Pensieri di Casa Pelledoca

Cambiare gli spazi pubblici con la lettura condivisa: i silent book club

di Emma e Laura della redazione Pelledoca

Leggere si fa collettivo con i silent reading party, una nuova attività culturale e sociale: darsi appuntamento in un luogo con l’unica regola di avere con sé un libro. Si arriva quando si riesce e si resta quanto si può.
La lettura è individuale e silenziosa, ma allo stesso tempo condivisa e pubblica: l’accesso è libero, l’età non ha limiti, il telefono è spento e con la propria presenza si partecipa alla creazione di uno spazio comune e di un’attività intima ma condivisa, in un’ottica differente di socialità.
La distrazione è contemplata, purché non sia digitale: si sbircia il mondo intorno e si cercano con curiosità le copertine delle altre persone, per condividere spunti e suggerimenti.

Noi della redazione Pelledoca abbiamo partecipato a un reading party a Milano, nel quartiere di Dergano. Di questa iniziativa si fa portavoce la libreria Scamamù che d’inverno approfitta dello spazio del bar Mamusca, ma d’estate occupa la piazzetta Ciaia. Occupa cioè dà vita a un nuovo modo di abitare lo spazio pubblico, apre una modalità inaspettata di vivere la piazza. Ed è un prendere spazio silenzioso, plurale e che vuole coesistere con ciò che già c’è.
La piazza non è un luogo vuoto, è, invece, dinamico, rumoroso e con i suoi abituali frequentatori. Allo stesso tempo, però, è di tutte e di tutti: per questo il gruppo di chi legge silenziosamente si inserisce negli equilibri e ne genera di nuovi. C’è chi decide di abbassare il volume dello smartphone, chi saluta sonoramente l’amico, chi passa guardando con sospetto e con invidia: con il sospetto che si rivolge a ciò che è inusuale e diverso, e con l’invidia di chi sa dedicarsi un tempo per sé stando anche insieme all’altro.

Vedere qualcuno con il naso tra le pagine di un libro è insolito ormai per strada, nella metropolitana o al parco. Invitare un gruppo di persone a leggere in piazza significa anche abituare il proprio sguardo (e quello della piazza, del quartiere e della città) a questa immagine: una persona immersa in una storia. Possono tornare di moda le storie con i silent reading parties? Di certo questa attività sta avendo molto successo sia in Italia che all’estero. Chi l’avrebbe mai detto che un’attività solitaria come leggere a volte è più bella se fatta insieme?

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

L’estate si avvicina e così aumenta ancora la pila di libri sul comodino. Sono arrivati i libri da leggere quando le giornate sono vuote e lunghe e c’è tutto il tempo di concentrarsi su una bella storia.
La collana NeroInchiostro si arricchisce di 5 titoli: storie di paura, di soprannaturale dallo stile gotico o a che vedere con un cold case, indagini nelle radici della propria famiglia o aiutandosi con le radici delle piante, storie di emancipazione femminile.
Brace di Francesco Bedini: un gruppo di amici esplora una casa che si dice sia maledetta e, mentre nasce un nuovo amore, una presenza strana si impossessa della vita dei protagonisti.
Adam Green e i ladri di gioielli di Luca Saltini: un’indagine difficile che la poliziotta Julie Green riesce a risolvere solo con l’aiuto del suo nipotino e della botanica.
La torre, le bambole e lo sgabuzzino di Ilaria Gradassi: cosa succede quando si chiudono bambine e ragazze in un orfanotrofio che nasconde segreti?
La maledizione della spilla di Federica Ortolan: quando Lucia scopre che in famiglia c’è la tradizione di non avere mai oggetti appuntiti in casa, inizia a farsi delle domande.
La voce degli spettri di Miriam Palombi: un ragazzo triste, un cimitero e degli spettri pronti a rivelargli delle terribili verità.

Il fieno tiepido su cui era seduta le era sembrato un cumulo di serpi che si muovevano intrappolandole le gambe tra le loro spire. Proprio quella sera. Proprio quando il cuore aveva preso un ritmo tutto suo, per una beffa della sorte, iniziando una danza sconosciuta. Anche ora. Anche stesa sul letto con la febbre che la tormentava. Il materasso di paglia diventava un intreccio di serpenti. Strisciavano sulle sue cosce, tra le dita delle mani, lungo le guance. Le stringevano il collo fino a farle credere che non avrebbe più respirato.
Federica Ortolan

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Buone notizie: quando la cultura rinasce dalle macerie

Tra le rovine di Gaza due uomini hanno aperto una biblioteca. Si chiama Phoenix Library (Al-Ankaa in arabo), con un chiaro riferimento alla creatura mitologica che risorge dalle proprie ceneri.
Il progetto è cominciato due anni e mezzo fa, quando Omar Ahmad e Ibrahim Massri hanno iniziato a girare per Gaza raccogliendo libri tra i resti della strage. A questa si è aggiunta la difficoltà di dover preservare i volumi con l’avanzata dell’IDF che cambia costantemente la geografia della Striscia.
Il messaggio di Omar e Ibrahim è che la cultura resiste, anche nelle situazioni più tragiche. Phoenix Library è l’ultimo avamposto contro la distruzione del sapere. È un presidio culturale che sorge dove il resto è stato cancellato, restituendo ai palestinesi uno spazio di esistenza e pensiero nel cuore del conflitto.

Ci è piaciuto

Scegliere un film da guardare a casa non dev’essere una fatica, né un continuo perdersi tra proposte infinite che non sembrano mai convincere del tutto. Con Mubi, la piattaforma di streaming dedicata al cinema indipendente, orientarsi è più semplice: la selezione è limitata, i titoli cambiano ogni mese e le sezioni sono curate da critici e critiche, non da un algoritmo. Insomma, è difficile sbagliare.
Si possono vedere film che altrove non si trovano, come No Other Land, il documentario sulla violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania, Il Gattopardo di Visconti, i film passati ai grandi festival e quelli del visionario regista thailandese Apichatpong Weerasethakul. Per il mese del Pride c’è una selezione che permette di approfondire la storia queer, ma non mancano mai neanche gli adattamenti letterari, i cortometraggi di nicchia o la filmografia di Agnès Varda.
Su Mubi non ci si annoia: ci si affida al cinema indipendente e a ogni click ci si può imbattere in un nuovo capolavoro, scoprire un angolo di mondo sconosciuto o lasciarsi toccare da una storia inaspettata.

Il consiglio extra

Circe

Circe, la maga, Circe, la donna, Circe, la madre, Circe emarginata dagli dei e dagli uomini. Circe di Madeline Miller (Feltrinelli) è un romanzo che sorprende. È un’immersione nel mito, nella leggenda e nella figura della maga Circe, dea minore conosciuta per lo più per la sua capacità di trasformare gli uomini in porci. Miller ci racconta la sua storia fin dalla nascita, dea diversa dalle altre ed esclusa. Eppure, oltre a Ulisse, nella sua eterna esistenza, ha conosciuto Dedalo, Scilla, Minosse e il Minotauro, Ermes e Atena, alla quale lancerà una sfida titanica. La narrazione è coinvolgente e Madeline Miller ha saputo creare un personaggio incredibilmente umano, con cui tutti possono identificarsi. Gli inganni, le derisioni e l’esilio a cui viene sottoposta la trasformano in una donna saggia, capace di conoscere la natura degli dei, e suo malgrado quella degli uomini.

Circe non è solo una strega potente, ma anche una donna forte, che lotta contro la società patriarcale dell’antica Grecia, cercando di trovare il suo posto nel mondo. La trama è intrigante e piena di colpi di scena, e la scrittura è fluida e coinvolgente, tanto da farti sentire parte della storia. Circe non è solo una lettura avvincente, ma anche un libro profondo che ci fa riflettere sulla natura umana, sull’amore, sull’odio, sulla solitudine e sulla forza interiore.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Un libro di miti antichi pronto a unire due cuori fragili.

 

Indizio 2
La scomparsa del numero speciale di Dinosauri nello spazio.

 

Indizio 3
Delle cimici di letto!

 

Indizio 4
Uno scheletro nell’armadio…

 

Indizio 5 
Un bigliettino gettato al di là della siepe.

Pensieri di Casa Pelledoca

La magia delle prime letture

di Giuditta Campello

Scrivo per bambini.
Anzi, scrivo per i bambini, per ricordarmi che i bambini sono destinatari molto speciali, molto veri, molto presenti.
Anzi, scrivo per i bambini che leggono, per ricordarmi che leggere costa molta fatica, soprattutto a loro, che hanno appena cominciato.

I primi lettori mi affascinano sempre molto. Sono quei bambini già frequentatori di storie (con le orecchie) che a un certo punto scoprono che possono trovare le storie da soli (con gli occhi) e imparano a decodificare le scritte che le celano. Che magia!

Piano piano, parola dopo parola, i lettori in divenire conquistano la storia. E, poiché così di parola non ne va persa nessuna, bisogna scegliere quella giusta tra tutte.
E la storia? Dopo tutta quella fatica di gradini scritti, ripidi, scivolosi, in salita, deve valerne la pena. Che faccia ridere, che faccia paura, deve farlo veramente. Che delusione se è deludente!
Questa è la sfida che sento ogni volta che scrivo una “prima lettura”. Prima? Mi dico: potrebbe essere la prima veramente per il bambino che la leggerà. E io gli voglio dire che ne vale la pena. Che ci sono delle storie belle e varie e vere e diverse e può andare a scoprirle con i suoi stessi occhi.

Ho tre strumenti e mi sono necessari sempre tutti e tre.

Frequentazione: frequento la lettura con i bambini (quelli del mio mini bookclub per esempio). Leggo per e con loro i libri che mi piacciono. Osservo come li accolgono e sperimento con gusto.

Nutrimento: i libri (belli) per i bambini. Li cerco, li scopro, li trovo, li leggo. I più potenti li rileggo. Sto sulle parole più a lungo che riesco. E, negli anni, mi sono costruita una rosa mia di autori-faro.

Memoria: i libri di quando ero bambina. Li rileggo e ritorno con la mente a quello che mi colpiva. Ho scoperto perché alcune parole hanno un suono brillante: perché le ho incontrate per la prima volta in una storia bella. Che fortuna, per me, averne incontrate.

Le storie belle i bambini se le meritano.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

È arrivata la primavera, ma nessun sole è in grado di illuminare le ombre e i misteri che portano le novità Pelledoca. La collana NeroInchiostro si arricchisce di due titoli in cui le menzogne degli adulti possono essere sciolte e svelate solo da giovani che non si arrendono di fronte a niente.
La torre dei Senzaluna di Silvia Bernardi in cui, durante la sua festa di pensionamento, un celebre astronomo si accascia all’improvviso. Tutti pensano a un malore, ma tre amici sospettano altro. Seguendo gli indizi lasciati dal professore, indagano fino alla torre dei Senzaluna, dove si nasconde un segreto pericoloso…
Erba cattiva di Carlotta Marricco, ambientato in un villaggio della Valle d’Aosta dove segreti e complotti hanno interrotto la quiete montana. Rémi è sulle tracce di Edera, la sua migliore amica scomparsa. Lei ha lasciato un puzzle che solo lui può risolvere. Con l’aiuto di due compagni di avventura, Rémi dovrà scoprire quali segreti nascondono i boschi.

Segnaliamo anche la ristampa di tre successi della collana Occhiaperti, tutti e tre esauriti e introvabili in libreria da qualche tempo! Si tratta di:
Blu. Un’altra storia di Barbablù di Beatrice Masini e illustrato da Virginia Mori;
L’emporio della paura di Chiara Cacco e illustrato da Benedetta Baraldi;
I bambini di Baltimore House di Davide Calì e illustrato da Riccardo Renzi.

La preda lo sa: è solo questione di attimi prima che scoppi la tempesta. Un fulmine lampeggia squarciando il buio della notte. La preda corre. Passi veloci, grandi falcate, le sue impronte sprofondano nel fango. La preda sa un’altra cosa: anche nell’oscurità gli occhi della foresta sono sempre aperti. E la osservano. La osservano mentre scappa, mentre il bosco si annoda in un labirinto infernale, impedendole di capire. Un respiro affannato. Congela la gola, riempie i polmoni. La preda non è sola. C’è qualcosa dietro di lei, forse molto lontano, forse troppo vicino.
Carlotta Marricco

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Buone notizie

In un momento di grande instabilità e confusione ci piace segnalare che, giunto alla sua V edizione, IlPod – Italian Podcast Awards, il primo premio nazionale dedicato ai migliori podcast italiani, si rinnova evolvendo. Il premio infatti affianca alla premiazione un percorso dedicato alla formazione, alla ricerca e alla sperimentazione nel linguaggio del podcast. Nasce la Piacenza Podcast Academy, per la formazione per chi, tra i 14 e i 25 anni, desidera avvicinarsi a questa forma come linguaggio creativo e professionale. Metterà in relazione autrici e autori, produttori, giornalisti e nuove generazioni di creator. L’edizione 2026 del premio IlPod si terrà a settembre a Piacenza, in dialogo con il Festival del Pensare Contemporaneo (Piacenza, 24-27 settembre 2026), rafforzando il dialogo con il mondo della riflessione culturale. Inserire il premio nel contesto del festival significa infatti riconoscere il podcast non solo come forma di intrattenimento, ma anche come analisi, racconto e interpretazione del presente, delle idee e della conoscenza.

Ci è piaciuto

A proposito di ascolto, i libri si possono leggere anche quando non c’è modo di tenerli materialmente in mano. Tra le varie piattaforme, la nostra preferita è Storytel, che ha un ampio catalogo di audiolibri (tra cui una selezione di letteratura per bambini e ragazzi), ma anche di podcast ed ebook. L’abbonamento permette l’accesso illimitato a tutti i titoli ed è possibile filtrare per genere e perfino per umore. Per esempio, se si è in mood suspence, nella libreria di Storytel si può trovare Conodombra, una collana in cui i casi di cronaca nera più controversi vengono raccontati senza filtri. Conodombra, scritta dal Collettivo Tralerighe, nasce come libro, una sorta di podcast su carta, per chi ama il true crime e ha poco tempo per leggere. Ma, con Storytel, è anche perfetto per chi le indagini preferisce ascoltarle.

Il consiglio extra

Rifiuto

Cosa significa sentirsi rifiutati nel 2026? Ne sanno qualcosa i protagonisti di Rifiuto (E/O) dello statunitense di origine thailandese Tony Tulathimutte. Sette racconti, tradotti da Vincenzo Latronico, che mostrano soprattutto il ruolo di internet nell’amplificare desideri, paure e solitudini. Dating online, pornografia, videogiochi, incel con le spalle strette, startupper ossessionati, attivisti universitari, i maschi che si considerano più femministi delle femministe e le identità fluide sui social: questi sono i mondi e i personaggi in cui si muove la raccolta di racconti che si può leggere come un romanzo, perché tra un racconto e l’altro si ritrovano più volte gli stessi personaggi. Sono individui disallineati, convinti di essere troppo strani per poter essere amati, intrappolati in un vittimismo che contraddice il loro bisogno di essere visti e accettati.

