- Trama
- Incipit
(età 11+)
Nanu è un ragazzino con incredibili abilità di calcolo, ma non ha mai partecipato all’importante trofeo di matematica riservato ai migliori studenti della sua scuola per colpa del professore Geronimo Vega, che ce l’ha con lui. Qualcosa però sta cambiando: un altro insegnante riesce a inserirlo nella squadra di calcolo. Così non solo renderà fiero suo padre, ma potrà accedere alla borsa di studio e aiutare il nonno, con cui vive. Quando dall’aula di scienze sparisce la testa di Cartesio, il teschio utilizzato per le lezioni di anatomia, Nanu e i suoi amici iniziano a indagare. Scopriranno un mondo adulto ostile e minaccioso, fatto di complotti, riti diabolici e cospirazioni. Ma Nanu scoprirà anche di non essere solo ad affrontare il pericolo: esistono ombre che, anziché minacciare e impaurire, sanno vegliare e proteggere…
Caro papà, oggi è stata una giornata strana. Quando il professor Geronimo ha riportato in classe i compiti di matematica che aveva corretto, ero sicuro di aver preso un bel voto. I risultati erano giusti e in fondo il problema era abbastanza semplice. Invece, ancora una volta, ho preso 4. Il professore ha detto che non devo fare di testa mia e che devo risolvere i problemi con i metodi che ci ha spiegato, senza seguire quelli che lui chiama percorsi alternativi. Ma questa non è la notizia peggiore. Il guaio è che avevo passato il compito a Bullone, quello grosso dell’ultimo banco, che di matematica non capisce un tubo. Ha copiato pari pari il bigliettino che gli avevo allungato, senza neanche controllare. Ha preso 2 ed è convinto che gli abbia passato apposta il compito sbagliato. Inutilmente ho cercato di spiegargli che anch’io avevo preso un votaccio. Mi ha aspettato all’uscita con quelli della sua banda per farmela pagare. Sono dovuto restare a scuola, nascosto nello stanzino delle scope per quasi due ore. Quando sono arrivato a casa il nonno era seduto a tavola, con la pasta tutta incollata nei piatti. Non mi ha chiesto nulla, forse non s’è neanche accorto del ritardo. Mi ha detto che ieri sera ti aveva visto. Fuori in strada. Come ho già scritto altre volte, sembra che non ci stia sempre con la testa. Ma lo sappiamo che il nonno è sempre stato un po’ così. Solo sembra peggiorato un poco, da quando tu sei morto.
Ti voglio bene come sempre,
Nanu
