IL RACCONTO DI DRACULA

€18,00 - 112 pagine ISBN 9788832790269

Serenella Quarello
  • Trama
  • Incipit

(età 10+)

La storia del Conte Dracula, il vampiro più famoso di tutti i tempi. Se questo libro che raccoglie diari, trascrizioni, lettere, messaggi, telegrammi, articoli di giornale e perfino orari di treni, capiterà in mano di qualche lettore e lettrice curioso, beh, chissà se crederà a tutto quello che è capitato ai protagonisti:
Mina, coraggiosa segretaria con la passione per gli orari che diventa avventurosa cronista.
Jonathan Harker che ha vissuto nel castello con il Conte e che ha sfidato per salvare la vita della moglie Mina.
Il dottor Seward che, da indagatore della mente umana, è dovuto diventare indagatore dell’occulto.
Il professor Van Helsing che dall’Olanda ha seguito la sua missione in giro per l’Europa: sterminare il Male.
Quincey Morris coraggioso americano un po’ sbruffone che ci ha lasciato la pelle.
Lord Arthur, fidanzato della povera Lucy e che ha avuto il terribile compito di “piantare paletti nel cuore”.
Renfield, il matto mangiatore di mosche, schiavo del Conte.
E naturalmente, Lui, il Conte Dracula. Affascinante, potente, ma forse schiavo anch’egli di un Male più grande ancora. Ci piace l’idea che questo gruppo a dire il vero, un po’ strampalato, sia riuscito a combattere e battere il tremendissimo vampiro dei Carpazi, per amicizia e per amore. Anche se, a dire il vero e in fondo in fondo, noi tifiamo per Dracula.

DIARIO DI JONATHAN HARKER

3 maggio, Bistrita

Ho lasciato Monaco per Budapest quindi al calar della sera ho raggiunto Klausenburg. Dormo all’Hotel Royale, dove mi hanno servito pollo al pepe rosso che mi ha messo una gran sete. Mi hanno spiegato che è un piatto tipico di questi luoghi: i Carpazi.
Quando ancora ero a Londra ho fatto un po’ di ricerche su queste zone, dovendo raggiungere il castello di un nobile nel cuore di questi monti per me sconosciuti, però non mi è riuscito di trovare l’esatta localizzazione del castello di quel tale che devo incontrare. Un certo… Conte Dracula. L’unica informazione sicura è che si trova dalle parti di Bistrita, nel bel mezzo della Transilvania. Che nome suggestivo!
Scrivo questi appunti nel mio diario così potrò raccontare tutto alla cara Mina, la mia fidanzata. Il letto è comodo, ma che sogni strani e poi quel dannato cane che ha ululato sotto la finestra per tutta la notte. Sono nervoso, dev’essere il pepe rosso.
La mattina salgo sul treno che corre tra ripide colline e ruscelli. Nelle stazioni incontro contadini dai vestiti strani.

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VEDO NERO

€18,00 - 104 pagine ISBN 9788832790245

Andrea Valente
  • Trama
  • Incipit

(età 10+)

Quando non c’era nulla, prima del Big Bang, tutto era nero. E quando ogni cosa finirà e l’ultimo, uscendo, spegnerà la luce, sarà tutto nero di nuovo. Più o meno a metà strada tra l’inizio e la fine, c’è questo libro, che nero non è, ma del nero ne parla.
Pagina dopo pagina sono novanta pezzi di nero, che si susseguono in un ordine solo apparentemente sparso. Racconti, aneddoti, appunti, spunti, aforismi e pensieri, con l’idea di lasciarli proseguire nell’immaginazione di chi legge. Ecco, se ora chi legge sei tu, puoi provare a farlo al buio, per vedere l’effetto che fa, ma mi rendo conto che la cosa potrebbe risultare difficile. E se poi qualcuno all’improvviso accende la luce e ti coglie con le mani nel sacco e il naso tra le pagine? Sai che spavento?! Allora va bene anche leggere al chiaro – nessun problema – tanto, visto che non è un colore, probabilmente il nero non è nemmeno scuro come potrebbe sembrare… Oscuro magari sì, o forse quello è solo il modo in cui siamo abituati a considerarlo.