Non è un libro semplice da leggere – dato il linguaggio di nicchia delle sottoculture di internet – né confortante, perché nella solitudine degli altri spesso si intravede la propria. L’esperienza di lettura equivale a fare una lunga immersione in internet, dove però la materia in cui ci si immerge è di qualità letteraria raffinatissima. Rifiuto è un libro sulla contemporaneità e su problemi dilaganti tra molti giovani. Se non altro per osservare questi personaggi muoversi nei loro mondi fisici e digitali, consigliamo di affidarsi alla penna di Tulathimutte, senza pregiudizi, lasciandosi trasportare dal flusso di una scrittura che porta sistematicamente in direzioni strane e inaspettate.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Una casa in fiamme e un giovanissimo amore.

 

Indizio 2
Un caso di furto difficile da risolvere con l’aiuto… della botanica.

 

Indizio 3
Un orfanotrofio isolato, una ragazza dai capelli rossi e tante domande sulle proprie origini.

 

Indizio 4
Un ragazzo speciale, capace di sentire le voci dei morti.

 

Indizio 5 
Una maledizione che si trasmette di madre in figlia per generazioni.

Pensieri di Casa Pelledoca

Dall’esordio al successo: il percorso di una scrittrice

di Chiara Cacco

Un giorno, una professoressa mi chiese di portare all’incontro con gli studenti della sua scuola un oggetto che parlasse del mio essere scrittrice. Arrivai con una grande busta gialla. Dentro c’era una copia del mio primo romanzo: una storia ancora acerba, ma piena di entusiasmo, che aveva per protagonista un gatto investigatore. Quella era l’unica busta rimasta dopo averne spedite tante, anni prima, a diversi editori, convinta che da un giorno all’altro sarebbe arrivata la risposta che aspettavo. Invece, per mesi non arrivò nulla.
Nonostante quell’avvio poco incoraggiante, e nonostante più lo conoscessi e più il mondo editoriale mi sembrasse impenetrabile per un’esordiente, ho continuato a scrivere con passione, cercando di non perdere quella fiducia istintiva che avevo riposto nel mio sogno. Sentivo che, prima o poi, avrei avuto la mia occasione.

E quell’occasione è arrivata grazie a Pelledoca che, durante la pandemia, lanciò il contest Sotto il segno della paura. I dieci aspiranti autori selezionati avrebbero avuto gratuitamente la possibilità di essere affiancati da un editor e da un agente nello sviluppo di un progetto personale.
Quell’esperienza è stata il mio punto di svolta. Per mesi ho avuto accanto professionisti che hanno creduto nel mio percorso, dedicandomi tempo, energie e attenzione. Grazie a quel confronto continuo ho capito qual era la mia voce e su cosa avrei potuto puntare per trovare una mia originalità.
Da lì è nato L’Emporio della Paura, il mio esordio. Poi, sempre per Pelledoca, è arrivato Il caso Elisa P., che mi ha portato a incontrare centinaia di ragazzi e ragazze. Nel frattempo, ci sono stati altri libri, altri progetti, altre sfide.

Continuo a portare quella busta gialla nelle scuole. Non per soffermarmi sui rifiuti, ma per mostrare tutto ciò che può venire dopo. Perché credo che il vero successo sia proprio questo: non smettere mai di coltivare entusiasmo e determinazione, mentre si continua a percorrere la propria strada.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

Nuovo anno, nuove storie da tenere sul comodino e da leggere prima di andare a dormire. Ma occhio ai brutti sogni! La collana NeroInchiostro si arricchisce di due titoli difficili da mettere giù.
7 minuti di Chiara Cacco, un libro che si svolge tutto nell’arco dei sette minuti che restano da vivere a Cleo, dopo essere stata spinta in piscina da qualcuno; solo ripercorrendo i suoi ricordi, la ragazza potrà ricostruire quello che le è successo davvero.
Inferno freddo di Giuliana Facchini è ambientato tutto sulle Dolomiti, a valle e a monte, dove due ragazzi – Theodora e Alberto – vengono presi come ostaggi da degli ecoterroristi…

Per i lettori dai 7-8 anni nella collana Piccole Piume arrivano invece tre storie di fantasmi! A prova di lettore coraggioso.
Il fantasma del conte di Sara Marconi (fresca di Premio Strega Ragazzi e Ragazze) e illustrato da Nicolò Mingolini, dove una nonna piena di segreti e i suoi due nipotini tecnologici devono affrontare una casa infestata.
L’abominevole cavallo mannaro di Giuditta Campello e illustrato da Markéta Brecherová, che parte da una leggenda antica per arrivare al maneggio del signor Gigi dove il cavallo preferito da tutti i bambini è improvvisamente in pericolo.
Nel castello di Azzurrina di Carolina D’Angelo e illustrato da Cecilia Fallongo, basato sulla storia del castello di Montebello, in Emilia-Romagna, dove vive il fantasma di una ragazza albina. Ma non solo!

Restano immobili. Poco distante un gruppo di cinque caprioli raspa il terreno in cerca di qualche filo d’erba. Un lieve colpo di vento accarezza i pini cimbri, spazzola la neve dai rami e porta agli ungulati l’odore dei ragazzi. Alzano il capo, li fissano con occhietti scuri, attenti. Il manto è marrone chiaro, di un tono caldo, la coda mozza, il musetto magro, le orecchie ritte; fiutano l’aria e qualcuno solleva una zampa come fosse pronto a scappare. Theo e Alberto, fermi e senza fiato, li osservano sfilare nella radura davanti a loro.
Giuliana Facchini

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Buone notizie

Anche le librerie si mobilitano per contrastare la violenza di genere. Grazie a un’iniziativa dell’editore Settenove, con la collaborazione di Percorso donna APS, nascono infatti i «Rifugi». Da naturale punto di raccolta di chi vuole sfuggire dal caos, alcune librerie e biblioteche sparse per l’Italia diventano ufficiali rifugi per chi cerca di sottrarsi dalla violenza di genere, per chi ha bisogno di un luogo sicuro.
Questi spazi non si propongono di sostituire i Centri Antiviolenza, ma di supportare la rete creando presidi territoriali diffusi e favorendo la sensibilizzazione sul tema. L’intenzione è quella di offrire informazioni utili e un primo supporto in caso di necessità per chi cerca aiuto. Le persone che lavorano in queste librerie e biblioteche, infatti, ricevono una formazione per accogliere chi subisce violenza, per fornire ascolto, comprensione, anonimato e prime indicazioni precise su come muoversi.

Ci è piaciuto

Fino al 15 febbraio 2026 Pirelli HangarBicocca ospita This Will Not End Well, la prima grande retrospettiva dedicata a Nan Goldin come filmmaker.
Nata a Washington D.C. nel 1953, Goldin è una figura centrale dell’arte contemporanea: il suo sguardo senza censure sull’esperienza umana ha segnato profondamente la fotografia e la cultura visiva. Fin dagli anni Settanta ha raccontato la propria vita e quella della sua comunità – amici, amori, eccessi, fragilità – dando forma a un archivio emotivo diventato testimonianza di un’epoca. Emblematica è The Ballad of Sexual Dependency presentata per decenni come slideshow nei locali di New York e accompagnata da una colonna sonora curatissima che trascina chi guarda indietro nel tempo.
A Milano la mostra riunisce un corpus di opere allestito in padiglioni come un villaggio da attraversare. Un percorso immersivo e visitabile gratuitamente che restituisce la vitalità di un’artista che non ha mai smesso di reinventare il proprio racconto.

Il consiglio extra

La signora Meraviglia (Sellerio) di Saba Anglana è un memoir in cui l’autrice procede su due piani narrativi e temporali. Tra aneddoti, pregiudizi e tradizioni, chi legge scopre da un lato la storia della famiglia dell’autrice, a partire dalla nonna, donna etiope strappata e rapita dal suo paese di origine, l’Etiopia, per essere impiantata in una Somalia che non sentirà mai come casa, e che non la accoglierà mai davvero. Dall’altro lato si legge dell’impervio viaggio, tra uffici, ambasciate inesistenti, fotografie, documenti e burocrazie di ogni tipo, per l’ottenimento della cittadinanza della zia.

Le lotte personali, dentro e fuori di sé, contraddistinguono tutti i personaggi della storia, che cercano forza nella famiglia, ma a volte trovano incomprensione.

Una scrittura schietta, onesta, che corre sotto gli occhi, che coinvolge tutti i sensi, che porta nei colori, nei profumi, negli ambienti, nella realtà violenta e drammatica, ma anche nel calore famigliare. La ricerca della cittadinanza è, in realtà, una ricerca di sé e un viaggio nelle origini: la confusione degli uffici si riflette nel sentire della zia, che alla domanda se si senta italiana, somala o etiope, risponde «niente». E non è diverso per Saba Anglana che scrive «io non so nulla, sono una pagina bianca, un treno-fiume che attraversa luoghi e scambia passeggeri» e così è il suo libro.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Strane voci girano per il paese e una ragazza con un nome da pianta scompare.

 

Indizio 2
Un vecchio palazzo, circondato da una bufera di neve, e una torre dall’accesso proibito.

Pensieri di Casa Pelledoca

Esordienti: la costruzione di un autore e di una nuova voce letteraria

di Lodovica Cima

In un momento in cui la vendita della narrativa è in calo, rischiare con un esordiente, per un editore, è pericoloso. Le grandi case editrici puntano su qualcosa di più sicuro – magari un successo tradotto dall’estero – e così la letteratura italiana non cresce. Anche i pochi premi letterari dedicati ai libri per ragazzi dedicano attenzione quasi esclusivamente a titoli stranieri tradotti in italiano. In questo modo un aspirante scrittore ha veramente pochissime possibilità di essere notato e adottato da un editore. Lavorare con gli esordienti, infatti, costa in termini di tempo (bisogna seguirli e affiancarli in questo mondo editoriale difficile nelle sue dinamiche dietro le quinte) e anche in termini economici: più il lettore è insicuro e più sceglie qualcosa di conosciuto e rassicurante. Eppure, il lavoro dell’editore è davvero fondamentale per la letteratura: proporre nuove voci, nuovi linguaggi e nuove storie è una missione culturale e conquistare la fiducia del pubblico con gli esordienti è difficile.

Pelledoca, da sempre, dedica particolare attenzione agli esordienti e in generale alle nuove voci, affiancandole volentieri nel proprio catalogo ad autori già conosciuti.

Nel periodo della pandemia abbiamo lanciato il contest di scrittura dal nome “Sotto il segno della paura”, selezionando dieci autori e lavorando con loro per sei mesi. Il momento era particolare e ci ha permesso di organizzare il tutto con calma. Le voci emerse sono state più del previsto e qualcuna di loro a distanza di cinque anni è diventata importante e ha pubblicato con più di un editore. Una vittoria per tutti e per la letteratura italiana soprattutto.

Nel 2024 abbiamo lanciato anche il concorso “Oca, che giallo!” per inediti. Il vincitore, Antonino Fiore, insegnante di lettere di Catania, è un esordiente e la sua bella storia I delitti delle Malebolge è uscita appena prima dell’estate. Ci auguriamo che abbia il successo che merita. E che il lavoro rischioso di Pelledoca sia percepito come un valore. È bellissimo vedere anche come un autore nuovo riesce a crescere e migliorare rispetto all’esordio. Una soddisfazione per editori, autori ma soprattutto per i lettori!

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

Ci avviciniamo alla fine dell’anno, con qualche bella novità in libreria.

La collana Neroinchiostro si arricchisce di due romanzi per lettori a partire dagli 11 anni. La trappola del tempo di Valeria Corciolani, giallista esperta, costruisce una narrazione ispirata a Hitchcock: una ragazza che non esce di casa da molto tempo passa le giornate a guardare fuori dalla finestra e presto si accorge che nella casa di fronte qualcosa non va. La regina delle api di Beatrice Sesino è un mystery ambientato in un paesino dove uno sciame di api si comporta in modo anomalo e un cold case torna a emergere dopo anni.

Tre nuove uscite per lettori dai 7-8 anni si uniscono alla collana Piccole Piume. Tre storie diverse, soprattutto per la voce autoriale. In Bandiera gialla di Cristina Marsi, illustrato da Marilisa Cotroneo, i buffi protagonisti, Amerigo Fior di latte ed Eric Perfettino, sgambettando tra ombrelloni e dune di sabbia, indagano: chi ha rubato le vecchie boe rosse dello zio? Con La casa della S di Michela Nodari, illustrato da Silvia Crocicchi, ci avventuriamo in un paese vicino al mare che d’estate si riempie di persone, ma una casa – la Casa della S – nasconde strani abitanti. E poi, un timido passo alla volta, ci addentriamo in un vecchio faro abbandonato e – forse – infestato, protagonista di Mistero al faro di Adamantia Paizis, illustrato da Chiara Nocentini.

Cinque storie da brivido per accompagnare la lettura fino alle vacanze invernali!

Perlopiù ho sentito silenzi, dietro quella porta. Alcune volte però qualche suono, quasi impercettibile, mi ha raggiunta. Piccolo, ma potente abbastanza da farmi rabbrividire. Ticchettii che sembravano passi leggeri, spifferi che sembravano bisbigli, cigolii che sembravano rauche voci femminili.
Michela Nodari

Parliamo di...

Buone notizie

Sono numerosissimi i ponti del Diavolo sparsi per il mondo, e tutti condividono la stessa inquietante leggenda. La loro struttura ardita, spesso in pietra e di impianto medievale, pareva così complessa che doveva per forza trattarsi di un’architettura sovrannaturale. Così nacque il mito del patto con il diavolo. Tra i nostri preferiti c’è quello di Cividale del Friuli, sul fiume Natisone. Si racconta che, disperati per la difficoltà di completarlo, gli abitanti si rivolsero proprio al Maligno, che reclamò la prima anima passante. Ma con un inganno fu un cane, un gatto, o addirittura un maiale, a precedere gli uomini sul ponte, beffando il Diavolo.
A questa leggenda si ispira anche Il ponte dei cani suicidi di Daniele Nicastro, dove antiche superstizioni e misteri moderni si intrecciano in una storia che fa tremare.

Ci è piaciuto

Siamo state alla Mostra del cinema di Venezia e abbiamo visto delle chicche da non perdere al cinema!
Bugonia, il nuovo film del greco Yorgos Lanthimos, affronta un tema caldo: le teorie cospirazioniste, la Terra piatta, gli alieni. Il tutto interpretato magistralmente da Emma Stone, la cui collaborazione con Lanthimos ormai è pienamente consolidata (ricordiamo La favorita Povere creature). Dal 23 ottobre 2025 nelle sale.
Abbiamo visto anche i film di due grandi registi italiani. Luca Guadagnino torna con After the Hunt e, come sempre, si reinventa, realizzando un film ambientato in un’università americana di punta, Yale, dove si dibatte un caso di molestie sessuali con una Julia Roberts perfetta. Un film dall’estetica dark academia, dal 16 ottobre 2025 nelle sale. E infine ci ha colpite La grazia di Paolo Sorrentino, una storia di politica, di eutanasia, e di cosa significa amare davvero, vincitore della Coppa Volpi per Toni Servillo. Dal 15 gennaio 2026 al cinema. Buona visione!

