IL FANTASMA DEL CONTE

€12,00 - pagine 649788832791464
  • Trama
  • Incipit

(età 7+)

Nicolò Poveglia ha dieci anni, una famiglia impallinata con la tecnologia e una sorellina che non ha paura di nulla. Abituato a vivere tra computer e monitor, sarà costretto a passare due giorni con sua sorella e sua nonna in una vecchissima casa spettrale, lontano da tutto e senza elettricità. Tra piogge torrenziali, rintocchi di misteriose campane, buio profondissimo, porte fluttuanti e fantasmi urlatori, Nicolò scoprirà qualcosa di inimmaginabile su entrambe le sue compagne di viaggio: forse non tutta la famiglia Poveglia è destinata a occuparsi di tecnologia…

Quando James compì dieci anni sentì che in lui qualcosa stava cambiando…Improvvisamente i suoi poteri iniziarono a manifestarsi, e lui…
“Quante sciocchezze” pensò Nicolò lanciando il libro su una pila di magliette sporche. “Tutte queste storie di predestinati che improvvisamente scoprono di saper volare e diventare invisibili o chissà che altro.”
Nicolò dieci anni li aveva compiuti da quasi un mese, e non aveva scoperto un fico secco. Del resto a lui l’unico potere che sarebbe piaciuto davvero era quello di parlare con il suo computer, come nei film di fantascienza.
«Ma tra poco ci siamo» borbottò tra sé e sé, come faceva sempre. «Se non ci pensano mamma e papà ci penso io. Ci siamo quasi. Tra poco.»
I genitori di Nicolò lavoravano con i computer. Anche zia Giulia lavorava con i computer, e anche il suo fidanzato Guido e il suo precedente fidanzato Ludovico e perfino quello ancora prima, di cui nessuno si ricordava più il nome. Molti degli amici dei genitori di Nicolò lavoravano con i computer. La casa di Nicolò aveva più monitor che finestre, ed era normale che tutti si parlassero in call, online, pur essendo in due stanze vicine. L’ultima app creata dalla mamma, APPendino (un modo utilissimo di tenere in ordine gli armadi, classificando tutto online), aveva avuto tre milioni di download, perfino più dell’ultima del papà, APPetito, che pure ormai serviva a prenotare in tutti i ristoranti del mondo. Insomma: in casa Poveglia l’unica cosa davvero importante era la tecnologia.
Nicolò lo sapeva da sempre.

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