IL MISTERO DELLE STELLE SCOMPARSE

€16,00 - pagine 1929788832791228
  • Trama
  • Incipit

(età 11+)

Bologna 1969. Elisabetta, Anna, Cristina e Biancamaria abitano in un palazzone di periferia. Le loro vite procedono tranquille finché il 21 luglio di quell’anno, giorno dello sbarco del primo uomo sulla Luna, scompare Stella Bonetti, una ragazza della loro scuola. Le amiche iniziano a indagare e vengono a sapere che qualche giorno prima Zlatan, un ragazzo del vicino campo rom, andava in giro per il quartiere facendo domande su Stella. Lo affrontano e scoprono che, in realtà, sta cercando una coetanea rom con lo stesso nome. Poco dopo, al rifugio delle quattro amiche, si presenta Arturo: anche sua figlia Stella è sparita. Le cose si fanno sempre più misteriose: qual è il legame tra queste scomparse? Dove sono finite le ragazze? Betta, Annina, Cri e Bia riusciranno a scoprire la verità?

Una notte speciale pur non essendo né la vigilia di Natale né l’ultimo dell’anno. Era stata mandata a letto dopo Carosello con la promessa che, arrivato il momento, l’avrebbero svegliata. Ma Betta, insonne per l’emozione, raggiunse di nascosto la finestra lasciata aperta per sbirciare curiosa il cielo. La Luna, luminosa, era sempre lassù. Allungata una mano, le parve persino di poterla sfiorare. Tornò quindi a letto e sorrise. In cucina il televisore in bianco e nero, recente acquisto a rate di cui il padre andava orgoglioso, era acceso e da un luogo lontano, chiamato Cape Canaveral, giungevano sino a lei parole che in parte faticava a comprendere. D’altronde, in quella calda notte di mezz’estate si trattava solo di saper pazientare ancora poche ore. Come novecento milioni di altre persone intente a seguire trepidanti la diretta.
«Su tesoro, vieni che ci siamo.»
Betta alla fine si era assopita, ma la madre, come promesso, l’aveva svegliata. Era corsa in cucina senza nemmeno indossare le ciabatte, accoccolandosi vicino al padre sul divanetto piazzato per l’occasione davanti alla TV. Vide dapprima delle immagini disturbate e un po’ confuse, che non riuscì a mettere subito bene a fuoco. Poi, la stessa voce di qualche ora prima le fece da guida: «Ecco che allunga un piede cercando il prossimo gradino…»
Betta trattenne il fiato. Una sorta di bambolotto con la tuta e un casco in testa fece un piccolo balzo, prima di appoggiare un piede a terra. “A terra”, pensò, e le venne da ridere poiché quella non era la Terra.
«Mancano tre minuti alle cinque del mattino del ventuno luglio e il primo uomo, Neil Alden Armstrong, un americano di trentanove anni, ha messo il piede sulla Luna…»
La mamma e il papà scattarono in piedi, applaudendo felici, e fu stappata una bottiglia di vino con le bollicine, proprio come accadeva nelle occasioni importanti. A Betta venne invece da piangere, senza che ne comprendesse bene il motivo, e si diede della stupida mentre dal nostro satellite giungeva, molto disturbata, una frase destinata a entrare nei libri di storia: «Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità».

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