Il consiglio extra

La nostra art director, Valentina Russello, consiglia…

Cosa può esserci dietro la motivazione di un gesto definitivo e spietato come l’omicidio? Se sei donna e vivi in un periodo storico in cui le leggi non sono scritte per salvaguardare la tua libertà e i tuoi diritti, forse l’omicidio diventa l’unica via percorribile per salvarsi.

Questo racconta Cathryn Kemp nel suo romanzo storico L’avvelenatrice di uomini (Editrice Nord), ambientato in Italia, nel Seicento, tra Palermo e Roma. Prende spunto dalla figura – tra mito e realtà – di Giulia Tofana, nota per aver fabbricato e distribuito un veleno micidiale che le donne potevano usare per liberarsi dai loro oppressori maschili.
Un punto isolato è più comprensibile di un sistema fatto di tanti punti. La riduzione a una dimensione limitata permette di scomporre il problema, di capirlo meglio e arginarlo, o rimuoverlo. Il libro parla di punti, di una moltitudine di punti che, coesi, hanno cercato con i mezzi a propria disposizione, di non farsi ridurre nell’esistenza, per ritrovare libertà e dignità all’interno di un sistema patriarcale che attraverso norme, valori, religione e tradizioni perpetua un inequivocabile dominio maschile.
In modo diverso lo ha raccontano anche Giuliana Sgrena nel libro Dio odia le donne (Il Saggiatore), un saggio che esplora la condizione delle donne nelle grandi religioni monoteiste e come queste ultime abbiano strutturalmente contribuito a una subalternità femminile sistemica.
Entrambi fanno emergere una visione della donna che per poter sopravvivere (o semplicemente vivere) è costretta a trovare soluzioni drastiche per resistere in una società dove le regole sono fatte dagli uomini. “Ribellarsi” per uscire dai ruoli imposti non è una via di fuga ma un atto dovuto per ritrovare la propria identità.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Un gruppo di ecoterroristi assedia la montagna e tiene in ostaggio due ragazzi.

Indizio 2
Sette minuti per rivedere la propria vita, prima di morire.

Indizio 3
Una casa spettrale, un buio profondissimo, porte fluttuanti e fantasmi urlatori.

Indizio 4
Un vecchio castello romagnolo dove abita una fantasmina simpatica.

Indizio 5
Una spaventosa leggenda locale torna a emergere: i cavalli possono essere mannari?

Pensieri di Casa Pelledoca

Tra letteratura e scienza: la formula perfetta

di Chiara Valentina Segré

Ai bambini di oggi, astronauti di domani. Così scriveva Gianni Rodari ne Il pianeta degli alberi di Natale. In quegli anni, il mondo era attraversato da profondi cambiamenti, frutto dell’avanzare della scienza e della tecnologia. La vita quotidiana viene trasformata: entrano nelle case la televisione, gli elettrodomestici, le automobili; nasce la cibernetica e prende il via la corsa allo spazio. Il cosmo diventa “il cortile di casa della Terra”, come affermava lo storico Pietro Greco, ampliando non solo i confini fisici ma anche quelli culturali e immaginativi. E Rodari abbraccia questa dimensione: favole e filastrocche diventano strumenti per raccontare la contemporaneità, senza mai cadere nel didascalico o nel moralismo. Anzi, attraverso un linguaggio creativo, offre ai giovani lettori chiavi di lettura originali per comprendere il loro tempo. Questo approccio è più che mai attuale oggigiorno, in cui scienza e tecnologia sono fondamentali per un futuro equo e sostenibile.

Le storie, usate per trasmettere conoscenze e rafforzare i legami sociali fin dagli albori della nostra specie, possono aiutare a comprendere la scienza e a dare senso al mondo. E non è un caso che negli ultimi dieci anni, si è assistito al proliferare di libri per bambini e ragazzi che raccontano la scienza. Accanto ai classici volumi di esperimenti e alle enciclopedie, nuovi formati sono comparsi; i non fiction picture books hanno raggiunto vette di sperimentazione espressiva di altissimo livello, e grande impulso ha avuto anche il filone della fiction scientifica: avventure, romanzi di formazione o storici che intrecciano personaggi di fantasia ai grandi protagonisti della scienza e alle loro scoperte.

La buona letteratura è quindi strumento prezioso per illustrare e capire le teorie scientifiche, favorendo lo sviluppo dell’information literacy dei più giovani, bussola così importante per navigare nel complicato mondo moderno.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

Dopo la pausa estiva, tornano le novità Pelledoca in libreria!
Si inizia con due romanzi Neroinchiostro per ragazzi dagli 11 anni: La bestia di Waltanna di Nicola Cinquetti, una storia on the road ambientata nell’America paludosa degli anni Ottanta che scava nell’animo di due fratelli, facendo riemergere i loro mostri interiori; e Lo scheletro del pozzo di Chiara Valentina Segré che ci porta nella Puglia rurale dove Alice e i suoi amici indagheranno per scoprire la verità sul ritrovamento di un vecchio scheletro.

Da metà ottobre, la collana Piccole Piume, per bambini dai 6 anni, si arricchisce con due nuovi titoli della serie Les 3 Moustaches (Il mistero della ricetta del Montablanc e Il mistero del tappeto peloso), scritta da Maddalena Schiavo e illustrata da Francesca Carabelli: i nostri tre topini investigatori dovranno risolvere due nuovi casi, avventurandosi fra le vie di Parigi alla ricerca di indizi.

Nella collana Occhiaperti, invece, due veri e propri gioielli illustrati: Orlando di Beatrice Masini che, con il suo stile poetico, racconta ai ragazzi di oggi – ma non solo – la celebre storia di Virginia Woolf, corredata dalle illustrazioni di Daniela Costa; e Via della Ratta Morta numero 1, un giallo scritto e illustrato da Arianna Papini, che si snoda tra i piani di un condominio, portando con sé riflessioni su temi importanti come la salvezza degli animali, la bellezza degli ultimi, il pregiudizio.

Forse di Orlando sappiamo ormai abbastanza da capire che avrebbe cambiato presto idea. Perché cambiare, trasformarsi, mutare è la cosa più umana e vitale che possa darsi. E Orlando era pronto a cambiare di nuovo.
Beatrice Masini

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Buone notizie

I festival letterari sono così tanti e variegati che pare ce ne sia uno per ogni nicchia di interesse. Abbiamo allora selezionato alcuni dei più interessanti che si svolgono in giro per l’Italia in autunno, così da non farsi scappare il piacere di passeggiare tra gli stand e di assistere alla masterclass del proprio scrittore preferito, magari con una tazza fumante tra le mani.

Per gli amanti di racconti, a Carpi (Modena) ogni anno si svolge la Festa del Racconto. Scendendo lungo lo stivale, da non perdere è FirenzeRivista, un festival che vede protagoniste le riviste letterarie, mentre a Città di Castello interessantissimo è il CaLibro Africa Festival, all’insegna della letteratura di origine africana. Per chi invece si trova in Puglia, nella bellissima Trani ci sono I Dialoghi di Trani con una vivace sezione per bambini. In Sicilia, l’Etnabook di Catania quest’anno ha come tema “resistere”, mentre per i giovani lettori sardi c’è Tuttestorie a Cagliari.

Buoni festival!

Ci è piaciuto

«Di questo caso mi ha subito affascinato quel cono d’ombra che c’è nelle ultime tre ore di vita di Denis Bergamini: poche persone lo hanno visto e per pochi secondi. Pochi elementi insufficienti per delineare un quadro di ciò che è successo».
Così Pablo Trincia racconta cosa l’ha spinto a scegliere, per il suo nuovo podcast, la storia del calciatore del Cosenza, trovato senza vita la sera del 18 novembre 1989 sulla Statale Jonica. Sette puntate che abbiamo ascoltato quasi no stop: con la sua narrazione magnetica, Trincia ci conduce dentro il mistero, recuperando video amatoriali girati dallo stesso Bergamini, intervistando a lungo la sorella e i compagni di squadra, ricostruendo tutti i movimenti e i personaggi che gravitarono su quella strada.
Inizialmente le autorità archiviarono il caso come suicidio, sostenendo che il calciatore si fosse gettato sotto un camion ma, con la riapertura delle indagini, negli anni successivi emersero nuove verità.
Non vi sveliamo di più ma, soprattutto agli amanti del true crime, consigliamo di non perdersi questa storia.

Il consiglio extra

La Cecilia (nottetempo) è l’esordio di una giovane scrittrice, ma dal talento già maturo. Un romanzo lungo un’estate, ambientato a Ischia dove Cecilia, la protagonista tredicenne, è in vacanza con la famiglia. Ma quest’estate è diversa dalle altre.

Cecilia scopre che il suo è anche il nome di un anfibio che non ha differenze di genere tra maschio e femmina. Questa consapevolezza la raggiunge all’improvviso, mentre cerca di trattenersi sulla soglia dell’infanzia. Arrivano le primissime crisi: odia il suo corpo che sta cambiando, soffre per i litigi tra i genitori e per la prima volta è attratta da un’altra persona. In spiaggia, scambiata per un maschio, Cecilia sperimenta la libertà di essere altro da sé, ma anche lo sforzo di portare avanti una menzogna.

Nell’arco di un’estate, si ritrova ad affrontare la fine dell’infanzia, il mondo bugiardo degli adulti e la difficoltà a riconoscersi in modelli prestabiliti. La sua è una straniante ricerca di sé, per capire chi è veramente e chi vuole diventare. Un romanzo per adulti e ragazzi che ha molto da dire.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Un giallo alla Hitchcock che mescola mistero e formazione, memoria e identità.

Indizio 2
Due amici impegnati in un’indagine in riva al mare, tra indizi da scovare e boe scomparse.

Indizio 3
Strane morti, sciami di api impazzite e un inquietante cold case da risolvere.

Indizio 4
Una misteriosa casa contrassegnata da una sola lettera sul campanello: cosa si nasconderà fra quelle mura?

Indizio 5
Due fratelli, un cane curioso e un faro con un segreto da custodire.

 

 

 

 

Pensieri di Casa Pelledoca

Inte(g)razione e inclusività nei libri per bambini: una riflessione

di Eleonora Fornasari

Non ho un vissuto diretto di migrazione, né sono una scrittrice di seconda generazione. Ma nei miei libri cerco di raccontare bambine e bambini con identità plurali, con radici che affondano in più culture, lingue, tradizioni familiari. Identità che non si definiscono con una sola appartenenza, ma che convivono — a volte in armonia, a volte con attrito. In loro riconosco mio figlio, mio marito, i suoi genitori. Ma anche un numero crescente di lettrici e lettori che cercano storie capaci di rispecchiarli senza incasellarli.

Spesso, invece, l’editoria richiede personaggi con identità plurali come unico pretesto per parlare di razzismo, discriminazione, bullismo. È importante che esistano narrazioni capaci di raccontare anche la fatica di crescere in un contesto che esclude, e che lo facciano magari con lo sguardo diretto e consapevole di autrici e autori di seconda generazione. Ma serve anche altro. Me ne sono accorta andando nelle scuole, a incontrare giovani lettori e lettrici.

Ogni bambino è, prima di tutto, una persona in relazione. Ha bisogno di ritrovarsi nelle storie non solo per ciò che lo distingue, ma per ciò che vive e condivide: una scoperta, una paura, un sogno. Bambine e bambini con identità plurali hanno diritto a essere protagonisti di qualsiasi racconto — non solo quando si parla di origini, ma anche quando si parla di amicizia, mistero, coraggio. Perché riconoscersi non significa solo vedersi da fuori, ma poter vivere le storie dall’interno, come parte di esse.

Ecco perché, quando si parla di rappresentazione, non penso alle storie come strumento di integrazione — termine che fa pensare a un inserimento passivo in qualcosa di già stabilito — ma come a spazi di interazione: luoghi in cui i lettori non si limitano a osservare da fuori, ma entrano, si riconoscono, si confrontano. È in questo scambio attivo che può nascere un senso di appartenenza autentico, perché la relazione con la storia diventa relazione con il mondo.
Le storie inclusive (da in-claudere) sono quindi quelle che non chiudono fuori (ex-claudere), ma accolgono tra le proprie pagine ogni bambino, per offrirgli così la possibilità — e la libertà — di sentirsi, semplicemente, parte.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

In Casa Pelledoca la primavera ha portato tante belle novità che vi accompagneranno anche in estate.

Tre nuove uscite per lettori dai 7-8 anni arricchiscono la collana Piccole Piume. Tre storie, tre mondi diversi. In Occhio alla valigia! di Eleonora Fornasari, illustrato da Manuela Marazzi, un viaggio estivo dall’Italia all’Egitto si trasforma in un’indagine da brividi, tra valigie scambiate e inquietanti occhi che scrutano nell’ombra. Con Lupi, licantropi e luna piena di Marco Greganti, illustrato da Cecilia Fallongo, ci spostiamo nella casa sulla collina dove un cagnolino scrittore scoprirà che non tutti i mostri hanno cattive intenzioni. E poi, a passi di tango, ci addentriamo in una vecchia sala da ballo abbandonata al centro di Se ci sei, batti un colpo! di Valentina Mansone, illustrato da Giulia Bracesco: qui un gruppo di amici cerca di evocare il fantasma di Beethoven, senza sapere cosa sta davvero per risvegliarsi.

Nella collana Neroinchiostro trovate due romanzi gialli, per lettori dai 12 anni, ambientati nell’ambiente scolastico: Nanu e il mistero di Cartesio di Rodolfo Rossi racconta la storia di un gruppo di amici alle prese con una sfida tra numeri, tornei di matematica e oscuri complotti; I delitti delle Malebolge di Antonino Fiore è ambientato in un paesino viene sconvolto da una serie di strani omicidi che solo Ibra, ragazzino iperattivo e curioso, e il detective Karim potranno risolvere.

Cinque storie da brivido per rendere più avventurose le vostre vacanze estive.

Arrivati all’entrata, abbiamo spinto la porta. Il cigolio sembrava il verso di un animale preistorico. Dentro era buio, c’era odore di muffa e di cantina. «Stiamo vicini» ho detto. «Aspettatemi, forse è meglio che venga con voi» ha esclamato Frida che ha preferito entrare invece di restare fuori ad aspettarci. Ci siamo fatti avanti fra le ragnatele. Un frullo d’ali sopra le nostre teste ci ha spaventato. «È solo un pipistrello, fifoni» ci ha detto Kilometro.
Valentina Mansone

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Buone notizie

A Palazzo Barberini di Roma potete ammirare Caravaggio 2025, un progetto espositivo tra i più importanti e ambiziosi dedicati a questo artista che ha avuto una vita di luci e ombre. Forse il pittore più vicino al mondo Pelledoca!
Riunendo alcune delle opere più celebri, affiancate da altre meno note ma altrettanto significative, la mostra offre una nuova riflessione sulla rivoluzione pittorica del Maestro, esplorando per la prima volta in un contesto così ampio l’innovazione che introdusse nel panorama artistico, religioso e sociale del suo tempo. Un artista che «con la sua cruda realtà, le luci drammatiche, una profondità emotiva senza pari, ha saputo raccontare l’animo dell’uomo nelle sue sfaccettature più profonde, dall’innocenza alla violenza, dalla speranza alla disperazione».
La mostra è visitabile fino al 6 luglio.
Per maggiori info.

