ANSELMO E GRETA

€18,00 - 84 pagine

Francesco Formaggi
  • Trama
  • Incipit

(età 11+)

Questa riscrittura di Hansel e Gretel cambia il tempo e le ambientazioni della fiaba originale, al bosco si sostituisce la grande metropoli dove i bambini si perdono; alle briciole di pane che Hansel semina nel sentiero si sostituiscono le impronte di vernice che Anselmo semina sui marciapiedi della città dopo aver calpestato l’opera di uno street artist; al posto della casa di marzapane c’è un buffet principesco di dolci in una stanza d’albergo; al posto della vecchia brutta strega malvagia c’è una donna bellissima, una regina di Instagram, che però sotto il trucco nasconde una terribile violenza. Cambia il mondo e il tempo, cambia l’avventura, ma il cuore della fiaba è animato dallo stesso sangue.

Tum, tum, batte il bastone, tum tum, batte sul pavimento, tum tum, lo stringe una mano vizza, le dita grosse e nere, tum tum, batte il bastone, colpi sordi sul pavimento.

Il padre siede in poltrona. Sui braccioli un lembo di coperta nasconde strappi di spugna. Tutte le notti siede lì, nel piccolo soggiorno, e batte a terra il bastone da zoppo, tum tum, mentre con gli occhi spalancati guarda nel buio, tutte le notti, in silenzio, finché l’alba si affaccia alla finestra, e i suoi pensieri sono cupi, compressi nella testa: escono dalle orecchie pelose e dal naso bitorzoluto, per confondersi col buio, come ballerini vestiti di nero in una macabra danza notturna.
E intanto batte a terra il bastone, tum tum, il bastone da zoppo. È un uomo grosso e curvo, la testa calva, il viso arcigno, veste sempre la tuta blu della fabbrica, anche se non lavora più da quando ha avuto l’incidente alla gamba e l’hanno licenziato; le sue scarpe sono nere, scarpe ortopediche, col tacco alto un palmo la destra, con la punta di metallo la sinistra. Tum tum, batte il bastone il padre, e i bambini nella camera accanto, stretti l’uno all’altra, sotto l’unica coperta, nel materasso steso a terra, sussultano a ogni colpo.
«Dormite, dormite», dice la madre, distesa sulla brandina all’angolo. «Dormite», blatera inquieta, voltandosi su se stessa come in bilico tra il sonno e la veglia.
Ma Anselmo e Greta non dormono, non stasera. Si parlano silenziosamente, senza parlare, muovendo le mani in un linguaggio tutto loro simile a quello dei muti, anche se muti non sono.

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APNEA

€18,00 - 100 pagine

Brian Freschi
  • Trama
  • Incipit

(età 7+)

Durante una calda mattina, un mostriciattolo decide di avvinghiarsi ai capelli di un bambino. Il bambino non sa esattamente cosa ciò comporti e decide di passare le giornate insieme al mostriciattolo, diventando presto suo amico. Questo finché non fa una scoperta agghiacciante: il mostriciattolo ha il potere, ogni volta che lo desidera, di togliergli il respiro e negargli la capacità di esprimersi. Fino a quando si può vivere in apnea? Fino a quando il mostro se ne va… forse.

Un piccolo, tenero, racconto sui dubbi e le paure
che non devono spaventare troppo perché crescendo ti abbandonano e vanno altrove.

Durante una calda mattina di aprile un piccolo mostro si nascose tra i miei capelli. La mamma mi disse che era normale e che lei l’aveva ospitato per tanto tempo. Il mostricciatolo strisciava e ruzzolava tra i capelli, usandoli come coperta. La notte fingeva di dormire, ma in realtà era sveglio. Teneva la testa reclinata verso le mie orecchie ed emetteva un ronzio fastidioso. Un sibilo che dalle orecchie abbracciava il mio cervello, facendomi tantissime domande. Io stavo sveglio insieme a lui, ad ascoltare il suo grido lontano.

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10 INDIZI PER AGATHA

€16,00 - 152 pagine

Gigliola Alvisi
  • Trama
  • Incipit

(età 11+)

Da dove arrivo? Quale è il mio passato? Si domanda Hercule Poirot, il più grande investigatore al mondo? Per scoprirlo dovrà indagare nel passato della sua autrice, a partire dall’infanzia: Agatha Christie. Attraverso 10 indizi, seminati lungo la storia, Hercule riesce a capire molte cose della grande scrittrice inglese e di conseguenza il carattere e il genio inve- stigativo del suo personaggio. Chi era la figura del bandito che visitava i sonni della piccola Agatha? E la persona della Sorella Maggiore che prendeva il posto della vera Madge e la terrorizzava con la sua voce melliflua? Ebbene, ci racconta Poirot, la fantasia di Agatha correva veloce e la passione per la paura era evidente fin da piccolina. Lasciata libera di crescere liberamente nella bella residenza di Ahfield, la piccola Agatha sviluppava tutte le caratteristiche tipiche della perfetta scrittrice: l’amore per i misteri, la passione per i libri, il tempo vuoto da inventare, la curiosità. Hercule indaga nei ricordi della sua creatrice, passando dagli anni in Inghilterra a quelli in terra francese e giù, fino in Egitto. Ci svela i retroscena dei primi tentativi di scrittura e il potenziale per diventare forse la più grande giallista al mondo, proprio attraverso uno dei 10 indizi: la capacità di cogliere e ricordare ogni minimo particolare.

