- Trama
- Incipit
(età 7+)
Sami non vede l’ora di volare ogni anno dall’Italia all’Egitto, la sua seconda casa. Tranne quest’anno in cui a portarlo è la superstiziosa zia Amina che, prima di partire, legge i fondi del caffè. Tra amuleti contro il malocchio, turbolenze e Giulia, la compagna di classe antipatica che viaggia sullo stesso aereo, Sami nota uno strano signore dai grandi occhi che ballano. «Occhio alla valigia!» continua a ripetere ansiosa la zia. Una volta in aeroporto, i due bambini si ritrovano a litigare proprio per la valigia. Ma quando la aprono capiscono che non è né di Giulia né di Sami: il bagaglio contiene una maschera insanguinata! Di chi è? Come avvisare la polizia egiziana? Ma soprattutto, come scappare dall’uomo con gli occhi a palla che continua a seguirli?
«Habibi , è ora di alzarsi!» La voce della mamma è una sveglia che mi fa scattare in piedi. Oggi si parte, evviva! È estate, la stagione dell’anno che preferisco, la scuola è finita e la prossima volta che aprirò gli occhi sarò al Cairo, in Egitto. Sapete, io sono mezzo egiziano, perché mia mamma è nata in Egitto, anche se ha sempre vissuto in Italia. L’Egitto, perciò, è la mia seconda casa, il posto dove tutto è più grande, più rumoroso e soprattutto più divertente. Lì ho un sacco di amici e poi ci sono i miei cugini– dodici, per la precisione – un vero spasso. Ogni anno ci vado con mamma, papà e… oh no! All’improvviso mi ricordo che quest’anno sarà diverso. Quest’anno partirò da solo con…
«La zia Amina!»
«Eh?»
«La zia Amina! È già in cucina che ti aspetta!»
Fine dell’entusiasmo. Seguo la mamma. Ed eccola lì, nel suo abito lungo e nero, i capelli nascosti dall’hijab. Vi presento la zia Amina, esperta numero uno di paure e valigie pesanti. È seduta al tavolo della cucina, con la sua solita tazzina di caffè. La osservo mentre la fissa come se ci vedesse dentro un libro da leggere.