Ci è piaciuto

Quanto siamo dipendenti dalla tecnologia? Guardando Zero Day – la miniserie Netflix con un grandissimo Robert De Niro che non delude mai – viene da rispondere molto. Moltissimo.
De Niro interpreta un ex Presidente degli Stati Uniti, richiamato per portare ordine nel Paese dopo un attacco al sistema informatico. Di puntata in puntata, la serie ci delinea un quadro inquietante e straniante: si intuisce che c’è un nemico, ma non ha una faccia, non sono chiari moventi e intenzioni. Vi è una sola certezza che emerge dopo due episodi: è qualcuno che viene dall’interno, qualcuno che sa come manipolare le masse.
Zero Day è una serie importante non solo per l’alta qualità della scrittura – che si avvicina a quella di Tom Clancy o di Michael Connelly – la suspense, il ritmo e un cast perfetto. Mescolando spionaggio, thriller e politica, ci vengono mostrati punti deboli e crepe della società contemporanea, sempre più dipendente dalla tecnologia: come e perché un cyberattacco potrebbe metterci in ginocchio, quanto la nostra identità reale ormai dipenda da quella digitale, e perché dovremmo limitare tutto questo.
Una serie attualissima che vale la pena vedere.

Il consiglio extra

Ci sono storie che meritano di essere riportate in libreria: è il caso de I Tillerman di Cynthia Voigt che Il Barbagianni, dopo parecchi anni, ha pubblicato in una nuova edizione integrale, tradotta da Marina Migliavacca. Una scelta editoriale che si potrebbe definire audace per diversi motivi e, forse per questo, ancora più apprezzata. Apprezzamento ricevuto non solo dai lettori, ma anche dagli addetti ai lavori: I Tillerman si è aggiudicato il Premio Andersen 2025 nella categoria “Miglior libro mai premiato”.

La storia è quella di Dicey, James, Maybeth e Sammy, quattro fratelli che, all’inizio degli anni Ottanta, si ritrovano soli, in macchina, in mezzo a una strada: la madre – forse sopraffatta dalle tante difficoltà, forse a causa di un fragile stato di salute mentale – li ha abbandonati. Dicey, la più grande, tra coraggio e incoscienza decide di proseguire a piedi il viaggio che avevano iniziato: devono raggiungere una vecchia zia, che nemmeno conoscono, ma che al momento rappresenta l’unica possibilità di avere uno straccio di futuro, seppur incerto. Nulla sarà semplice: c’è molta strada da fare, hanno pochissimo denaro e possono contare solo l’uno sull’altra.

Tappa dopo tappa, scopriamo il loro vissuto familiare, le loro personalità, le emozioni e i desideri che li animano. Con un ritmo inizialmente lento e poi via via più incalzante, Cynthia Voigt ci accompagna in un viaggio avventuroso, carico di rischi, paure e dubbi. Pagina dopo pagina, ci ritroviamo sempre più coinvolti nella storia dei quattro giovani protagonisti, spinti da un unico desiderio: rimanere uniti e trovare un nuovo posto da chiamare casa.

Se siete alla ricerca di un bel romanzo per ragazzi – ma non solo – questa storia on the road, che ha il respiro della saga familiare, è la scelta giusta.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Sangue sui dolmen, laghi inquinati, luci che saltano: in un paesino pugliese accadono fatti strani…

Indizio 2
Due nuove avventure dei tre topini investigatori più famosi di Parigi.

Indizio 3
Una palude misteriosa, due fratelli con un passato difficile alle spalle e una notte che ricorderanno per sempre.

Pensieri di Casa Pelledoca

Le fiere nell'editoria: quanto contano?

di Lodovica Cima

In primavera si comincia a viaggiare con i libri! Sì perché le fiere, i festival e i saloni nascono a primavera e finiscono in inverno. Ma quanto sono importanti questi appuntamenti per sensibilizzare alla lettura? Sono occasioni per approfondire: conoscere editori, autori e tutto il lavoro dietro le quinte che il grande pubblico ignora. Gli editori si mostrano volentieri e raccontano il loro progetto culturale davanti al banco di una fiera, pieno dei loro libri. Chi visita la fiera è curioso di scoprire libri rari o meno conosciuti, ma soprattutto rimane affascinato dal trasporto di un editore che crede nel suo lavoro e nella sua missione.

Le fiere di settore come la International Children’s Book Fair di Bologna o la International Book Fair di Francoforte sono occasioni di scambio di diritti, di progettazione tra editori e di incontri con stampatori da tutto il mondo. Poi il business vero e proprio magari si conclude via mail, ma trovare il momento di parlarsi di persona è impagabile. In fiera si può anche fiutare l’aria che tira all’estero, si possono individuare i maggiori trend del mercato e le innovazioni tecnologiche legate al mondo del libro.

Il grande pubblico però ama molto i festival e i saloni in cui ci sono grandi ospiti e tante diverse possibilità di acquisto e di ascolto. C’è poi un altro motivo che si è rinforzato in questi ultimi anni, soprattutto nei più giovani, e che ci deve far riflettere: è il bisogno di condividere le letture e soprattutto le emozioni che le letture provocano in noi e i pensieri che nascono dalle dinamiche delle storie che ci appassionano. Ritrovarsi in mezzo al pubblico di un autore di successo, partecipare a un flash mob letterario o a un silent reading party, può essere un’esperienza indimenticabile.

Quindi per rispondere alla domanda del titolo: le fiere contano soprattutto per le belle relazioni umane che si possono intessere attorno ai libri!

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

Questo numero di INDIZI esce in un periodo dell’anno molto caldo dal punto di vista editoriale, in primis per la Bologna Children’s Book Fair, probabilmente l’evento più importante per un editore che pubblica libri per bambini e ragazzi. Sono giorni, settimane, mesi intensissimi. E tra marzo e aprile, sugli scaffali delle librerie, arrivano tante novità.

Nella collana Piccole Piume, due nuovi episodi della serie di Naso e Becco, scritta da Lodovica Cima e illustrata da Valeria Valenza, ovvero Naso e Becco. La torta rubata e Naso e Becco. Trappola nel bosco. Storie in stampatello maiuscolo con font ad alta leggibilità e illustrazioni a colori che stanno conquistando tanti piccoli lettori dai 5 anni in su.

Nella collana Neroinchiostro, quattro romanzi per gli amanti delle indagini e del brivido dagli 11 anni in su: Il mistero delle stelle scomparse è il nuovo giallo firmato Luca Occhi, ambientato nei giorni dello sbarco sulla Luna; Indizi per posta di Mariapaola Pesce, una storia originale che inizia da una misteriosa busta recapitata nella cassetta delle lettere; Omicidio sull’Hindenburg è il giallo alla Agatha Christie di Fabrizio Altieri, ambientato sul celebre dirigibile degli anni ’30; e Blue Tattoo di Laura Orsolini, un mistery avvincente che ruota attorno al mondo dei tatuaggi.

Sei novità, sei storie in perfetto stile Pelledoca. Tutte da leggere.

L’Hindenburg venne trasportato all’esterno e finalmente fu lasciato libero. Scaricò migliaia di litri d’acqua di zavorra per alleggerirsi e cominciò a salire. Dalle grandi finestre del ponte principale Astrid e Olmo videro il babbo che salutava agitando la pipa, la mamma che si asciugava le lacrime, mentre la nonna sventolava il suo fazzoletto bianco e scuoteva la testa, convinta che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe visto i suoi nipoti.
Fabrizio Altieri

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Buone notizie

«Il mondo dei libri è un mondo bellissimo e ho pensato di condividere questa mia grande passione con la città. E quello che era il mio piccolo sogno si sta realizzando.»
Con questo spirito Elaide Garufi, studentessa e scrittrice di soli 14 anni, ha ideato e organizzato il Démadé Festival: un’iniziativa rivolta a giovani lettori, famiglie, insegnanti e autori per la promozione della lettura e della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza. La prima edizione si svolgerà dal 9 all’11 maggio alla Fortezza Vecchia di Livorno con un programma molto ricco e diversificato. Un progetto ammirevole che siamo felici di veder realizzato, anche perché Elaide è un’affezionatissima lettrice di Pelledoca che ci segue da anni. Per programma e prenotazione agli eventi gratuiti visitate il sito.

Ci è piaciuto

Adolescence, la nuova miniserie disponibile su Netflix, è un poliziesco, a tratti un esame sociologico della rabbia maschile e del cyberbullismo, ma anche un thriller psicologico. Quattro episodi ci portano all’interno della casa dei Miller dove il tredicenne Jamie – interpretato da un bravissimo Owen Cooper – viene arrestato per il brutale omicidio di una compagna di scuola.
Una delle particolarità della serie è la regia in piano sequenza, ovvero tutto è girato senza stacchi: non c’è colonna sonora a smorzare la tensione, non ci sono flashback confortanti, nessuna tregua. Ogni emozione raccontata, anche la più cruda, viene vissuta dallo spettatore in maniera totalizzante. Episodio dopo episodio, siamo spinti a confrontarci con il male e a farci delle domande: chi era davvero Jamie prima di quel giorno? Quali segnali sono stati ignorati? Come possono i genitori proteggere i figli da un mondo virtuale che può trasformarsi in un’arma micidiale?
Adolescence è un pugno nello stomaco? Sì, non possiamo negarlo, ma è anche una “una serie tv necessaria”, come è stata definita da molti. Per ciò che ha da dire, per l’originalità e l’audacia con cui lo dice, è da vedere. E, dopo averla vista, per rifletterci su vi consigliamo di leggere questa intervista a Filippo Mittino, psicologo e psicoterapeuta.

Il consiglio extra

A un anno dalla morte di Paul Auster, uno dei grandi scrittori americani del postmoderno, abbiamo riletto la sua opera più nota. Nonostante si tratti in apparenza di tre storie poliziesche, in realtà il lettore si ritrova immerso in racconti misteriosi ambientati in una New York in cui tutto si confonde e sfuma. I personaggi di questi tre romanzi – Città di vetro, Fantasmi e La stanza chiusa – pedinano, si appostano e indagano riempiendo lunghe e precisissime pagine di appunti sulle persone che sono incaricati di spiare. Ma, in tutte e tre le storie, che si richiamano costantemente tra di loro, si arriva al punto di non credere più che questi pedinamenti abbiano un senso, o addirittura si realizza che i pedinatori siano in realtà i pedinati. Con Trilogia di New York, Auster scrive dei gialli che superano il genere per parlare delle condizioni di spaesamento contemporanee. E perdersi tra le strade infinite di New York, insieme all’autore e ai suoi personaggi pedinati, è davvero bello.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Una storia sull’importanza di accettare anche chi è – molto – diverso.

Indizio 2
Amicizia, mistero, amore per la musica e un pizzico di ironia.

Indizio 3
Un’appassionante avventura per bambini tra Italia ed Egitto.

Indizio 4
Quando una serie di delitti sembra richiamare la legge del Contrappasso, tutto si complica…

Indizio 5
Un giallo intrigante tra passione per la matematica e complotti.

Pensieri di Casa Pelledoca

Horror e folclore nella letteratura

di Teo Benedetti

La letteratura horror, o gotica, che da secoli appassiona gli adulti e, soprattutto, i ragazzi, ha le sue radici nelle storie folcloristiche. Grazie a questo pozzo inesauribile, alimentato da persone comuni che, attraverso la loro fantasia, motivano fatti inspiegabili o misteriosi, prendono vita personaggi iconici capaci di riunire i popoli della Terra sotto un’unica bandiera: quella del terrore puro.

Morti assetati di sangue che sorgono dalle tombe per soddisfare i loro bisogni e portare dolore e malattie ai vivi (lamie e strigi per i romani, vrykolaka per i greci, wurdulac per i russi o upiór nel mondo slavo, termine da cui si origina la parola vampiro) sono fonte di ispirazione per Bram Stoker nella creazione del suo Dracula. Donne emancipate, istruite e conoscitrici delle arti di cura sono perseguitate per la loro sapienza, diventando streghe nell’immaginario comune e ispirando figure epiche nella letteratura: dalla Medea di Euripide alla Circe di Omero fino a Le Streghe di Roald Dahl, passando per le tre sorelle Fatali del Macbeth di Shakespeare fino alla Strega del Mare di Andersen, solo per citare alcuni esempi. E il folclore prosegue tutt’oggi in ambito contemporaneo: personaggi come Slender Man, Siren Head, Jonathan Galindo e Momo, nati nei forum online, sono l’esempio di come il potere della creatività collettiva attraversi il tempo e continui ad affascinare il lettore, in un bisogno costante di affrontare le proprie paure e sconfiggere i mostri… reali e non.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

Iniziamo questo 2025 con due nuovi romanzi Neroinchiostro. Due storie diversissime fra loro per genere, tematiche, scrittura ma che – ne siamo certi – regaleranno emozioni forti ai lettori e alle lettrici che le sceglieranno.

La prima è la storia di Helene Mayer, regina del fioretto nella Germania nazista che, in dialogo con un interlocutore misterioso, si racconta, togliendosi la maschera da scherma e affrontando le paure più intime, la pressione, la follia. La spada non mi ha salvata di Matteo Corradini è un romanzo potente, costruito come un lungo duello fatto di affondi veloci e stoccate continue che ingaggia il lettore fin dalle prime pagine.
La seconda è una storia dalle tinte horror che affonda le radici nel folclore più oscuro. Come per i libri precedenti di Teo Benedetti, anche in Comanda, Comanda, Comanda le vicende dei protagonisti si intrecciano ad antiche credenze popolari: Pablo e Samuele, amici inseparabili, dovranno fare i conti con un potere pericoloso. E si troveranno di fronte a una scelta importantissima, tra bene e male.

Guardavo la folla dal basso, sfilando sulla pista con le mie compagne di squadra tedesche, e me lo domandavo: chi indossava una maschera? Io per proteggermi durante le gare? I nazisti per comandare? Gli americani per mettersi in mostra? Non lo sapevo. Sapevo però che con la maschera ero me stessa.
Matteo Corradini

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Buone notizie

Come sarebbe entrare nella mente di Tim Burton? Avete la possibilità di scoprirlo andando a vedere Tim Burton’s Labyrinth, la mostra alla Fabbrica del Vapore di Milano. Un itinerario immersivo e interattivo che mette in risalto l’opera cinematografica del regista statunitense attraverso dipinti, fotografie, ricostruzioni scenografiche e incredibili effetti speciali. La mostra è strutturata come un vero e proprio labirinto: attivando un pulsante all’inizio del percorso, ognuno potrà personalizzare la visita aprendo le porte che desidera.
Un’esperienza unica per immergersi nell’universo creativo e fantastico di una delle menti più originali del nostro tempo, padre di alcuni film indimenticabili come Edward mani di forbice, La fabbrica di cioccolato e La sposa cadavere.
La mostra è visitabile fino al 9 marzo 2025.

