Pensieri di Casa Pelledoca

Dall’esordio al successo: il percorso di una scrittrice

di Chiara Cacco

Un giorno, una professoressa mi chiese di portare all’incontro con gli studenti della sua scuola un oggetto che parlasse del mio essere scrittrice. Arrivai con una grande busta gialla. Dentro c’era una copia del mio primo romanzo: una storia ancora acerba, ma piena di entusiasmo, che aveva per protagonista un gatto investigatore. Quella era l’unica busta rimasta dopo averne spedite tante, anni prima, a diversi editori, convinta che da un giorno all’altro sarebbe arrivata la risposta che aspettavo. Invece, per mesi non arrivò nulla.
Nonostante quell’avvio poco incoraggiante, e nonostante più lo conoscessi e più il mondo editoriale mi sembrasse impenetrabile per un’esordiente, ho continuato a scrivere con passione, cercando di non perdere quella fiducia istintiva che avevo riposto nel mio sogno. Sentivo che, prima o poi, avrei avuto la mia occasione.

E quell’occasione è arrivata grazie a Pelledoca che, durante la pandemia, lanciò il contest Sotto il segno della paura. I dieci aspiranti autori selezionati avrebbero avuto gratuitamente la possibilità di essere affiancati da un editor e da un agente nello sviluppo di un progetto personale.
Quell’esperienza è stata il mio punto di svolta. Per mesi ho avuto accanto professionisti che hanno creduto nel mio percorso, dedicandomi tempo, energie e attenzione. Grazie a quel confronto continuo ho capito qual era la mia voce e su cosa avrei potuto puntare per trovare una mia originalità.
Da lì è nato L’Emporio della Paura, il mio esordio. Poi, sempre per Pelledoca, è arrivato Il caso Elisa P., che mi ha portato a incontrare centinaia di ragazzi e ragazze. Nel frattempo, ci sono stati altri libri, altri progetti, altre sfide.

Continuo a portare quella busta gialla nelle scuole. Non per soffermarmi sui rifiuti, ma per mostrare tutto ciò che può venire dopo. Perché credo che il vero successo sia proprio questo: non smettere mai di coltivare entusiasmo e determinazione, mentre si continua a percorrere la propria strada.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

Nuovo anno, nuove storie da tenere sul comodino e da leggere prima di andare a dormire. Ma occhio ai brutti sogni! La collana NeroInchiostro si arricchisce di due titoli difficili da mettere giù.
7 minuti di Chiara Cacco, un libro che si svolge tutto nell’arco dei sette minuti che restano da vivere a Cleo, dopo essere stata spinta in piscina da qualcuno; solo ripercorrendo i suoi ricordi, la ragazza potrà ricostruire quello che le è successo davvero.
Inferno freddo di Giuliana Facchini è ambientato tutto sulle Dolomiti, a valle e a monte, dove due ragazzi – Theodora e Alberto – vengono presi come ostaggi da degli ecoterroristi…

Per i lettori dai 7-8 anni nella collana Piccole Piume arrivano invece tre storie di fantasmi! A prova di lettore coraggioso.
Il fantasma del conte di Sara Marconi (fresca di Premio Strega Ragazzi e Ragazze) e illustrato da Nicolò Mingolini, dove una nonna piena di segreti e i suoi due nipotini tecnologici devono affrontare una casa infestata.
L’abominevole cavallo mannaro di Giuditta Campello e illustrato da Markéta Brecherová, che parte da una leggenda antica per arrivare al maneggio del signor Gigi dove il cavallo preferito da tutti i bambini è improvvisamente in pericolo.
Nel castello di Azzurrina di Carolina D’Angelo e illustrato da Cecilia Fallongo, basato sulla storia del castello di Montebello, in Emilia-Romagna, dove vive il fantasma di una ragazza albina. Ma non solo!