Abbiamo diritto alla nostra storia. Solo conoscendo chi siamo stati pos- siamo comprendere chi siamo e immaginare chi saremo. Per questo motivo alcuni ragazzi adottati vanno alla riscerca delle loro origini. Vogliono sapere dove sono nati, chi sono i genitori naturali, perché li hanno abbandonati. Qual è la storia che li ha portati all’abbrascio dei nuovi genitori. Et bien, lo ammetto, è così anche per me. Anche se sono un uomo fatto e finito, anche se le mie imprese affascineranno i lettori di tutto il mondo, io sento il bisogno di conoscere la mia storia. Mais oui, avete ragione, non mi sono ancora presentato. Penso sempre che tutti mi conoscano, ma devo fare un’escesione in considerasione della vostra giovane età. Je suis Hercule Poirot, il più famoso investigatore di tutti i tempi. E il tempo è l’elemento scentrale nel mio discorrere. Io vi scrivo dal 1922 e voi mi leggete dal nuovo secolo eppure è come se fossimo qui insieme, su queste pagine. Perché è proprio questo che fa la letteratura: avviscina i personaggi e i lettori superando il tempo e lo spasio. Bien, forse qualcuno di voi potrebbe avere l’ardire di obiettare che sci sono stati altri investigatori famosi nella letteratura, prima e dopo il 1922. Qualcuno di voi incautamente potrebbe suggerire Sherlock Holmes, Nero Wolf, Ellery Queen, il commissario Maigret e perfino quell’incorreggibile pettegola di Miss Marple. Oh, mon Dieu, vous etes italiens! E donc potreste perfino parlarmi del giovane commissario Montalbanò. Su, cari lettori, non scherzate! Le scelluline grigie più scelebrate della letteratura poliziesca di tutti i tempi sono senza dubbio alcuno le mie: quelle di Monsieur Hercule Poirot!

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VILLA MANNARA

€16,00 - 160 pagine

Laura Orsolini
  • Trama
  • Incipit

(età 10+)

Federico Rossi vive con la madre Sara e il suo compagno, il Maresciallo dei Carabinieri Giovanni Milazzo. Federico comincia le scuole medie e non ha amici. Stringe però una sincera amicizia con il suo compagno Driss, italiano di nascita con genitori marocchini. Per farsi notare, decidono di risolvere il caso di una vecchietta scomparsa. Durante le loro scorribande pomeridiane in bicicletta disegnano una mappa che ritrae sei campi perfetti per poter giocare a calcio che chiamano rispettivamente: San Siro, Amsterdam Arena, Allianz Arena, Santiago Bernabeu, Olimpico e il migliore di tutti: il Maracanà. Un giorno, mentre giocano al Maracanà, la palla finisce nel giardino di una villa molto inquietante. L’ululato di un lupo, o forse di un cane sempre presente nel bosco fa sì che i due amici la ribattezzino “Villa Mannara”. I ragazzi recuperano il pallone dal giardino di Villa Mannara e incontrano la padrona di casa: una figura strana ed enigmatica, sicuramente colpevole di aver rapito la vecchietta scomparsa. I ragazzi sono decisi a smascherarla: una notte, scavando alcune delle buche ricoperte che trovano nel giardino della villa, cadono in un buco profondo, un rifugio antiaereo costruito durante la seconda guerra mondiale nel quale trovano proprio la vecchia rapita. L’unica via d’uscita è un tunnel che porta direttamente al bosco in valle, vicino al fiume. Ad attenderli c’è però il vero artefice del rapimento che li chiude dentro una casetta abbandonata nel bosco. Sarà il presunto lupo, che si rivelerà essere un cane da slitta, ad aiutare il maresciallo Milazzo a liberare i due ragazzi e a risolvere il caso.

Federico pedalava oscillando pericolosamente a destra e a sinistra, portando la bicicletta a uno sforzo quasi soprannaturale per rimanere in equilibrio. L’aria tagliata dal naso gli sibilava nelle orecchie e il battere del cuore sovrastava il rombo dei motori delle auto che gli sfrecciavano accanto, senza rallentare. Più veloce. Mentre si avvicinava alla scuola, quel rumore rimbombava sulle guance e in gola. Percepiva il sudore sulla pelle e i capelli biondi si arricciavano, cadendo sulla fronte a dispetto del gel con cui li aveva cementati, poco prima di uscire di casa. Ancora poche pedalate e sarebbe arrivato. Si guardò intorno in cerca di un paio di occhi conosciuti, ma niente. In piedi sui pedali, superò il marciapiede che separava la strada dal cortile della scuola. Rallentò d’inerzia, aspettando che la bici si fermasse da sola dove voleva. Con un balzo preciso atterrò accanto alla sua fedele bi- cicletta, una MTB Viper rossa con una vipera nera disegnata sulla canna, che tratteneva per il manubrio stringendolo forte.
Era l’ultimo regalo che aveva ricevuto dal padre, qualche giorno prima dell’incidente che glielo aveva portato via. L’avevano costruita insieme, pezzo dopo pezzo, dalle ruote a ogni singolo ingranaggio.

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