L’ABOMINEVOLE CAVALLO MANNARO

€12,00 - pagine 649788832791471
  • Trama
  • Incipit

(età 7+)

Arci è un cavallo che vive nel maneggio di Gigi. È così buono, affettuoso e intelligente, che tutti gli sono amici. Tutti tranne quel riccone senza scrupoli del suo proprietario, il signor Gropponi, che vuol farne un cavallo da corsa per arricchirsi ancora di più. Ma quando una mattina va a prenderlo, trova il box di Arci vuoto. Che sia uno scherzo dei bambini che frequentano il maneggio? Beatrice, Lubna, Leo e Manuel, però, sembrano non saperne nulla. All’improvviso, dalla nebbia della brughiera, compare un terrificante mostro: un cavallo mannaro sulla cui esistenza circolano spaventose leggende. Quel terribile equino c’entra forse con la scomparsa di Arci?

Valle Pace.
Pochi se lo ricordano, ma fino al secolo scorso aveva un altro nome: Valle Mannara. A quell’epoca, tra i contadini, circolava una leggenda terrificante: la leggenda del cavallo mannaro.
A Valle Mannara c’era una fattoria. Il fattore e la sua famiglia allevavano galline ovaiole e mucche da latte e avevano un orto. Con tutto il lavoro che c’era da fare, con tutta la gente che andava a comprare, la fattoria di giorno brulicava di voci, versi e rumori. Quando scendeva la sera, scendeva anche il silenzio. Il fattore sprangava le porte, chiudeva i recinti e andava a dormire. La fattoria era isolata. Le strade erano buie. Nessuno si avventurava fin là dopo il tramonto. Anche perché spesso la brughiera che circondava la fattoria era avvolta da una nebbia fitta.
Ma una sera la famiglia Neri non aveva da mangiare. I bambini piangevano e la mamma, disperata, mandò il più grande a chiedere uova e latte alla fattoria di Valle Mannara, che distava due chilometri ma era la più vicina. Aldo aveva tredici anni e non era la prima volta che usciva di sera, solo che le altre volte l’aveva fatto di nascosto, calandosi dalla finestra.
Partì spavaldo. Anche con la nebbia gli fu facile raggiungere la fattoria. I sentieri della brughiera li conosceva bene, con tutte le avventure che ci aveva vissuto. Prese le uova e il latte dal fattore assonnato e si mise sulla strada del ritorno. Un gioco da bambini. Era talmente tranquillo, Aldo, che fischiettava.
Fiii fiii firulì…
Clop clop clop!
Rumore di zoccoli? Un cavallo?

SCARICA IL PDF