- Trama
- Incipit
(età 11+)
A monte della stazione sciistica di Montagna Regina, all’orario di chiusura degli impianti, tre uomini incappucciati e vestiti di nero crivellano di colpi il ristorante deserto del rifugio e avvisano la sindaca di Sottomontagna che scateneranno una valanga. Per caso incontrano Theodora e Alberto, due tredicenni, e li portano con loro sulle motoslitte, di notte, fino a una baita sommersa dalla neve. A valle la sindaca, le forze dell’ordine e un gruppo di paesani cercano di capire cosa stia succedendo. Rudi e Giulia, il fratello e la sorella dei rapiti, indagano e seguono una traccia che li condurrà vicini alla verità, ma la salvezza di Theo e Alberto dipenderà soprattutto da loro e sarà appesa alla saggezza e alle gambe di un vecchio montanaro e del suo cane.
Prima
Il sole sta calando dietro la montagna e l’ampia pista da sci si sta coprendo d’ombra. Minuscole figure colorate zigzagando sul bianco scendono a valle. È l’ora di chiusura degli impianti, alcuni si affrettano prima che la seggiovia si fermi. Nell’aria pulita di quei quasi duemila metri di altitudine resta perlopiù il silenzio. Una ragazza sbuffa, ha i capelli corti sulla nuca ma la frangetta sugli occhi. Chiude la porta del laboratorio dove – in emergenza – si può aggiustare uno sci, si ficca in tasca il portachiavi con attaccata una piccola bussola e sbuffa ancora. Poco più in là, prima della deviazione verso la pista che scende a valle, un ragazzo con una tuta gialla si accuccia e si toglie un guanto per liberare le dita e capire come mai lo scarpone si muova lasco tra gli agganci. Scopre che uno di questi ha bisogno di essere stretto e così non può scendere. Se farà in fretta riuscirà, forse, a prendere la seggiovia? Si guarda attorno, basterebbe trovare un cacciavite, sarebbe sufficiente anche una rondella di ferro o un sassolino piatto a fare spessore. Sciando piano ce la farebbe ad arrivare giù.
Dopo
Il limitare della montagna è come la mandibola inferiore di un mostro senza denti, poi la parete scende a strapiombo costellata da tronchi sradicati, resti scuri di una potente tempesta, e pietre aguzze. Dalla parte opposta, dove il terreno sale tra pini e massi, due ragazzi arrancano come disperati, uno ha una tuta da sci gialla e l’altra un casco fucsia. Si afferrano ai tronchi, puntellano gli scarponcini sulle rocce; i fiati caldi per lo sforzo fumano nel freddo del mattino; gli occhi lucidi di paura saettano a destra e a sinistra in cerca di appigli. Scappano, non possono che scappare, e per scappare devono salire e salire è massacrante. La neve scende copiosa, con fiocchi grandi, silenziosi, insistenti.