Ci è piaciuto

Per riassumere Mononoke, lo spirito della pioggia, uscito di recente su Netflix, potremmo usare la parola psichedelico: guardare questo film è come immergersi in un sogno disturbante ma allo stesso tempo ipnotico, carico di tensione e con un’animazione unica.
Kenji Nakamura ci porta all’interno dell’Ooku, l’harem dell’Imperatore Tenshi, dove vediamo Asa e Kame, due potenziali concubine, muovere i primi passi in quella realtà patriarcale. Fin da subito si percepisce qualcosa di sbagliato. Alle due giovani viene chiesto di rinunciare completamente a ciò che amano per diventare parte dell’harem, ma Asa e Kame avranno reazioni differenti: laddove la prima cercherà di ribellarsi agli obblighi e alle usanze dell’harem, la seconda cederà istantaneamente salvo poi rivelarsi troppo instabile per adempiere al suo ruolo.
Il film è carico di simbolismi, come le cortigiane ritratte con il volto sfocato a indicare la disumanizzazione e la perdita di identità delle donne che consacrano la propria esistenza a servire l’Imperatore. Il personaggio più singolare e affascinante è senza dubbio lo Speziale, un venditore di medicine al quale verrà chiesto di intervenire per esorcizzare un male antico che si è infiltrato nell’Ooku.
Un thriller unico nel suo genere che mescola elementi della tradizione giapponese a un’animazione mozzafiato.

Il consiglio extra

Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali inizialmente doveva essere una raccolta di fotografie d’epoca della collezione privata dell’autore Ramson Riggs che però, su suggerimento dell’editore, decise di scriverne un romanzo. La storia segue le vicende di Jacob Portman, un ragazzino solitario abituato fin da piccolo ad ascoltare le storie di suo nonno Abraham, per lui Abe: mostri, avventure e bambini con poteri straordinari di cui il nonno conserva gelosamente tante fotografie. Quando, tuttavia, nonno Abe scompare in circostanze misteriose, Jacob decide di intraprendere un viaggio verso un’isola sperduta del Galles sulla quale, secondo le storie del nonno, avrebbero trovato rifugio lui e altri bambini durante la Seconda guerra mondiale. Quando arriva a Cairnholm, però, scopre che la casa che ospitava i bambini è andata distrutta durante un bombardamento del settembre 1943. Nel tentativo di dare un senso ai racconti del nonno e capire quanto ci fosse di vero, Jacob si troverà coinvolto in un’avventura che lo porterò a fronteggiare una grande minaccia. I suoi compagni di viaggio? Nientedimeno che i bambini ritratti in quelle vecchie foto ingiallite!
Una lettura imperdibile che mescola elementi del fantasy e del mistero toccando temi delicati come l’accettazione, la crescita e il coraggio.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Un mistero nel mondo dei tattoo tra personaggi sospetti e un oscuro passato.

Indizio 2
Indizi per posta spediti a uno scrittore di gialli: c’è un nuovo caso da risolvere!

Indizio 3
Nuova avventura nel bosco per la coppia di investigatori dal fiuto e dalla vista infallibile.

Indizio 4
Un gruppo di amiche con la passione per i gialli indagano per ritrovare delle ragazze scomparse.

Indizio 5
Al ladro, al ladro! Un’indagine a misura di piccoli lettori per scoprire il colpevole del furto.

Indizio 6
Un giallo storico ambientato… tra le nuvole!

Pensieri di Casa Pelledoca

Piccoli lettori: le tecniche calibrate per accoglierli tra le pagine

di Lodovica Cima

Imparare a leggere è una avventura bellissima, ma faticosa. I bambini di classe prima si concentrano, dopo un’iniziale alfabetizzazione, sulla decodificazione delle parole e faticano a trattenere il significato delle frasi. Poi capita che perdano il segno e che si scoraggino. Per fare in modo che la loro lettura sia più fluida e piacevole, si progettano libri apposta per loro e si presta attenzione a determinate caratteristiche.

Le prime letture, se sono ben fatte, possiedono queste particolari qualità:
. non hanno pagine piene di solo testo: la presenza del bianco non è considerata un vuoto, un non contenuto, ma per i piccoli lettori è “ossigeno”, è riposo per gli occhi e per la fatica di decodificazione. Quindi lo spazio bianco si progetta e ha una valenza pedagogica;
. l’alta leggibilità deve essere completa, quindi non si riduce alla semplice scelta del font, ma è data da molti altri fattori, come l’interlinea ampia e la composizione a bandiera senza parole spezzate. Le frasi sono semplici e la storia è scritta in modo calibrato: sono state utilizzate soprattutto frasi paratattiche e parole prevalentemente a sillabe piane. La punteggiatura è semplificata, anche nel trattamento del discorso diretto;
. i caratteri sono tutti maiuscoli perché, nelle prime fasi di lettura, i bambini incontrano solo le maiuscole, poi passano al calligrafico e poi allo stampato alto basso;
. le illustrazioni sono d’impatto, di facile comprensione, con colori pieni e contorni definiti;
. l’equilibrio di testo e immagini è curato in modo che il piccolo lettore non venga spaventato da blocchi di testo troppo ampi: l’illustrazione è da considerare come un vero e proprio linguaggio, parallelo a quello testuale, che aggiunge significato alla storia.
La nuova serie Naso e Becco di Pelledoca è costruita proprio su questi principi.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

La pausa natalizia si avvicina e noi ci prepariamo a concludere questo anno ricchissimo con dei titoli che vi consigliamo di non farvi sfuggire.
Freschi freschi di stampa, nella collana Piccole Piume, due nuove serie per piccoli lettori:
. la serie Naso e Becco di Lodovica Cima, illustrata da Valeria Valenza, racconta le avventure di Naso, un cagnolone un po’ pigro con il fiuto per i misteri, e Becco, l’inseparabile aiutante piumato attento a ogni dettaglio. Storie illustrate a colori, in carattere ad alta leggibilità e stampatello maiuscolo: i primi due volumi sono Le lettere di mezzanotte e Operazione barattolo;
. la serie Les 3 Moustaches di Maddalena Schiavo, illustrata da Francesca Carabelli, è ambientata a Parigi e i protagonisti sono Léon, Cloé e Pascal, tre topini investigatori davvero abilissimi. Anche queste sono storie illustrate a colori e in carattere ad alta leggibilità: i primi due volumi sono Il mistero del profumo d’inchiostro e Il mistero del rosicchia ossa.

Questa settimana, poi, arrivano in libreria altre due novità. Una coppia di illustrati che va ad arricchire la collana Occhiaperti, vincitrice del Premio Andersen 2024:
. Bambina d’ombra di Brian Freschi, illustrato da Giulia Pianigiani, un racconto intenso che, tra presente e passato, ci trascina nel buio più buio;
. Le avventure del giovane Lovecraft di Miriam Palombi, illustrato da Andrea Oberosler, la storia del grande scrittore del genere horror che torna bambino per vivere un’avventura inquietante.

Quell’odore un po’ ruvido e terroso le pizzicava il naso e quasi la faceva starnutire. Tra le sette e le otto di sera il sole indietreggiava e la sua carezza condivideva il mondo con l’abbraccio dell’ombra che riscattava il suo spazio, allungandosi tra le pieghe dei fili d’erba vibranti. Il suolo era duro, sassolini spigolosi graffiavano le ginocchia di Eliza, che tratteneva l’aria nei polmoni per non farsi trovare, né dal suo babbo né dal tempo della cena che esigeva la sua presenza. Ma non le importava niente. Voleva solo nascondersi in penombra, tagliata dai raggi del sole, confortata dai suoi luoghi segreti.
Brian Freschi

Parliamo di...

Buone notizie

Immaginare itinerari culturali sempre nuovi è un’attività che ci rilassa. L’ultimo pensato è un viaggio a tappe alla scoperta di alcune delle più belle biblioteche del mondo. Ne abbiamo selezionate cinque che, se ne avrete occasione, vi consigliamo di visitare.
La Biblioteca François-Mitterrand di Parigi è una maestosa costruzione composta da quattro torri altissime, che rappresentano simbolicamente dei libri aperti, e un meraviglioso giardino nascosto all’interno della struttura.
Tappa obbligatoria a Venezia la Biblioteca nazionale Marciana dove sono conservati oltre 13.000 manoscritti e cimeli rari come il testamento di Marco Polo.
Affacciata sul Bryant Park, la Biblioteca di New York è uno degli angoli più suggestivi della metropoli. Un luogo affascinante anche dal punto di vista architettonico con le sue magnifiche sale tutte da ammirare.
Tornando in Italia, a Cesena c’è la Biblioteca Malatestiana, il primo esempio di biblioteca civica in Europa, inserita dall’UNESCO nel Registro della Mémoire du Monde per aver conservato intatti nei secoli struttura, arredi e patrimonio librario.
E concludiamo con la Biblioteca di Praga all’interno del Klementinum, il complesso architettonico fondato dai gesuiti. La sala barocca, con la sua fila di mappamondi antichi e i giochi prospettici del soffitto affrescato, si può osservare solo per poco da una porta delimitata da una barriera ma, per tanta bellezza, ne vale la pena.
* Nella foto grande la Biblioteca di New York.

Ci è piaciuto

Gli amanti dei libri forse lo conosceranno già, anche perché, tra i podcast a tema letterario, è sicuramente un veterano: Copertina di Matteo B. Bianchi è una certezza «per chi ama leggere e ha sempre bisogno di nuovi consigli». In ogni puntata, Bianchi condivide le sue letture in corso, intervista più ospiti (librai, traduttori, professionisti dell’editoria) che raccontano la propria storia e danno gli immancabili suggerimenti di lettura. C’è poi spazio per il consiglio di un autore celebre e, a volte, anche per quelli degli ascoltatori. Se siete lettori curiosi che non hanno paura di allungare inesorabilmente la propria wishlist, questo è il podcast giusto per voi. Un appuntamento fisso che regala spunti e suggerimenti sempre interessanti.

Il consiglio extra

La signora Morgerstern e il male di Marcel Huwyler (Emons Edizioni)
Un giovane autore svizzero apre una serie di thriller insoliti che parlano di una signora dall’apparenza mite, ex maestra elementare in pensione, che viene reclutata dai servizi segreti svizzeri per fare la sicaria. Grazie alla sua conoscenza delle erbe e dei veleni e alla sua capacità di osservazione, Violetta è in grado di uccidere simulando morti naturali o accidentali. La legge e la giustizia non sono la stessa cosa, i limiti qualche volta si spostano a livelli superiori e l’avventura si fa davvero avvincente e sorprendente. Complimenti all’autore per l’originalità della costruzione degli intrighi e della strumentazione di indagine e di morte.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
La storia dell’atleta ebrea che strinse la mano a Hitler: paure, sogni, emozioni dietro la maschera da scherma.

Indizio 2
Un’amicizia fortissima messa alla prova da un potere pericoloso: quanto sottile può essere il confine tra bene e male, giusto e sbagliato?

 

 

Pensieri di Casa Pelledoca

Alla ricerca del giallo perfetto: quante sfumature ha questo genere oggi?

di Luca Occhi

Sapete quante tonalità di colore giallo esistono? Almeno una quarantina. Le sfumature di questo genere letterario, che prende il nome dal colore della copertina della collana «Il Giallo Mondadori» pubblicata per la prima volta nel 1929, pur non essendo altrettanto numerose sono comunque molte. Vediamo alcune caratteristiche delle principali.

Abbiamo il Giallo Classico, in cui a un evento criminale, di solito un omicidio, corrisponde un’indagine per scoprirne l’autore. Il finale è sempre consolatorio poiché il colpevole è assicurato alla giustizia. Se a indagare sono però le forze dell’ordine, ci ritroveremo nel sottogenere del Giallo Poliziesco, mentre se è ambientato nei secoli passati avremo il Giallo Storico.

Nel Noir, invece, la risoluzione del crimine non è l’elemento fondamentale, bensì solo un pretesto per raccontare uno spaccato della società: di solito manca il finale consolatorio con conseguente cattura e punizione del colpevole. Il genere ha numerose varianti, quali il Noir Mediterraneo, quello Noir Nordico o il Noir Metropolitano: in questi casi la discriminante è data dall’ambientazione.

L’Hard Boiled è il genere in cui il crimine viene combattuto da un detective privato con metodi spesso non meno violenti o scorretti di quelli usati dal delinquente.

Gli elementi che caratterizzano il Thriller, invece, sono la suspense e la tensione creata ad arte. Si basa sulla soluzione di un enigma, sia esso un omicidio, un furto o un complotto internazionale. Nel finale si ha la resa dei conti tra il buono e il cattivo, nella quale il primo ha la meglio salvando la sua vita e quella di altre persone.

Bisogna però sempre tenere presente che, come accade per i colori sulla tavolozza di un pittore, i vari generi si mescolano spesso fra loro, dando origine a varianti inaspettate. E parlando di narrativa gialla non potevamo dimenticare una delle sue sfumature più importanti: quella del Giallo per Ragazzi, indirizzato ai giovani lettori. Avete presente i romanzi di Pelledoca editore?

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

A settembre, sugli scaffali, vi aspettano quattro nuovi romanzi Neroinchiostro.
Raffaella Romagnolo, autrice di Respira con me (Premio Strega ragazzi e ragazze 2020), torna con In fondo al buio, una storia ambientata durante la Seconda guerra mondiale, tra bombardamenti, leggi razziali e legami che salvano la vita.
Un altro ritorno nel catalogo Pelledoca è quello di David Moitet: dopo Rifugiato climatico 2722, pubblichiamo Doppia indagine per morte sospetta, un giallo dal ritmo avvincente come quello di un film in cui nulla è come sembra.
Sulle tracce della verità di Sergio Badino, invece, racconta quell’amicizia tra ragazzi che supera ogni distanza e si ravviva, più forte che mai, quando si tratta di indagare sulla morte di uno di loro.
A chiudere il cerchio, un romanzo scritto a quattro mani da Guido Quarzo e Anna Vivarelli, entrambi autori vincitori del Premio Andersen e del Premio Rodari alla carriera: in Uno scrigno a doppio segreto, ambientato nell’Italia fascista del 1935, Vittorio si trova coinvolto in un’avventura oscura, ricca di colpi di scena e misteri legati a un antico potere egizio.
Quattro storie che vi regaleranno emozioni da brivido.

È il caos. Come sciabole impazzite, fasci luminosi di fotoelettriche prendono a incrociarsi nella notte alla ricerca di velivoli nemici. Emanuele vede i finestroni oscurati pulsare di luce vasta, intermittente, e trattiene il fiato. La contraerea spara un primo colpo, un secondo, un terzo. Sopra la sua testa, il cielo esplode.
Raffaella Romagnolo

Parliamo di...

