Pensieri di Casa Pelledoca

Le fiere nell'editoria: quanto contano?

di Lodovica Cima

In primavera si comincia a viaggiare con i libri! Sì perché le fiere, i festival e i saloni nascono a primavera e finiscono in inverno. Ma quanto sono importanti questi appuntamenti per sensibilizzare alla lettura? Sono occasioni per approfondire: conoscere editori, autori e tutto il lavoro dietro le quinte che il grande pubblico ignora. Gli editori si mostrano volentieri e raccontano il loro progetto culturale davanti al banco di una fiera, pieno dei loro libri. Chi visita la fiera è curioso di scoprire libri rari o meno conosciuti, ma soprattutto rimane affascinato dal trasporto di un editore che crede nel suo lavoro e nella sua missione.

Le fiere di settore come la International Children’s Book Fair di Bologna o la International Book Fair di Francoforte sono occasioni di scambio di diritti, di progettazione tra editori e di incontri con stampatori da tutto il mondo. Poi il business vero e proprio magari si conclude via mail, ma trovare il momento di parlarsi di persona è impagabile. In fiera si può anche fiutare l’aria che tira all’estero, si possono individuare i maggiori trend del mercato e le innovazioni tecnologiche legate al mondo del libro.

Il grande pubblico però ama molto i festival e i saloni in cui ci sono grandi ospiti e tante diverse possibilità di acquisto e di ascolto. C’è poi un altro motivo che si è rinforzato in questi ultimi anni, soprattutto nei più giovani, e che ci deve far riflettere: è il bisogno di condividere le letture e soprattutto le emozioni che le letture provocano in noi e i pensieri che nascono dalle dinamiche delle storie che ci appassionano. Ritrovarsi in mezzo al pubblico di un autore di successo, partecipare a un flash mob letterario o a un silent reading party, può essere un’esperienza indimenticabile.

Quindi per rispondere alla domanda del titolo: le fiere contano soprattutto per le belle relazioni umane che si possono intessere attorno ai libri!

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

Questo numero di INDIZI esce in un periodo dell’anno molto caldo dal punto di vista editoriale, in primis per la Bologna Children’s Book Fair, probabilmente l’evento più importante per un editore che pubblica libri per bambini e ragazzi. Sono giorni, settimane, mesi intensissimi. E tra marzo e aprile, sugli scaffali delle librerie, arrivano tante novità.

Nella collana Piccole Piume, due nuovi episodi della serie di Naso e Becco, scritta da Lodovica Cima e illustrata da Valeria Valenza, ovvero Naso e Becco. La torta rubata e Naso e Becco. Trappola nel bosco. Storie in stampatello maiuscolo con font ad alta leggibilità e illustrazioni a colori che stanno conquistando tanti piccoli lettori dai 5 anni in su.

Nella collana Neroinchiostro, quattro romanzi per gli amanti delle indagini e del brivido dagli 11 anni in su: Il mistero delle stelle scomparse è il nuovo giallo firmato Luca Occhi, ambientato nei giorni dello sbarco sulla Luna; Indizi per posta di Mariapaola Pesce, una storia originale che inizia da una misteriosa busta recapitata nella cassetta delle lettere; Omicidio sull’Hindenburg è il giallo alla Agatha Christie di Fabrizio Altieri, ambientato sul celebre dirigibile degli anni ’30; e Blue Tattoo di Laura Orsolini, un mistery avvincente che ruota attorno al mondo dei tatuaggi.

Sei novità, sei storie in perfetto stile Pelledoca. Tutte da leggere.

L’Hindenburg venne trasportato all’esterno e finalmente fu lasciato libero. Scaricò migliaia di litri d’acqua di zavorra per alleggerirsi e cominciò a salire. Dalle grandi finestre del ponte principale Astrid e Olmo videro il babbo che salutava agitando la pipa, la mamma che si asciugava le lacrime, mentre la nonna sventolava il suo fazzoletto bianco e scuoteva la testa, convinta che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe visto i suoi nipoti.
Fabrizio Altieri

Parliamo di...

Buone notizie

«Il mondo dei libri è un mondo bellissimo e ho pensato di condividere questa mia grande passione con la città. E quello che era il mio piccolo sogno si sta realizzando.»
Con questo spirito Elaide Garufi, studentessa e scrittrice di soli 14 anni, ha ideato e organizzato il Démadé Festival: un’iniziativa rivolta a giovani lettori, famiglie, insegnanti e autori per la promozione della lettura e della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza. La prima edizione si svolgerà dal 9 all’11 maggio alla Fortezza Vecchia di Livorno con un programma molto ricco e diversificato. Un progetto ammirevole che siamo felici di veder realizzato, anche perché Elaide è un’affezionatissima lettrice di Pelledoca che ci segue da anni. Per programma e prenotazione agli eventi gratuiti visitate il sito.

Ci è piaciuto

Adolescence, la nuova miniserie disponibile su Netflix, è un poliziesco, a tratti un esame sociologico della rabbia maschile e del cyberbullismo, ma anche un thriller psicologico. Quattro episodi ci portano all’interno della casa dei Miller dove il tredicenne Jamie – interpretato da un bravissimo Owen Cooper – viene arrestato per il brutale omicidio di una compagna di scuola.
Una delle particolarità della serie è la regia in piano sequenza, ovvero tutto è girato senza stacchi: non c’è colonna sonora a smorzare la tensione, non ci sono flashback confortanti, nessuna tregua. Ogni emozione raccontata, anche la più cruda, viene vissuta dallo spettatore in maniera totalizzante. Episodio dopo episodio, siamo spinti a confrontarci con il male e a farci delle domande: chi era davvero Jamie prima di quel giorno? Quali segnali sono stati ignorati? Come possono i genitori proteggere i figli da un mondo virtuale che può trasformarsi in un’arma micidiale?
Adolescence è un pugno nello stomaco? Sì, non possiamo negarlo, ma è anche una “una serie tv necessaria”, come è stata definita da molti. Per ciò che ha da dire, per l’originalità e l’audacia con cui lo dice, è da vedere. E, dopo averla vista, per rifletterci su vi consigliamo di leggere questa intervista a Filippo Mittino, psicologo e psicoterapeuta.

Il consiglio extra

A un anno dalla morte di Paul Auster, uno dei grandi scrittori americani del postmoderno, abbiamo riletto la sua opera più nota. Nonostante si tratti in apparenza di tre storie poliziesche, in realtà il lettore si ritrova immerso in racconti misteriosi ambientati in una New York in cui tutto si confonde e sfuma. I personaggi di questi tre romanzi – Città di vetro, Fantasmi e La stanza chiusa – pedinano, si appostano e indagano riempiendo lunghe e precisissime pagine di appunti sulle persone che sono incaricati di spiare. Ma, in tutte e tre le storie, che si richiamano costantemente tra di loro, si arriva al punto di non credere più che questi pedinamenti abbiano un senso, o addirittura si realizza che i pedinatori siano in realtà i pedinati. Con Trilogia di New York, Auster scrive dei gialli che superano il genere per parlare delle condizioni di spaesamento contemporanee. E perdersi tra le strade infinite di New York, insieme all’autore e ai suoi personaggi pedinati, è davvero bello.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Una storia sull’importanza di accettare anche chi è – molto – diverso.

Indizio 2
Amicizia, mistero, amore per la musica e un pizzico di ironia.

Indizio 3
Un’appassionante avventura per bambini tra Italia ed Egitto.

Indizio 4
Quando una serie di delitti sembra richiamare la legge del Contrappasso, tutto si complica…

Indizio 5
Un giallo intrigante tra passione per la matematica e complotti.