- Trama
- Incipit
(età 7+)
In un giorno d’estate Diego, insieme al padre, alle sorelline Anita e Mina e al barboncino Whiskey, sta visitando il Castello di Montebello, una delle fortezze arroccate sulle colline romagnole. Ben presto, però, Diego si ritrova intrappolato lì dove il tempo sembra essersi fermato e dove qualcosa – o qualcuno – continua a gridare nel buio. Il custode lo aveva messo in guardia sin da subito: secondo la leggenda, il castello è infestato. Tra stanze segrete, corridoi pieni di ombre e una bambina dai capelli azzurrini che non smette di comparire e scomparire, Diego dovrà affrontare le sue paure e ascoltare storie dimenticate che parlano di diversità, coraggio e seconde possibilità.
«Se c’è qualcuno debole di cuore…» disse il custode con voce misteriosa «sconsiglio di seguirmi nell’ultima stanza. Il bookshop è da quella parte.»
Diego sbirciò le facce della sua famiglia. Il papà stava guardando il cellulare. Anita faceva le boccacce alla piccola Mina. E Whiskey, il suo barboncino, scodinzolava tranquillo. Scoppiavano tutti di salute, confermò con un sorriso. Mentre sorrideva, la piccola Mina gli sgusciò tra le gambe e, gattonando, s’infilò dentro l’ultima stanza. All’improvviso, un urlo acutissimo squarciò il silenzio. Era la voce di una bambina. Una bambina che piangeva disperata. A Diego si gelò il sangue nelle vene.
«Notevole!» si complimentò il papà, senza staccare gli occhi dal telefono. «L’acustica in questi vecchi manieri è davvero notevole!»
«Gangagà» strillò Mina aggrappata a una grossa pianta. Proprio lì, in mezzo alle foglie si intravedeva… un altoparlante! Anita corse a prenderla in braccio. «Scusi» disse al custode con lo stesso tono della mamma. Anche l’idea di godersi un libro in spiaggia era stata della mamma. E con una scusa li aveva spediti a visitare il castello. Non uno qualsiasi. La Romagna è piena di fortezze arroccate in cima alle colline. La mamma aveva scelto per loro il castello di Montebello, con le sue torri, prigioni e leggende di fantasmi spaventosi.
«Uno in particolare…» annunciò il custode serio «il fantasma di Azzurrina.»