Buone notizie

TED è un’organizzazione no-profit dedicata alla missione Ideas Worth Spreading, ovvero idee da diffondere. Con questo spirito è stato creato TEDx, un programma di eventi locali e indipendenti che, tra video e speaker dal vivo, danno vita a discussioni profonde legate a diverse tematiche. Un modo per formare il pensiero critico e ampliare le proprie conoscenze.
In Italia c’è un fitto calendario di appuntamenti che vanno da nord a sud: tra questi, ad esempio, in programma a ottobre presso il Teatro Tirinnanzi di Legnano la prima edizione del TEDx Youth, un nuovo format a cui partecipano dieci speaker di età compresa tra i 16 e i 26 anni. Una bella occasione di confronto e scambio di idee tra giovani.
A questo link trovate il calendario completo dei prossimi TEDx italiani.

Ci è piaciuto

Se non l’avete già vista, vi consigliamo di recuperare la serie tv Eric, uscita qualche mese fa su Netflix.
Al centro della storia Vincent, interpretato da un eccezionale Benedict Cumberbatch, burattinaio alla ricerca di un’idea innovativa per salvare il suo show televisivo. Una mattina, all’improvviso, il dramma: lungo il percorso verso la scuola Edgar, il figlio di nove anni, scompare nel nulla. E in Vincent si scatena una nuova psicosi: comincia ad avere delle allucinazioni, vede ovunque Eric, il pupazzo disegnato dal figlio prima di scomparire.
Da qui la storia si trasforma in un percorso di redenzione di un padre psicologicamente fragile, costretto ad affrontare i propri demoni, il senso di colpa, il dolore. Una serie tv thriller ricca di colpi di scena, avvincente e davvero ben fatta. Da vedere.

Il consiglio extra

«Se sei un autore di libri per bambini, ti sentirai spesso chiedere se hai intenzione di scrivere un libro vero. Quello che intendono è: scriverai mai un libro per adulti?»
Dopo vent’anni di carriera e molti titoli di successo, tradotti in oltre trenta lingue, Mac Barnett è diventato un esperto nel fornire risposte a questa domanda: «i libri per bambini sono libri veri», «i bambini sono lettori ideali» le più ricorrenti. Risposte che, più di quanto vorremmo ammettere, ci siamo ritrovati a dare anche noi come editori: l’idea che la letteratura per l’infanzia sia di serie B è un pregiudizio contro il quale combattiamo quotidianamente. Eppure sarebbe giusto che gli adulti riflettessero con attenzione sulle proposte narrative rivolte ai bambini: se vogliamo che leggano storie di qualità, dobbiamo confezionare libri scritti per loro in cui ritrovino emozioni ed esperienze reali. E, soprattutto, dobbiamo lavorare per restituire dignità a questa letteratura spesso bistrattata e ai suoi giovani destinatari che meritano rispetto, qualità narrativa, cura tanto quanto gli adulti.
La porta segreta. Perché i libri per bambini sono una cosa serissima (Terre di Mezzo, 2024) è un viaggio appassionato, serissimo e ironico al tempo stesso. Una lettura che tutti dovrebbero fare.
Per approfondire: intervista all’autore, pubblicata sul sito della casa editrice.

Due chiacchiere con...

I SENTIERI DELLA PAURA

Intervista a Filippo Mittino

Filippo Mittino è psicologo e psicoterapeuta. Svolge attività clinica con bambini e adolescenti e attività di ricerca nell’ambito della psicologia applicata alla narrazione. Conduce laboratori di scrittura per emozioni con ragazzi e adulti. Tra i suoi ultimi lavori, Piccolo manuale per domatori di leoni. Comprendere l’adolescente che cresce (San Paolo, 2019), Scherzare col fuoco (con Antonio Ferrara, Einaudi Ragazzi, 2022) e Amore adolescente (BUR, 2022). Da anni collaboriamo con lui e ora, in occasione del traguardo dei 100 titoli in catalogo, pubblichiamo un suo saggio: Voci e ombre nel bosco. I sentieri della paura, in uscita il 18 settembre.
Ce ne parla qui in anteprima.

1- Da anni svolgi una serie di attività dedicate ai più giovani come, ad esempio, laboratori di scrittura per emozioni (vedi Scrivere per emozioni. Una guida per raccontarsi, Interlinea, 2023). Ci spieghi meglio in cosa consiste il tuo metodo narrativo?
Il metodo narrativo nasce dall’idea che la vita di ognuno di noi si struttura esattamente come le trame delle fiabe. Se ci pensate, ogni giorno ci svegliamo con degli obiettivi da raggiungere e sulla nostra strada possiamo trovare degli aiutanti oppure degli ostacoli, esattamene come capita al protagonista di ogni buon racconto. Per questo credo che l’uso della scrittura per emozioni, che favorisce l’emergere della nostra storia, permetta di fare un lavoro sulle trame profonde della nostra vita offrendo la possibilità di intravedere scenari futuri e quindi di trasformare alcune situazioni che possono apparire problematiche.

2- Hai definito la paura come «quell’emozione che mette a soqquadro la mente, che la sfida, che la scandaglia, che la fa sentire viva, un po’ come fa l’amore»: che posto occupa nella vita di bambini e ragazzi?
La paura ha un posto privilegiato nella vita di bambini e adolescenti perché è quel sentimento che da sempre segna le trame di crescita e che se affrontato determina un cambiamento. Se ci pensate la prima paura dei piccoli è quella per i volti estranei, significa che si stanno interrogando sulla possibilità o meno di affrontare il mondo oltre le pareti domestiche, se possono fidarsi a lasciare un porto sicuro per approdare a nuovi lidi. Negli adolescenti spesso emerge la paura di non sentirsi adeguati alle richieste che provengono dagli adulti, che tradotto significa chiedersi se si è pronti per progettare il futuro ed entrare a pieno titolo nel mondo dei grandi.

3- Di paure e letteratura si parla nel tuo saggio Voci e ombre nel bosco. I sentieri della paura, in libreria dal 18 settembre: puoi anticipare qualcosa alla community di INDIZI?
Il libro si propone di offrire una fotografia delle paure di bambini e adolescenti, dando a esse un’interpretazione per poter comprendere i significati che questa emozione veicola. In quest’ottica la letteratura diventa la lente attraverso la quale osservare la paura per conoscerla sempre più a fondo e per scoprire anche strumenti utili a fronteggiarla. Chiaramente non esistono libri a tema per affrontare un determinato problema, esistono delle buone storie capaci di intercettare le emozioni e i momenti di crescita di bambini e adolescenti e quindi capaci di essere buone compagne per il loro percorso evolutivo.

 

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
I primi due volumi di nuova serie per piccolissimi lettori con una coppia di investigatori adorabili.

Indizio 2
La storia di una bambina scomparsa che riporta in vita energie indomabili.

Indizio 3
Due misteri da risolvere per i detective della migliore agenzia investigativa di Parigi.

Indizio 4
Un grande scrittore del genere horror torna ragazzino per vivere un’avventura davvero inquietante.

 

 

 

Pensieri di Casa Pelledoca

Leggere per sentirsi in vacanza: meccanismi di evasione della lettura

di Annalisa Strada

In estate parte la girandola delle liste dei libri consigliati, ma senza le giuste avvertenze si rischia di allontanare lettori invece che attirarli.
Leggere in vacanza può essere un bellissimo modo per sentirsi davvero in vacanza perché si mettono in atto i meccanismi di evasione. Quando leggi sei, di fatto, in un altro posto. Un viaggio a poco prezzo, quando ne hai voglia, ogni volta che vuoi.
Puoi decidere tra:
un viaggio romantico
una trasferta avventurosa
un’escursione storica
la perlustrazione della mente di un altro
una staffetta poetica
un intervallo horror
un volo pindarico
una pausa fantasy
un’esplorazione fantascientifica
una settimana di estrosa fantasticheria
e molto, molto altro.
Anzi, non è necessario scegliere, perché si può fare tutto, persino nella stessa giornata.

Servono molte righe per descrivere l’esperienza semplice e intensa della lettura, che è più facile vivere che spiegare. Allora, se è tanto bella perché non tutti la fanno? Perché al collo dell’azione di leggere è stata attaccata la falsa pietra del “dovere” o la terrorizzante zavorra del “peso del pensiero”, sbrigative bugie diffuse da chi non ha mai trovato la felicità dentro la pagina e si rode di rancorosa ignoranza. Succede perché non tutti, probabilmente e purtroppo, hanno incontrato il libro che accende la scintilla. Rinunciare a cercare sarebbe come rinunciare all’amore perché il partner della prima superiore baciava male.
Insomma, fatevelo un regalo: partite insieme a un libro.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

L’estate in Casa Pelledoca si preannuncia caldissima: cinque nuovi titoli popolano gli scaffali delle librerie!

Per la collana Piccole Piume, sono usciti La Prova della Foresta di Roberto Piumini, una storia per diventare grandi, scritta da un autore dalla penna poetica; e Il fifologo. Missione anti paura di Elisa Mazzoli, un racconto di amicizia ironico e profondo che fa riflettere sulle paure dei più piccoli.
Per la collana Neroinchiostro, invece, tre romanzi ad alta tensione: La canzone che uccide di Gianluca Barbera, un’indagine che parte da una canzone misteriosa legata alla sparizione di alcuni giovani in tutta Europa; The next level di Carla Anzile, un mistery che ci catapulta nel mondo dei videogame, al confine tra virtuale e reale; e La Barabuia di Gabriele Nanni, un horror dalle atmosfere kinghiane che affonda le radici in vecchie storie popolari, mai del tutto dimenticate.

Paura, mistero, avventura, emozioni forti: c’è tutto quello che serve per vivere un’estate da brivido.

Ias cominciava ad avvertire qualcosa. Nell’aria c’era come un peso, un senso di oppressione. Avanzò verso il punto dove venne trovata Camilla, ma ogni passo gli costava una fatica immane. Si sentiva spossato, esausto, con il cuore accelerato e l’anima fredda, scollegata dal corpo, come se ci fossero due Ias sovrapposti, ma leggermente dissonanti. Fu allora che la sentì. Una cantilena, una piccola nenia lieve che sembrava provenire da tutte le direzioni, come se fosse stata parte dell’ambiente stesso.
Gabriele Nanni

Parliamo di...

Buone notizie

In Italia è arrivata la moda newyorkese dei party letterari, feste con decine di persone che si incontrano per leggere in compagnia, con intervalli di conversazione e senza l’uso di cellulare. Un invito alla disconnessione, almeno temporanea, dalla tecnologia a favore della socializzazione reale tra chi condivide la stessa passione per i libri.
Tema presente anche al Salone del Libro di Torino durante il quale abbiamo partecipato all’incontro Che fai stasera? Leggo. I party di lettura senza cellulari con Maura Gancitano, co-fondatrice di Tlon, una delle prime ad aver organizzato queste feste in Italia perché convinta che leggere insieme ad altre persone, in un ambiente rilassato, possa aiutare anche chi, dal 2020 in poi, ha dedicato sempre meno tempo ai libri. Si sa, la lettura è un’attività che richiede attenzione e fatica, ma allo stesso tempo «può essere uno straordinario antidoto per la società in cui viviamo.»

Ci è piaciuto

Siamo stati alla Biblioteca Braidense di Milano per vedere la mostra Baj. Libri in libertà, una corposa raccolta degli originalissimi libri d’artista di Enrico Baj, grande pittore e scultore milanese che durante tutta la sua attività si è mosso «tra anarchia e ‘Patafisica, antagonismo e surrealtà, gioco e impegno». Entrando nella sala Maria Teresa – meravigliosa! – si possono ammirare una serie di opere d’arte in cui Baj ha mescolato le tecniche di stampa classica come l’acquaforte, la serigrafia e il collage, fino alla costruzione di contenitori che diventano sculture che avvolgono il testo. Testimonianze della passione e della cura con cui l’artista realizzava questi volumi a tiratura limitata.
La mostra è visitabile fino al 6 luglio, ingresso libero senza prenotazione.

Il consiglio extra

La gazza di Elizabeth Day comincia come un romanzo d’amore, con una prospettiva giovane e fresca di Marisa che pianifica la sua vita futura in un quartiere di Londra ben frequentato. Una casa perfetta per lei che è una illustratrice di libri per bambini e per Jake, l’uomo ideale. Ma una gazza è venuta a ripararsi sotto la vetrata del soggiorno, è un brutto segnale! Marisa non lo vuole cogliere, la sua vita deve essere perfetta… ma la gazza scappa e porta sventure. La storia infatti vira improvvisamente e chiude noi lettori in una morsa a sorpresa. Arriva Kate. Condivide la casa con loro e a poco a poco si prende tutto lo spazio. Poi si prende anche tutto il resto.
Niente è come sembra in questa storia. I punti di vista dei tre protagonisti sono diversissimi e la sorpresa è assicurata. La Day, dopo il grande successo de Il party (Neri Pozza, 2019), non delude nemmeno questa volta attraversando i temi della maternità surrogata e delle relazioni disfunzionali con una scrittura perforante.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Una doppia indagine tra reale e paranormale.

Indizio 2
Due ragazzi in cerca della verità per rendere giustizia al loro amico di infanzia.

Indizio 3
Un’avventura tra le piramidi egiziane e il deserto dove è sepolto un antico potere.

Indizio 4
In fuga dalle bombe con il cuore in sospeso: i legami salvano la vita.

 

 

Pensieri di Casa Pelledoca

Sognare, desiderare, progettare. Un paradigma di crescita

di Lodovica Cima

Un percorso che spesso viene dimenticato e che invece è essenziale per formare la personalità di ciascuno: il diritto al sogno non è un di più di cui si può fare a meno. Sognare in grande, da piccoli, è importantissimo. I bambini hanno bisogno di sognare e più i sogni sono incredibili, meglio è.

Spaziare in un mondo dove tutto è possibile è utile ad allenarsi a immaginare, poi gradualmente il sogno si dimensiona sulla vita reale e diventa desiderio. È il segno che un passaggio verso la maturità è avvenuto. Si tratta però di un passaggio intermedio che permette appunto di desiderare: i desideri sono ritagliati sulle esigenze personali di chi desidera, possono essere irrealizzabili oppure anche realizzabili.

Esercitarsi a desiderare e dimensionare desideri sempre più realizzabili, porta poi al terzo passaggio, quello più maturo: la capacità di progettare. Progettare per raggiungere un obiettivo concreto.