Restano immobili. Poco distante un gruppo di cinque caprioli raspa il terreno in cerca di qualche filo d’erba. Un lieve colpo di vento accarezza i pini cimbri, spazzola la neve dai rami e porta agli ungulati l’odore dei ragazzi. Alzano il capo, li fissano con occhietti scuri, attenti. Il manto è marrone chiaro, di un tono caldo, la coda mozza, il musetto magro, le orecchie ritte; fiutano l’aria e qualcuno solleva una zampa come fosse pronto a scappare. Theo e Alberto, fermi e senza fiato, li osservano sfilare nella radura davanti a loro.
Giuliana Facchini

Parliamo di...

Buone notizie

Anche le librerie si mobilitano per contrastare la violenza di genere. Grazie a un’iniziativa dell’editore Settenove, con la collaborazione di Percorso donna APS, nascono infatti i «Rifugi». Da naturale punto di raccolta di chi vuole sfuggire dal caos, alcune librerie e biblioteche sparse per l’Italia diventano ufficiali rifugi per chi cerca di sottrarsi dalla violenza di genere, per chi ha bisogno di un luogo sicuro.
Questi spazi non si propongono di sostituire i Centri Antiviolenza, ma di supportare la rete creando presidi territoriali diffusi e favorendo la sensibilizzazione sul tema. L’intenzione è quella di offrire informazioni utili e un primo supporto in caso di necessità per chi cerca aiuto. Le persone che lavorano in queste librerie e biblioteche, infatti, ricevono una formazione per accogliere chi subisce violenza, per fornire ascolto, comprensione, anonimato e prime indicazioni precise su come muoversi.

Ci è piaciuto

Fino al 15 febbraio 2026 Pirelli HangarBicocca ospita This Will Not End Well, la prima grande retrospettiva dedicata a Nan Goldin come filmmaker.
Nata a Washington D.C. nel 1953, Goldin è una figura centrale dell’arte contemporanea: il suo sguardo senza censure sull’esperienza umana ha segnato profondamente la fotografia e la cultura visiva. Fin dagli anni Settanta ha raccontato la propria vita e quella della sua comunità – amici, amori, eccessi, fragilità – dando forma a un archivio emotivo diventato testimonianza di un’epoca. Emblematica è The Ballad of Sexual Dependency presentata per decenni come slideshow nei locali di New York e accompagnata da una colonna sonora curatissima che trascina chi guarda indietro nel tempo.
A Milano la mostra riunisce un corpus di opere allestito in padiglioni come un villaggio da attraversare. Un percorso immersivo e visitabile gratuitamente che restituisce la vitalità di un’artista che non ha mai smesso di reinventare il proprio racconto.

Il consiglio extra

La signora Meraviglia

Laura, redazione, consiglia...

La signora Meraviglia (Sellerio) di Saba Anglana è un memoir in cui l’autrice procede su due piani narrativi e temporali. Tra aneddoti, pregiudizi e tradizioni, chi legge scopre da un lato la storia della famiglia dell’autrice, a partire dalla nonna, donna etiope strappata e rapita dal suo paese di origine, l’Etiopia, per essere impiantata in una Somalia che non sentirà mai come casa, e che non la accoglierà mai davvero. Dall’altro lato si legge dell’impervio viaggio, tra uffici, ambasciate inesistenti, fotografie, documenti e burocrazie di ogni tipo, per l’ottenimento della cittadinanza della zia.

Le lotte personali, dentro e fuori di sé, contraddistinguono tutti i personaggi della storia, che cercano forza nella famiglia, ma a volte trovano incomprensione.

Una scrittura schietta, onesta, che corre sotto gli occhi, che coinvolge tutti i sensi, che porta nei colori, nei profumi, negli ambienti, nella realtà violenta e drammatica, ma anche nel calore famigliare. La ricerca della cittadinanza è, in realtà, una ricerca di sé e un viaggio nelle origini: la confusione degli uffici si riflette nel sentire della zia, che alla domanda se si senta italiana, somala o etiope, risponde «niente». E non è diverso per Saba Anglana che scrive «io non so nulla, sono una pagina bianca, un treno-fiume che attraversa luoghi e scambia passeggeri» e così è il suo libro.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Strane voci girano per il paese e una ragazza con un nome da pianta scompare.

 

Indizio 2
Un vecchio palazzo, circondato da una bufera di neve, e una torre dall’accesso proibito.