Pensieri di Casa Pelledoca

La tecnologia nei romanzi per ragazzi: i pro e i contro

di Alessandro Pasquinucci

Fino qualche anno fa, i thriller tecnologici ci proiettavano in mondi lontani, fantascientifici, dandoci l’impressione che si trattasse di qualcosa di distante dalla realtà. Con l’avvento dei social network, però, la percezione della tecnologia è cambiata e le più grandi innovazioni si sono trasferite nelle nostre mani tramite strumenti quotidiani ai quali siamo sempre connessi.

Questa mutazione si è specchiata anche nell’editoria, dove si è cominciato a parlare di Internet Novel: genere che ha trovato, ben presto, il proprio habitat naturale nella narrativa per ragazzi. Sono loro, infatti, i primi e i principali fruitori delle continue innovazioni del nostro tempo.
La tecnologia all’interno della storia può rappresentare sia una minaccia che un aiuto, a seconda di come viene utilizzata. Gli spunti narrativi che ci offre, infatti, sono molteplici. Basti pensare alle potenzialità (e ai rischi) dell’Intelligenza Artificiale, così come alla Domotica, alla Realtà Virtuale e Aumentata o alle applicazioni tecnologiche nei più svariati campi d’utilizzo. Questo ha senza dubbio reso possibile sviluppare trame sempre più originali ma verosimili, rendendo contemporanei intrecci e situazioni che molto spesso si rifanno ai topos di genere, adattati però alle necessità di un pubblico in continua evoluzione.

Ma attenzione!
Se da una parte il racconto della tecnologia può affascinare e avvicinare i ragazzi alla lettura, dall’altra ha il compito di mostrarne, a pari misura, potenzialità e rischi (senza mai demonizzarla a prescindere) diventando così uno strumento utile a creare una maggiore consapevolezza nel suo utilizzo da parte di tutti.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

Un thriller tecnologico, un racconto sul dolore della perdita e una storia costruita come un vero e proprio dossier investigativo: inauguriamo il nostro 2024 con tre romanzi NeroInchiostro scritti da due autori e un’autrice che fanno già parte della famiglia Pelledoca.
Con Alive Alessandro Pasquinucci ci aveva portato nel mondo della tecnologia e lo stesso fa con The Screen. Impresso nei miei occhi, ma da un altro punto di vista. Questa volta siamo dietro lo schermo, insieme a Sara che inizia a lavorare come moderatrice per un’agenzia digitale. Il suo compito? Filtrare i contenuti pericolosi sui social network… finché non si imbatte nel video di una ragazza in difficoltà che riapre vecchie ferite mai del tutto rimarginate.
Dopo Il ponte dei cani suicidi, Daniele Nicastro torna con una storia forte che rievoca il disastro ambientale avvenuto in Giappone nel 2011, quando un’onda anomala spazzò via tutto, infrangendo vite e spezzando legami famigliari. Spiriti dello tsunami è il racconto di Andrea, Yoko, Marco, Midori che devono fare i conti con ciò che resta: come affrontare (e superare) questo dolore?
Infine Chiara Cacco, autrice dell’illustrato L’emporio della paura, ha confezionato un romanzo che ruota attorno alla scomparsa di Elisa, una ragazza diversa dagli altri, invisibile per molti. Tra chat, verbali, interrogatori e lettere, Il caso Elisa P. parla di bullismo, del pregiudizio e, soprattutto, di coraggio: il coraggio di essere se stessi.
Tre storie ad alta tensione in perfetto stile Pelledoca!

Che strano il mondo. Quando era qui, nessuno badava a Elisa. Ora che non c’è più, invece, tutti, ma proprio tutti, vogliono dire la propria su di lei. Elisa è grassa. Elisa è depressa. Elisa è una emo. Elisa doveva essere aiutata. Elisa è morta. Elisa è scappata. Elisa è una vittima. Elisa è stata abbandonata dalla madre. Elisa fa pena. Elisa non aveva amici. Elisa legge cose strane. Elisa è una solitaria. Elisa di qua, Elisa di là. Come se l’avessero conosciuta per davvero.
Chiara Cacco

Parliamo di...

Buone notizie

Durante la fiera «Più libri più liberi» 2023, abbiamo partecipato all’evento «La copertina perfetta: l’arte di sedurre i lettori» in cui è stato presentato il primo numero della rivista TABLOID. Proprio alle copertine, noi di Pelledoca dedichiamo tempo, attenzione e cura: proponiamo sia collane con titoli dalle cover uniche, che viaggiano da sole, sia collane con libri dalla grafica ben identificabile in cui c’è un fil rouge immediatamente riconoscibile.
Un incontro interessante che si inserisce in un dibattito più ampio su tendenze, materiali e tecnologie disponibili. Dibattito che probabilmente continuerà sui numeri successivi della rivista.

Ci è piaciuto

«Non ci sono regole in pittura (…) l’obbligo servile di far studiare o seguire a tutti la stessa strada è un grande impedimento per i giovani che professano quest’arte difficilissima, che più di ogni altra si avvicina al divino.»
Di recente siamo stati a Milano, a Palazzo Reale per visitare la mostra «Goya. La ribellione della ragione», dedicata a un artista che sperimentò una rivoluzione della pittura in sintonia con l’epoca turbolenta in cui visse. Un cambiamento che espresse attraverso le immagini, rompendo con le regole e l’imitazione dei modelli.
Stanza dopo stanza, abbiamo apprezzato l’evoluzione del suo percorso artistico, soffermandoci su alcune incisioni – tra cui la celebre Il sonno della ragione genera mostri – particolarmente inquietanti: scene, situazioni e allegorie dai toni onirici, irrazionali, cupi, di grande impatto emotivo per chi osserva. Vi consigliamo di non perdervi questa occasione. La mostra dura fino al 3 marzo 2024: info e prenotazioni su palazzorealemilano.it.

Il consiglio extra

«Hai letto La casa delle tenebre di Jo Nesbø
«L’ho preso, ma vista la copertina e lette le prime pagine, l’ho dato a mio figlio. Se devo leggere King leggo King…»
«Ma no, dovevi andare avanti ancora un po’!»

Potrebbe iniziare così la nostra recensione: con un dialogo tra due amici cinquantenni con figli di sedici anni. Come tanti, abbiamo letto parecchi libri di Stephen King, soprattutto da ragazzi. È l’autore che allora ci teneva più magicamente incollati alle storie. Nesbø, invece, è stato un amore più adulto con il suo Harry Hole che penetra sotto la pelle… (Forse, se esiste Pelledoca, è almeno un po’ anche grazie al fatto che esistono King e Nesbø).
Ora, l’idea di Nesbø che “imita” King è un po’ sacrilega. Così, quando qualche mese fa è uscito La casa delle tenebre per Einaudi, abbiamo pensato subito “meglio di no”. Ma fortunatamente siamo andati avanti con la lettura perché è il primo horror di Jo Nesbø solo fino a un certo punto. Solo in un certo senso. È scritto bene. È un esercizio di stile, di stili, ma non fine a se stesso. Le atmosfere evolvono nel corso del romanzo. E, a condizione che lo si legga tutto, va letto!

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Cosa fare se resti solo, tra la folla, e nessuno sembra accorgersi di te?

Indizio 2
Un’indagine che percorre… tutti i piani di un condominio!

Indizio 3
Quattro ragazzi, un nonno criminale e una caccia al tesoro contro il tempo.

Indizio 4
Una storia sul senso di colpa, sui traumi che ci segnano e sui frammenti delle nostre anime.