BAMBINA D’OMBRA

€18,00 - pagine 809788832791181
  • Trama
  • Incipit

(età 13+)

Anni settanta. Eliza è una bambina di dieci anni che vive in una fattoria con la sua famiglia. Osserva, studia, esplora ogni anfratto, campo, luogo dimenticato che la circonda. Ma un giorno, forse per troppa curiosità, viene trasformata in Nascosta, senza mai più svelarsi alla superficie del mondo.

Oggi. La fattoria è ormai abbandonata. Matilde e Renzo sono una giovane coppia. Per la sua tesi, Matilde deve fare una ricerca sulle case rurali. Sente una certa attrazione verso la vecchia casa dove un tempo risiedeva Eliza, tanto da decidere di passarci qualche notte. Fin da subito è evidente che lì si nasconda qualcosa di strano e terrificante. Qualcosa fermo in uno spazio diverso, lontano da questa dimensione terrena, reale, alla luce del sole. Qualcosa che, vedendo in Matilde un ponte per tornare, non ha più intenzione di lasciarla andar via.

Quell’odore un po’ ruvido e terroso le pizzicava il naso e quasi la faceva starnutire. Tra le sette e le otto di sera il sole indietreggiava e la sua carezza condivideva il mondo con l’abbraccio dell’ombra che riscattava il suo spazio, allungandosi tra le pieghe dei fili d’erba vibranti. Il suolo era duro, sassolini spigolosi graffiavano le ginocchia di Eliza, che tratteneva l’aria nei polmoni per non farsi trovare, né dal suo babbo né dal tempo della cena che esigeva la sua presenza.
Ma non le importava niente. Voleva solo nascondersi in penombra, tagliata dai raggi del sole, confortata dai suoi luoghi segreti.
Prese in mano un pomodorino e gli diede un bacio, poi annusò il profumo pungente impresso sulle dita prima di mangiarlo. Il ricordo del frutto si mischiava al terriccio che colorava di scuro l’interno delle unghie. Vide un germoglio tra due rami ricchi di grappoli e lo staccò pinzandolo con l’indice e il pollice, proprio come il suo babbo le aveva insegnato. Quell’orto per il babbo era tutta la sua vita. Forse anche più di lei, forse anche più della mamma, che tanto non vedeva quasi mai perché sempre impegnata nel minimarket del paese. C’era qualcosa nei suoi occhi quando annaffiava l’orto, uno sguardo di affetto incondizionato che lei non aveva mai ricevuto.

SCARICA IL PDF