ma nulla sembra risolversi. Giulietta e Victorius, insospettiti dal comportamento dei Trepidini, scoprono la refurtiva nella roulotte di Ulderica. Dopo ritrovamenti raccapriccianti e una tentata fuga, tutto precipita: Goffredo cerca di uccidere i ragazzi per nascondere le sue colpe; Sibilla e Alonso si rivelano salvifici, riportando Giulietta da sua sorella Martina.

Non pensava che il dolore potesse essere così forte. La invadeva completamente, morsicandola e togliendo fiato ai polmoni. Eppure doveva andarsene, scappare, salvarsi la vita. Rannicchiata contro la Bara del Pirata, nel punto più buio del circo, Martina chiuse gli occhi per un momento, alla ricerca di ogni briciolo di forza residua. Lui era lì fuori da qualche parte e la stava cercando. “Stringi i denti. Un ultimo sforzo” si disse Martina men- tre cercava di annodarsi il più stretto possibile un fazzoletto intorno alla mano insanguinata. Lentamente alzò un lembo del tendone del circo e guardò nel buio. Non c’era nessuno. Trecento metri più in là, il furgoncino bianco di Sibilla. Doveva raggiungerlo in fretta, senza far rumore.

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Waldo Basilius

€18,00 - 80 pagine

Tiziano Fratus
  • Trama
  • Incipit

(età 11+)  

Waldo Basilius è un neonato quando viene trovato dai nasi grinzosi, un popolo di strani giganti della foresta. Un popolo alla rovescia, che parla al contrario; dove si nasce saggi e si invecchia incoscienti. L’unico gigante che si oc- cupa di Waldo è la signora Magher, una madre adottiva che cerca di allevarlo come un naso grinzoso. Waldo però è straniero, diverso, e dovrà affrontare l’emarginazione. Il suo destino sembra quello di essere un fan- tasma ignorato da tutti. La risposta però arriva dagli alberi della foresta, dalla natura avversa che circonda il villaggio dei giganti. Un mondo di insetti, animali e piante; simboli e metafore di quanto sia difficile crescere. Gli alberi e i libri, la natura e le parole diventano le guide di Waldo. Le guide in un percorso di mistero e sangue che lo condurrà a capirsi e a ritrovare una casa; sarà una strada per comprendere che l’altrove è solo il mondo alla rovescia perché i sentimenti che muovono l’universo sono uguali ovunque. Gli uomini, i suoi simili, amano e odiano come amano e odiano i nasi grinzosi. Waldo scoprirà che la sua ritrovata madre non è tanto diversa dalla signora Magher.

Nel mondo dei grandi nasi grinzosi il piccolo Waldo Basilius vive la sua vita da fantasma.Così lo chiamano: amsatnaf (fantasma). Quando parlano di lui, anche se in verità non ne avrebbero alcun motivo, lo indicano con un movimento del mento, una spazzolata di occhi, a volte accompagnati da un’oscillazione orizzontale delle grosse mani ragnose e nodose. Talora lo chiamano fugacemente li oloccip (il piccolo), ol omong (lo gnomo), li oressap (il passero), ma il più delle volte non dicono nulla. Lo trattano come se fosse trasparente, una presenza senza importanza che potrebbero benissimo ignorare. Il problema più grande dell’amsatnaf Waldo Basilius è che non appartiene al loro mondo. L’hanno trovato una mattina al limitare della grande foresta rocciosa, là dove esistono gli alberi più antichi, dove nemmeno il più audace dei nasi grinzosi si sarebbe mai spinto.

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I TOPI

€12,00 - libro a fisarmonica

Dino Buzzati
  • Trama
  • Incipit

(età 9 – 99)
Che ne è della famiglia Corio? Cosa sta accadendo nella loro vecchia villa di campagna? È il narratore a chiederselo quando Giovanni gli invia una strana lettera, scusandosi perchè, dopo anni, per la prima volta non potrà invitarlo per l’estate. Ricordando i bei momenti passati il narratore ricollega una serie di fatti, presagi di un orrore imminente.

«E adesso? Perché Giovanni ha scritto di non potere più invitarmi? Cosa è successo? Avrei la tentazione di fargli una visita, pochi minuti basterebbero, tanto per sapere. Ma confesso che non ne ho il coraggio».

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BLU, un’altra storia di Barbablù

€18,00 - 80 pagine

Beatrice Masini
  • Trama
  • Incipit

(età 10+)
Tutte le fiabe sono inquietanti, molte mettono paura. Barbablù è una di queste: una macchia di sangue su una chiave d’oro, mogli uccise e appese come mantelli nelle segrete e tutto senza un motivo apparente. Questa riscrittura vuole trovare una spiegazione alla follia del protagonista. Almeno finchè non entra in scena Blu, l’ultima moglie, la sola destinata a sopravvivere contando sulle proprie forze, sul suo acume, sulla rapidità d’azione e la capacità deduttiva. Come il gatto con il topo inizia così tra Blu e Barbablu una vera caccia destinata a durare fino alla fine della storia.

Lo chiamavano Barbablù, però il suo colore, a volergliene dare uno, era il nero: nero come la notte, nero come il lampo delle pupille sempre accese di uno sguardo indecifrabile, nero come i capelli che gli ricadevano a ricci larghi sulle spalle, nero come la barba a ricci più fitti di quelli che portava in testa, e più rigidi, quasi di ferro, se esistesse un fil ferro nero che si increspa in quel modo. Barbablù era un nome di famiglia, antico e consumato, di quelli che non vogliono dire più niente – un nome e basta – se la persona che li indossa in qualche modo non li riporta in vita: e con lui era successo così, perché aveva la barba e si vestiva soltanto di blu.

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PICCOLA MAPPA DELLE PAURE

€18,00 - 96 pagine

Andrea Valente
  • Trama
  • Incipit

(età 9+)
Chi è il tipo che vive nell’oscurità, in un buio impenetrabile, senza lamentarsene? E come può Enrica portare dentro di sè un po’ di quattro persone morte? E’ una finestra serrata l’unica via di scampo per Giovanni da uno spazio denso e senz’aria. Che 666 sia davvero il numero satanico a Henry sembra una cavolata ma ogni volta che cammina lungo la strada sente un brivido che gli porta via i pensieri. Ventuno protagonisti, ragazzi e ragazze, ventuno racconti, ventuno paure per dire che i mostri vanno affrontati e che senza di loro cosa ce ne faremmo di tutto il coraggio che abbiamo.

 

Viveva, lassù, un tipo che se ne stava al buio.
Al buio davvero, voglio dire, non in penombra o nell’oscurità. Al buio sempre, non soltanto dopo la mezzanotte. Buio pesto, denso, avvolgente, buio e basta, senza stelle nel cielo né un lumino pur fioco in lontananza. Buio senza ombre, di giorno e di notte, di notte e di giorno. In estate e in inverno. Buio al caldo e buio al freddo.

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