ADAM GREEN E I LADRI DI GIOIELLI

€16,00 - pagine 1769788832791594
  • Trama
  • Incipit

(età 10+)

Nella periferia di Albany, in una villa di inizio Novecento soffocata dal verde, Adam Green ha dodici anni e un talento fuori dal comune: conosce le piante come fossero vecchie amiche. Tra vasi, rampicanti e segreti botanici, il suo laboratorio è un microcosmo vivo e sorprendente. Accanto a lui c’è zia Julie, poliziotta rock’n’roll, impulsiva e testarda, impegnata da mesi a inseguire una misteriosa banda di ladri di gioielli che sta mettendo in ginocchio la città. Quando le indagini si arenano, Julie capisce che la chiave del caso potrebbe nascondersi proprio tra foglie, radici e pollini. Così prende forma un’improbabile alleanza: un ragazzo geniale e una zia fuori dagli schemi, tra inseguimenti, intuizioni brillanti e piante dalle proprietà inaspettate.

Il laboratorio di Jonathan Green non sembrava il luogo di ricerca del più importante botanico al mondo. Era naturale aspettarsi un grande complesso universitario con centinaia di dipendenti, mentre invece era un ambiente domestico, con tappeti a coprire il pavimento in legno, un grande divano rosso addossato alla parete, librerie cariche di volumi e due poltrone con accanto un tavolino con abat-jour.
La luce entrava dalle finestre aperte verso una distesa di prati e un bosco. Al centro dello spazio, era piazzato un grande tavolo da pranzo che fungeva da banco da lavoro. Era quasi del tutto ingombro di complesse apparecchiature e attrezzature tecniche realizzate da Jonathan stesso. Naturalmente, ovunque ci si voltasse, si incontravano delle piante: disposte in vasi, in teche, sistemate dentro contenitori appesi al soffitto, ordinate su varie mensole.
L’ambiente somigliava decisamente a un vecchio salotto e, in effetti, lo era, dal momento che il laboratorio occupava l’intero piano terra della casa, alla periferia della città di Albany. Era una villetta di inizio Novecento appartenuta a sua nonna Rose, la donna che gli aveva trasmesso la passione per la botanica. A volte Jonathan si sentiva un po’ stretto in quella casa-laboratorio, ma teneva a conservarla così com’era perché ci viveva con suo figlio Adam. Purtroppo sua moglie era morta quando il bambino era ancora piccolo, per questo non aveva voluto trasferirsi con lui nel centro universitario con cui collaborava. Preferiva che crescesse nel luogo tranquillo dove era nato. Adam, del resto, aveva dimostrato da subito un forte interesse per la botanica e l’avidità di conoscere quante più cose potesse di quella materia. Sebbene avesse solo dodici anni, lo assisteva in molti dei suoi esperimenti ed era il solo a poter decifrare i suoi segretissimi quaderni di appunti.

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