I tre livelli sono importantissimi e vanno vissuti a pieno. La letteratura può avere una parte importante in questo passaggio. I piccoli possono immergersi in storie da sogno, strampalate e immaginifiche, che li portino a sognare in grande: gli autori nordici, in questo, sono dei maestri. Un nome per tutti Ulf Stark.
Da grandi, compaiono storie più verosimili in cui le avventure sono a misura di realtà e infine arrivano i romanzi di crescita in cui si prendono le misure con la vita e si impara, in sicurezza, a gestire un emozione, una relazione, un obiettivo da raggiungere.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

In Casa Pelledoca c’è grande trepidazione in questo periodo: nuovi progetti prendono forma, mentre si lavora al lancio dei titoli freschi freschi di stampa.
Nella collana NeroInchiostro due romanzi di qualità: uno segna il ritorno nel nostro catalogo di un’autrice di grande esperienza, l’altro porta con sé tutta l’energia di un giovanissimo esordiente. I ragazzi della Fossa di Cristina Brambilla è la storia di quattro ragazzini uniti da un unico obiettivo: trovare il tesoro lasciato in eredità da un nonno criminale. Frammenti di oscurità di Stefano Cornago è un romanzo sul dolore della perdita, i traumi che ti spezzano e il coraggio che serve per affrontarli, rimettendo insieme i cocci.

Nella collana Piccole Piume due storie meravigliosamente confezionate per piccoli lettori impavidi: Come un fantasma di Cristina Bellemo è un racconto avventuroso e tenero dedicato a tutti i bambini che, almeno una volta, si sono sentiti invisibili; Il misterioso furto in via del Rosmarino 31 di Enrico Marigonda è l’indagine di Rita Piperita e Margot, nipote e nonna appassionate di casi da risolvere.
Quattro storie da godersi, pagina dopo pagina.

Credo sia difficile confrontarsi con la morte, ma credo lo sia ancora di più farlo con la vita. Ci penso spesso da quando papà non c’è più, da quel giorno. Ci penso sempre. Credo che la mamma mi odi perché in realtà immagina quello che ho fatto. Credo che sappia che è stata colpa mia e che, per questo, voglia tenermi a distanza. Perché non vuole sapere. Io ho capito e non le dico nulla. Il mio compito è tenere i segreti, i miei pesanti, inquieti frammenti di oscurità.
Stefano Cornago

Parliamo di...

Buone notizie

Aperta nel 1984 nel quartiere Marais di Parigi, la Tour de Babel è una libreria dedicata non soltanto agli italiani, ma anche a tutti gli appassionati di lingua e cultura italiana. Prima della sua apertura, il pubblico francese conosceva solo alcuni nomi della nostra letteratura come Calvino, Sciascia e Pavese. Oggi invece lo scenario culturale si è ampliato con scrittori come De Luca, Pontiggia, Maraini e molti altri.
Se avete in programma di andare a Parigi, non potete non fare un giro tra gli scaffali di questa libreria, vero e proprio punto di riferimento per moltissimi lettori.

Ci è piaciuto

«La lingua serve per comunicare, ma non solo: racconta molto di ciò che siamo, ciò che pensiamo di essere e ciò che vorremmo essere. Racconta la nostra società, il nostro mondo, la nostra visione delle cose.»
Così Vera Gheno, sociolinguista, scrittrice e traduttrice, introduce Amare parole, il podcast del Post che conduce. Ogni domenica analizza un fatto di rilevanza linguistica a partire da notizie, avvenimenti, dichiarazioni. Fake news, neologismi, femminicidio, linguaggio giovanile sono solo alcuni dei temi affrontati nelle varie puntate. Un podcast che consigliamo a tutti quelli che, come noi, amano le parole e ciò che trasmettono. Da ascoltare.

Il consiglio extra

Chiara Valerio firma il suo primo romanzo per Sellerio. È il primo con Sellerio come editore perché, come scrive l’autrice, per raccontare quella che per lei è un’isola, serviva l’editore dell’Isola.
Subito ci sorprende per una struttura narrativa inedita, quella dell’indagine, del giallo. Si tratta di una storia nera in cui i personaggi si muovono sullo sfondo di una provincia che è quella di origine dell’autrice. La vicenda si svolge infatti a Scauri, dove Chiara è nata.
Il romanzo si apre con una morte inaspettata, quella di Vittoria ma la protagonista, Lea Russo, non si accontenta e decide così di indagare sulla sua morte, sulla sua vita, sul suo testamento.

Senza volerci soffermare sulla trama che è intensa e spinosa, sarebbe riduttivo considerare Chi dice e chi tace un giallo, anche se ne ha tutto l’aspetto. C’è tanto in questo romanzo: amori, emozioni, enigmi e verità, il passato e il presente, i meccanismi della società e il modo in cui vogliamo che gli altri ci vedano. Ci sono soprattutto le donne con le loro differenze e le difficoltà di essere tali in un mondo patriarcale, soprattutto se piccolo e chiuso e in questo senso Vittoria è l’emblema dell’emancipazione a tutto tondo.

Chiara Valerio ha ricordato come l’idea di questo testo sia nata in un periodo in cui si è ritrovata a riflettere sui personaggi femminili di Georges Simenon, bravissimo a creare figure di donne che restano impresse nella memoria. A volte inquietanti, a volte vittime di uomini terribili, sofferenti e bloccate in situazioni da cui non riescono a fuggire.
Così in Chi dice e chi tace è impossibile non affezionarsi alle donne della storia, ai loro misteri e alle loro personalità, diversissime, particolari e inquietanti.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Tribù e tradizione, avventure e sfide da affrontare: una storia per piccoli lettori coraggiosi.

Indizio 2
Alcuni ragazzi, dopo l’ascolto di una canzone inquietante, spariscono: sarà tutto collegato?

Indizio 3
Tre amici e una serie di invenzioni creative per sconfiggere la paura.

Indizio 4
Un gruppo di amici, una vecchia rimessa abbandonata e una creatura malvagia rimasta intrappolata lì da anni.

Indizio 5
Il mondo dei videogiochi e i pericoli sul web tra virtuale e reale.

Indizio 6
Un giallo che scava nel passato e in un vecchio crimine irrisolto: dove sarà nascosto il tesoro?

 

Pensieri di Casa Pelledoca

La tecnologia nei romanzi per ragazzi: i pro e i contro

di Alessandro Pasquinucci

Fino qualche anno fa, i thriller tecnologici ci proiettavano in mondi lontani, fantascientifici, dandoci l’impressione che si trattasse di qualcosa di distante dalla realtà. Con l’avvento dei social network, però, la percezione della tecnologia è cambiata e le più grandi innovazioni si sono trasferite nelle nostre mani tramite strumenti quotidiani ai quali siamo sempre connessi.

Questa mutazione si è specchiata anche nell’editoria, dove si è cominciato a parlare di Internet Novel: genere che ha trovato, ben presto, il proprio habitat naturale nella narrativa per ragazzi. Sono loro, infatti, i primi e i principali fruitori delle continue innovazioni del nostro tempo.
La tecnologia all’interno della storia può rappresentare sia una minaccia che un aiuto, a seconda di come viene utilizzata. Gli spunti narrativi che ci offre, infatti, sono molteplici. Basti pensare alle potenzialità (e ai rischi) dell’Intelligenza Artificiale, così come alla Domotica, alla Realtà Virtuale e Aumentata o alle applicazioni tecnologiche nei più svariati campi d’utilizzo. Questo ha senza dubbio reso possibile sviluppare trame sempre più originali ma verosimili, rendendo contemporanei intrecci e situazioni che molto spesso si rifanno ai topos di genere, adattati però alle necessità di un pubblico in continua evoluzione.

Ma attenzione!
Se da una parte il racconto della tecnologia può affascinare e avvicinare i ragazzi alla lettura, dall’altra ha il compito di mostrarne, a pari misura, potenzialità e rischi (senza mai demonizzarla a prescindere) diventando così uno strumento utile a creare una maggiore consapevolezza nel suo utilizzo da parte di tutti.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

Un thriller tecnologico, un racconto sul dolore della perdita e una storia costruita come un vero e proprio dossier investigativo: inauguriamo il nostro 2024 con tre romanzi NeroInchiostro scritti da due autori e un’autrice che fanno già parte della famiglia Pelledoca.
Con Alive Alessandro Pasquinucci ci aveva portato nel mondo della tecnologia e lo stesso fa con The Screen. Impresso nei miei occhi, ma da un altro punto di vista. Questa volta siamo dietro lo schermo, insieme a Sara che inizia a lavorare come moderatrice per un’agenzia digitale. Il suo compito? Filtrare i contenuti pericolosi sui social network… finché non si imbatte nel video di una ragazza in difficoltà che riapre vecchie ferite mai del tutto rimarginate.
Dopo Il ponte dei cani suicidi, Daniele Nicastro torna con una storia forte che rievoca il disastro ambientale avvenuto in Giappone nel 2011, quando un’onda anomala spazzò via tutto, infrangendo vite e spezzando legami famigliari. Spiriti dello tsunami è il racconto di Andrea, Yoko, Marco, Midori che devono fare i conti con ciò che resta: come affrontare (e superare) questo dolore?
Infine Chiara Cacco, autrice dell’illustrato L’emporio della paura, ha confezionato un romanzo che ruota attorno alla scomparsa di Elisa, una ragazza diversa dagli altri, invisibile per molti. Tra chat, verbali, interrogatori e lettere, Il caso Elisa P. parla di bullismo, del pregiudizio e, soprattutto, di coraggio: il coraggio di essere se stessi.
Tre storie ad alta tensione in perfetto stile Pelledoca!

Che strano il mondo. Quando era qui, nessuno badava a Elisa. Ora che non c’è più, invece, tutti, ma proprio tutti, vogliono dire la propria su di lei. Elisa è grassa. Elisa è depressa. Elisa è una emo. Elisa doveva essere aiutata. Elisa è morta. Elisa è scappata. Elisa è una vittima. Elisa è stata abbandonata dalla madre. Elisa fa pena. Elisa non aveva amici. Elisa legge cose strane. Elisa è una solitaria. Elisa di qua, Elisa di là. Come se l’avessero conosciuta per davvero.
Chiara Cacco

Parliamo di...

Buone notizie

Durante la fiera «Più libri più liberi» 2023, abbiamo partecipato all’evento «La copertina perfetta: l’arte di sedurre i lettori» in cui è stato presentato il primo numero della rivista TABLOID. Proprio alle copertine, noi di Pelledoca dedichiamo tempo, attenzione e cura: proponiamo sia collane con titoli dalle cover uniche, che viaggiano da sole, sia collane con libri dalla grafica ben identificabile in cui c’è un fil rouge immediatamente riconoscibile.
Un incontro interessante che si inserisce in un dibattito più ampio su tendenze, materiali e tecnologie disponibili. Dibattito che probabilmente continuerà sui numeri successivi della rivista.

Ci è piaciuto

«Non ci sono regole in pittura (…) l’obbligo servile di far studiare o seguire a tutti la stessa strada è un grande impedimento per i giovani che professano quest’arte difficilissima, che più di ogni altra si avvicina al divino.»
Di recente siamo stati a Milano, a Palazzo Reale per visitare la mostra «Goya. La ribellione della ragione», dedicata a un artista che sperimentò una rivoluzione della pittura in sintonia con l’epoca turbolenta in cui visse. Un cambiamento che espresse attraverso le immagini, rompendo con le regole e l’imitazione dei modelli.
Stanza dopo stanza, abbiamo apprezzato l’evoluzione del suo percorso artistico, soffermandoci su alcune incisioni – tra cui la celebre Il sonno della ragione genera mostri – particolarmente inquietanti: scene, situazioni e allegorie dai toni onirici, irrazionali, cupi, di grande impatto emotivo per chi osserva. Vi consigliamo di non perdervi questa occasione. La mostra dura fino al 3 marzo 2024: info e prenotazioni su palazzorealemilano.it.

Il consiglio extra

«Hai letto La casa delle tenebre di Jo Nesbø
«L’ho preso, ma vista la copertina e lette le prime pagine, l’ho dato a mio figlio. Se devo leggere King leggo King…»
«Ma no, dovevi andare avanti ancora un po’!»

Potrebbe iniziare così la nostra recensione: con un dialogo tra due amici cinquantenni con figli di sedici anni. Come tanti, abbiamo letto parecchi libri di Stephen King, soprattutto da ragazzi. È l’autore che allora ci teneva più magicamente incollati alle storie. Nesbø, invece, è stato un amore più adulto con il suo Harry Hole che penetra sotto la pelle… (Forse, se esiste Pelledoca, è almeno un po’ anche grazie al fatto che esistono King e Nesbø).
Ora, l’idea di Nesbø che “imita” King è un po’ sacrilega. Così, quando qualche mese fa è uscito La casa delle tenebre per Einaudi, abbiamo pensato subito “meglio di no”. Ma fortunatamente siamo andati avanti con la lettura perché è il primo horror di Jo Nesbø solo fino a un certo punto. Solo in un certo senso. È scritto bene. È un esercizio di stile, di stili, ma non fine a se stesso. Le atmosfere evolvono nel corso del romanzo. E, a condizione che lo si legga tutto, va letto!

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Cosa fare se resti solo, tra la folla, e nessuno sembra accorgersi di te?

Indizio 2
Un’indagine che percorre… tutti i piani di un condominio!

Indizio 3
Quattro ragazzi, un nonno criminale e una caccia al tesoro contro il tempo.

Indizio 4
Una storia sul senso di colpa, sui traumi che ci segnano e sui frammenti delle nostre anime.

 

Pensieri di Casa Pelledoca

La frequentazione dei classici

di Lodovica Cima

Certo che i classici hanno ancora molto da offrirci, altrimenti non sarebbero classici! Ma per frequentarli è bene avere alcune avvertenze.
Tornare a leggere i classici è un obiettivo per lettori forti. I ragazzi che sono allenati alla lettura possono arrivare ad apprezzarli anche se non hanno la conformazione narrativa della letteratura di oggi. In che cosa differiscono? L’elemento che fa la differenza per le nuove generazioni è il ritmo e la gestione delle azioni della storia. Sarebbe meraviglioso un lavoro in classe di confronto tra il ritmo e le strutture dei plot di un classico ottocentesco e un bestseller contemporaneo. Ecco perché Charles Dickens o Edgar Allan Poe o infiniti altri sono un punto d’arrivo e non un punto di partenza nei progetti di lettura.
Un romanzo come Grandi Speranze di Dickens è intramontabile, emozionante e veramente bellissimo da proporre in questi tempi in cui i ragazzi hanno paura di proiettarsi nel futuro, di fare progetti che non siano nell’immediato. Per affrontarne la lettura, però, bisogna essere attrezzati. Allenati come campioni sportivi per immergersi in quelle trecento e passa pagine e trarne il massimo vantaggio estetico letterario, emozionale e infine cognitivo. L’allenamento alla lettura si fa con la letteratura contemporanea e i linguaggi narrativi moderni. Quando poi il lettore ha acquisito l’abitudine di stare tra le pagine, di resistere alle distrazioni e di leggere sempre più “naturalmente”, allora ecco che anche una pagina lenta, ma che presenta una coloratissima descrizione da pittore impressionista (come potrebbe essere una di Henry James) verrebbe apprezzata nel profondo. Siamo ancora indietro con l’allenamento alla lettura e non vogliamo rinunciare a qualche classico? Il trucco che suggerisco è di cominciare con un genere avventuroso che coinvolgerà di più: Robert Louis Stevenson, Emilio Salgari e, perché no, Daniel Defoe!

