- Trama
- Incipit
(età 11+)
Tellurio Delcorvo, un professore di astronomia famoso in tutto il mondo, si sente male durante la sua festa di pensionamento. Mentre tutti i presenti pensano che si tratti di un malore dovuto all’età, Marnie, figlia tredicenne del pupillo del professore, suo fratello Michelino, bambino sensibile che non parla, e Pietro, appassionato di scienza, iniziano a credere che il malore non sia casuale e decidono di indagare. Che segreti cela Delcorvo e perché qualcuno ha cercato di ucciderlo? La risposta sembra essere nascosta proprio nella torre dei Senzaluna, la torretta di osservazione astronomica dell’università. Pietro, Marnie e Michelino si avventurano tra prove, misteri e indizi che pensano Delcorvo abbia lasciato per loro, dubitando di tutti pur di scoprire la verità.
Dicembre 1952
«Cosa ci fai qui?»
Marnie spalancò la bocca, e lo spillo con cui misurava l’orlo dei pantaloni del fratello ruzzolò giù, tra le pieghe della vestaglia e poi nella moquette gialla. Urtò la scatola, e gli spilli si ribaltarono; recuperarli tutti sarebbe stata dura, ciuffarne altri alla sarta di vicolo Alemagna ancora di più.
«Posso entrare?»
La testa di Pietro sbucò oltre la porta, e poi comparve il corpo, che pareva essersi allungato tutto d’un colpo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. «Sì, ma non disturbarci. Michelino ha i pantaloni troppo lunghi, non vedi? Lo posso mandare fuori così? Già allacciargli la camicia è un’impresa, lo sai.» Marnie sbuffò, ma Pietro sapeva che in fondo si stava divertendo.«Ciao Michelino» Pietro entrò nella stanza, e il bambino gli regalò uno dei suoi sguardi lucenti. Qualunque cosa avesse detto Marnie al fratello minore per farlo stare immobile su quello sgabello stava funzionando. Pietro si sedette sul letto e la osservò proseguire il lavoro «Ecco qua!» esclamò soddisfatta dopo aver armeggiato con i calzoni per un paio di minuti. «Ora togliamo questi affari, li sistemo e li indossi prima di uscire, va bene?» Marnie si alzò di scatto, scarmigliata e avvolta in una vestaglia bizzarra – era davvero un dragone dorato quello cucito sulla schiena? – che aveva certamente trovato al mercato delle pulci in cui andava di soppiatto il sabato pomeriggio. Sotto indossava un vestito a scacchi verde e blu che, Pietro se lo ricordava bene, aveva confezionato l’estate precedente copiando il modello da una rivista d’alta moda.
«Quindi cosa ci fai qui?» chiese di nuovo a Pietro, soffiando via una ciocca di capelli dal naso.
“Quanto è bella”, pensò lui. “E quanto è insopportabile!”