 

 

Una volta c’era un uomo nero.
Era nero da testa a piedi. Aveva la pelle nera, i capelli neri, gli occhi neri, le sopracciglia nere. Spesso era di umore nero. Indossava un nero cappello, gli occhiali neri, una camicia nera con i bottoni neri; una cravatta rossa – rosso sangue –, una giacca nera, dei pantaloni neri, un paio di scarpe nere e lucide; sopra le calze nere, un nero tabarro.
Quando se ne andò, si continuò a parlare di lui, ricordandolo come l’uomo con la cravatta rossa.

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TI HO VISTO

€18,00 - 112 pagine ISBN 9788832790184

Sara Colaone
  • Trama
  • Incipit

(età 11+)

Brutti voti + taglio di capelli assurdo = riunione di famiglia. La soluzione è una sola: una settimana a Plan da nonno Gianni. Luce non sa se è una cosa bella o una cosa brutta. Alla fine è partita da sola, per la prima volta in vita sua. Dodici anni, un vecchio zaino, il suo amato erbolario e un taglio nuovo di zecca. La casa gialla è il rifugio in montagna del nonno, in mezzo al bosco e alla neve. E’ il luogo dei racconti e delle storie che Luce ascolta a bocca aperta. Questa volta però la storia ha i contorni della realtà. Una creatura enorme e pericolosa pare si aggiri sul Bosco alto e Luce è sicura di averne
le prove mentre il comportamento del nonno si fa ogni giorno più strano e misterioso. Era venuta lì per cambiare aria, per ritrovare il suo amico di un tempo. Ma ormai tutto ciò che sembrava uguale a prima non è più uguale, è tutto cambiato e lei è di nuovo coi tempi sbagliati, fuori fase, come sempre.

La corriera sale i tornanti, uno dopo l’altro. Le vibrazioni del motore fanno sobbalzare l’erbario sul sedile accanto a lei. A ogni curva il fianco della montagna presenta una faccia, un paesaggio che cambia vibrazione luminosa, ma non cambia molto nell’essenza: una successione di ripide pareti di coni- fere, che suona più o meno così:

luce – ombra – abeti – luce – ombra – larici – luce – ombra – cembri – luce – ombra – pini.

Come il riff di una solida ballata rock.
Luce chiude gli occhi per un attimo, poi li riapre.
«Le latifoglie sono quasi scomparse, ci stiamo avvicinando ai 1500 metri» mormora fra sé e sé.
Ma anche se avesse parlato più forte, chi l’avrebbe sentita?
L’autista, tutt’uno con l’automezzo, è troppo concentrato a divorare metro dopo metro l’asfalto in salita, senza finire nella vallata che scende a destra della strada.

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CASAPELLEDOCA

€18,00 - 80 pagine ISBN 9788832790191

Beatrice Masini
  • Trama
  • Incipit

(età 8+)

Riccardo ha dieci anni e si è trasferito in campagna dalla città. Non è così sicuro che vivere in una casa isolata, immersa nel verde, con gli animali selvatici fuori dalla porta, gli piaccia molto. Sono cose belle finché le leggi sui libri, ma la realtà è un’altra cosa. In quel luogo così inospitale il buio sembra ancora più buio e il silenzio non sta mai zitto. Anche barricarsi in casa non sembra la soluzione migliore. Perché la casa e i suoi dintorni si animano di rumori sinistri e presenze inquietanti e cominciano a succedere cose inspiegabili. Riccardo ne è sicuro, quelle che sente in giardino sono urla e le tracce sulla neve sembrano enormi in confronto alle sue. Tutto questo proprio mentre si avvicina il giorno di Natale e in casa le stranezze si fanno sempre più minacciose. Non c’è niente da fare la casa ha sicuramente qualche cosa che non va. Un mistero che Riccardo dovrà presto risolvere.

Vivo qui soltanto da sei mesi e una cosa posso dire di avere imparato: il silenzio non sta zitto. Mai. Se ti accorgi che c’è, è solo perché un attimo prima, o dopo, c’è un rumore che te lo fa sentire. Ho cercato di spiegarlo alla mamma. Ha alzato gli occhi dal pollo stecchito nella teglia e ha detto, soffiandosi via dalla faccia un ciuffo di capelli: «Siamo filosofi, stasera eh?». Poi ha continuato a infilzarlo con rametti di rosmarino.
Credo che stasera non mangerò carne.
Credo che stasera non mangerò.
Vivo qui solo da sei mesi, ma ne sono successe di cose, da farmi passare l’appetito. In fondo, comunque, è tutta colpa del silenzio, e di quello che dicevo prima.

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