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

«Perfetto, eccellente, tale da poter servire come modello di un genere, di un gusto, di una maniera artistica»: questa è la definizione letteraria di classico presente nell’Enciclopedia Treccani. E proprio ai classici rimandano le tre novità della collana OcchiAperti. Ne Lo spettro del tunnel Paolo d’Altan racconta per immagini un’inquietante storia di fantasmi, scritta da Dickens; con Il cuore in guerra Sara Magnoli propone una riscrittura in chiave contemporanea del Fermo e Lucia manzoniano, un libro che ha ancora molto da dirci; Lorenzo Piccolo, invece, ha confezionato un racconto magico, ispirato direttamente alle fiabe classiche, intitolato La principessa senza pelle. Tre illustrati imperdibili, frutto di un importante lavoro di ricerca, collaborazioni con artisti di talento e grande cura dei dettagli.
In libreria dall’8 novembre insieme a Susan Duckling e il caso del gioiello rubato e Susan Duckling e il caso della farfalla scomparsa, i due nuovi episodi della serie scritta da Maddalena Schiavo, pubblicata nella collana Piccole Piume, dedicata alla giovane detective con la passione per i misteri. Intuito e metodo investigativo con un pizzico di ironia sono il giusto mix per coinvolgere i lettori dai 6 anni in su.

«Che cosa significa lo spettro?» Non ero certo, gli risposi, di aver capito bene. «Contro cosa ci mette in guardia?» continuò lui, con gli occhi fissi sul fuoco, e solo a tratti li rivolgeva a me. «Qual è il pericolo? Dov’è il pericolo? C’è un pericolo che sovrasta da qualche parte sulla ferrovia. Qualche terribile catastrofe accadrà. Non c’è da dubitarne.»
Charles Dickens

Parliamo di...

Buone notizie

«Siamo ostinati nel voler far vivere la lettura senza sbarramenti. Crediamo che la ricerca e l’accesso al sapere siano le fondamenta della libertà intellettuale e di espressione. Ci impegniamo a favorire la creazione di legami all’interno e all’esterno del quartiere. Vediamo la città di Milano ed il sapere come un bene comune e vogliamo che tutti possano goderne.»
È questo il manifesto della Biblioteca Ostinata, inaugurata nel febbraio 2023, con sede in un edificio storico del quartiere Missori in via Osti 6. Ci siamo stati qualche giorno fa e ne siamo rimasti colpiti: uno spazio caldo e luminoso, pieno di libri. Un luogo aperto a tutti che vuole porsi come nuovo punto di riferimento per i cittadini, soprattutto giovani e anziani, offrendo la possibilità di prendere volumi in prestito, leggere, studiare, stare bene.

 

Ci è piaciuto

Il Natale si avvicina… e quale momento migliore per girare fra mercatini e librerie? Da nord a sud, vi consigliamo le tappe imperdibili per appassionati lettori in cerca di regali speciali, vere chicche, edizioni rare, libri da collezione.
A Milano, senza dubbio il mercatino “Vecchi libri in piazza”, proposto ogni seconda domenica del mese in zona Duomo, e il negozio Di Mano in Mano in viale Espinasse 99. Se passate da Firenze, fermatevi in Piazza Beccaria alla bancarella “Secondo Tempo” che propone di tutto, dagli storici Gialli Mondadori ai testi di fantascienza della collana Urania. E poi fate un salto alla libreria Monteloro di Giuseppe Giannella, fornitissima di fumetti da collezione, ma non solo. Infine, se siete a Napoli, non perdetevi il mercato di Porta Alba, lo storico quartiere delle librerie, recentemente tornato alla ribalta grazie alla serie tv de L’amica geniale. Potete poi continuare lo shopping letterario alla libreria Berisio, ritrovo perfetto per fare acquisti vantaggiosi e sorseggiare un buon calice di vino, ascoltando bella musica.

Di Mano in Mano - Milano
Libreria Monteloro - Firenze
Libreria Berisio - Napoli

Due chiacchiere con...

ITALO, MON AMOUR

Intervista a Veronica Giuffré

Veronica Giuffré, creator digitale, conosciuta sul web come @icalzinispaiati, lavora nel mondo dei libri da diversi anni. È head of content di Studio Dispari (responsabile della comunicazione social di Bompiani), scrive per testate giornalistiche, si prende cura del nostro profilo Instagram e ha una grande, grandissima, passione per Italo Calvino.
In occasione del centenario della nascita dello scrittore, in esclusiva per voi lettori di INDIZI, l’abbiamo intervistata.

1- Calvino è stato uno scrittore versatile che ha sperimentato diverse tipologie narrative: romanzi, racconti, saggi, con una predisposizione naturale alla brevità. Tu quale Calvino preferisci? Com’è nato questo amore letterario?
Se c’è una ragione su tutte per cui sono grata a Italo Calvino, è che devo a lui l’essere diventata una lettrice. Il nostro primo incontro sembra inventato, ma è andata davvero così: avevo sedici anni e un mio caro amico, che aveva l’abitudine di leggermi le storie della buonanotte al telefono, una sera mi ha letto Il gorilla albino, dalla raccolta Palomar. Appena l’ho ascoltato, ho capito che era stato scritto apposta per me. Da allora non ho più smesso di amare i suoi racconti e di leggerli, anche per gli altri.

2- Oltre a essere uno degli scrittori più noti del Novecento, Calvino ha lavorato per moltissimi anni nella casa editrice Einaudi. In un’intervista del 1979 confessò: «Il massimo del tempo della mia vita l’ho dedicato ai libri degli altri, non ai miei». Ci puoi svelare qualche curiosità sul Calvino editor?
I ritratti di Italo Calvino in casa editrice che preferisco sono quelli di chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui (Giulio Bollati, Ernesto Ferrero, Natalia Ginzburg). Mi sembra di vederlo, seduto alla sua scrivania, nelle parole di Guido Davico Bonino: «Amava la pagina come una costruzione dell’architettura coerente e organica e dalla materia straordinariamente duttile e leggera. Misuratissimo negli avverbi (“togli tutti quegli affari in ‘ente’”), prediligeva l’aggettivo nitido (ma non amava se ne facesse abuso: pochi e traslucidi), e lavorava di bulino soprattutto sui verbi. Per un verbo esaustivo, che lo appagasse con la pregnanza della sua carica semantica, era capace di alzare il capo dalla scrivania, abbandonarlo all’indietro e lasciar trasparire dal volto un’infantile sazietà. Era il momento del “Lo abbiamo trovato”.»

3- Alcuni suoi titoli, come Il barone rampante e Il sentiero dei nidi di ragno, considerati ormai dei classici, sono proposti spesso dagli insegnanti ai propri studenti. Qual era il rapporto di Calvino con i suoi lettori più giovani?
Una cosa che mi colpisce di Italo Calvino – e che contraddice il luogo comune che lo vuole appollaiato su una nuvola – è la cura con cui si dedica ai suoi lettori anche da corrispondente, come testimoniano l’epistolario e il suo condensato I libri degli altri. Ho nel cuore la lettera che scrive nel 1964 in risposta a Renato e i suoi compagni della seconda media, che preferiscono leggere Il barone rampante anziché I Promessi Sposi: «Guardate però che Alessandro Manzoni, oltre a essere un autore molto più serio di me, ha scritto un libro che è bene non lasciar perdere: più lo si legge da ragazzi più farà compagnia per tutta la vita. Il barone rampante mah! non sappiamo ancora quanto resisterà.» Oggi possiamo riconoscergli di aver superato la prova del tempo.

4- Quale libro di Calvino consiglieresti ai lettori che amano le storie da Pelledoca?
Se penso ai lettori intrepidi di Pelledoca, mi vengono in mente alcune tra le mie pagine preferite di Italo Calvino: Giovannin senza paura e tutte le altre Fiabe italiane; le avventure di Pin lungo Il sentiero dei nidi di ragno; o ancora un’immersione da perdere la bussola tra Le città invisibili, Le Cosmicomiche e Se una notte d’inverno un viaggiatore.

 

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Come sopravvivere a uno tsunami che distrugge famiglie e spezza rapporti?

Indizio 2
La storia di una ragazza scomparsa, ricostruita come un vero e proprio dossier investigativo.

Indizio 3
Il lato oscuro del web e dei social network: quali pericoli si celano dietro lo schermo?

 

 

 

Pensieri di Casa Pelledoca

Un classico che ha ancora molto da dire

di Sara Magnoli

I promessi sposi: o li ami o li detesti. Complici le spesso noiose lezioni scolastiche che accompagnano la lettura del romanzo. Alessandro Manzoni è morto centocinquanta anni fa, per quaranta ha lavorato a quello che è l’editing più lungo della storia della letteratura, partendo dal manoscritto Fermo e Lucia – terminato il 17 settembre del 1823 – poi diventato I promessi sposi.

Due secoli fanno di uno scrittore un classico, ma forse Manzoni dovrebbe essere presentato come uno scrittore contemporaneo. O almeno moderno. E I promessi sposi, anche nelle versioni precedenti, un romanzo dei giorni nostri. Quasi un film, con le sue inquadrature che cambiano, i punti di vista e i comportamenti dei vari personaggi che si susseguono, le descrizioni dei paesaggi da riprese ampie. E il narratore onnipresente che, nel bene e nel male, ricorda quel Grande Fratello rappresentato dai social.
Don Rodrigo, stalker ante litteram; Renzo, giovane che lascia luoghi conosciuti e cresce affrontando la città, un po’ come i ragazzi di oggi, pronti ad aprirsi a mondi nuovi; Gertrude, sottomessa a uomini che, con lei, commettono femminicidi dell’anima.

Una storia con situazioni ora comiche ora drammatiche che ricordano tanti momenti della vita. Tutt’altro che un romanzo da mettere in soffitta, piuttosto un banchetto dove si può assaggiare di tutto.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

A settembre si riparte e noi torniamo in libreria: tra gli scaffali troverete due nuovi titoli della collana Piccole Piume. Per prepararsi alla notte più spaventosa dell’anno, Erika Torre ci regala Giù la maschera, una storia da brivido con quel pizzico di ironia che conquista grandi e piccini: Camilla e George devono scovare il ladro che ha rubato un preziosissimo gioiello, barcamenandosi tra zucche ghignanti e individui sospetti. Matteo Grimaldi, invece, ha confezionato un racconto avventuroso, contraddistinto da una scrittura fluida ed empatica. In Tutta colpa del buio Fred e i suoi amici sono determinati a scoprire chi sia l’uomo del mistero che si è trasferito nel loro quartiere.

Tra poco meno di un mese, anche la collana NeroInchiostro si arricchisce. Dopo Senza una buona ragione, vincitore del «Premio Andersen» 2021, Benedetta Bonfiglioli torna con Dove abitano i mostri, un romanzo altrettanto potente nel quale ritroviamo Bianca di fronte a un bivio: vendetta o perdono?
Emma e i fantini detective di Laura Orsolini racconta una storia di amicizia, solidarietà e amore per gli animali. Un amore tanto grande da aiutare una ragazzina in difficoltà a ritrovare le parole e quel che aveva perso.
Ombre sulla neve di Serenella Quarello, un giallo da serie tv che ci ricorda come spesso i mostri – quelli veri – si celino dietro chi non ti aspetti.

Insegnami a non avere paura, a far splendere l’estate anche a dicembre, sii casa cui io possa tornare, mi basta vederti sorridere per ritrovare la mia strada tra mille strade confuse, e quando sembra impossibile volare ancora, diciamoci che è solo metà della storia, perché i mostri si possono vincere, fammi vedere come si fa tu che sei forte e ce l’hai fatta.
Benedetta Bonfiglioli

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Buone notizie

La Libreria del Palazzo delle Esposizioni a Roma, progettata e realizzata dall’architetto Firouz Galdo, si articola su un’area complessiva di circa 450 metri quadri di ambiente d’avanguardia.
All’interno, una selezione di pubblicazioni d’arte, architettura, design; un settore interamente dedicato all’editoria per bambini e ragazzi; i cataloghi delle mostre presenti e passate. Tra quelle in programma, vi segnaliamo «Don McCullin a Roma», prima grande retrospettiva romana del fotografo britannico di fama internazionale, uno dei riferimenti più iconici della fotografia del XX e XXI secolo.
La mostra verrà inaugurata il 10 ottobre 2023. Per maggiori informazioni, visitare il sito palazzoesposizioni.it.

Ci è piaciuto

«Non importa chi fosse una persona nella vita reale, la morte livella tutto».
Se siete appassionati di crime come noi, vi consigliamo di recuperare Black Bird, la miniserie televisiva statunitense definita “sorprendentemente coinvolgente” dal «New York Times». Tratta dall’autobiografia In with the Devil: a Fallen Hero, a Serial Killer, and a Dangerous Bargain for Redemption di James Keene, racconta la storia di quest’uomo, spacciatore carismatico e intelligente, al quale l’FBI offre una riduzione di pena: per ottenerla dovrà avvicinare e far confessare Larry Hall, già in carcere per l’omicidio di una giovane ragazza. La polizia è convinta che sia un pericoloso serial killer, responsabile dell’uccisione di almeno altre 13 vittime, ma mancano la prove.
Una serie avvincente, acclamata da pubblico e critica, soprattutto per le interpretazioni di Taron Egerton e Paul Walter Hauser, vincitore del Golden Globe 2023 come «Miglior attore non protagonista». Da vedere!

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Un’inquietante storia di fantasmi tra luci e ombre.

Indizio 2
Due innamorati minacciati da un ragazzo senza scrupoli.
Forse questo matrimonio non s’ha da fare…

Indizio 3
Dalla Tate Gallery di Londra scompare una scultura importante: chi sarà il colpevole?

Indizio 4
Tre personaggi femminili, tre storie innestate tra i rami di una foresta magica.

Indizio 5
Un tea party, ospiti illustri e un nuovo mistero da risolvere.

 

 

Pensieri di Casa Pelledoca

Al di là del cliché del giallo

di Valentina Russello

Ho sempre amato il concetto di soglia perché, quando sei davanti a un passaggio, puoi decidere quale azione compiere. Se sei coraggioso, puoi oltrepassarlo e trovarti così a osservare la realtà da un nuovo punto di vista.

La copertina di un libro è come una soglia: le parole della storia diventano immagine e ti invitano a far parte di essa, raccontandoti quel poco che basta per istaurare un contatto e far scaturire il desiderio di conoscerla sino alla fine. E se i libri di cui stiamo parlando sono libri gialli, la loro copertina deve arricchirsi di un dettaglio in più: autore e lettore dovranno risolvere insieme un enigma attraverso un’esperienza immersiva e interattiva. La copertina non solo racconta l’atmosfera della storia, ma invita alla partecipazione: lascia intravedere dei percorsi, mentre la risoluzione del caso avverrà pagina dopo pagina, durante la lettura.

Progettare cover per Pelledoca editore, quindi, per me è sempre una nuova sfida: restituire lo spirito della storia, visualizzarne il fulcro senza svelarne i misteri diventa fondamentale, ma lo è anche suggerire una tensione emotiva, tipica dei libri gialli e thrilling. Per questo motivo, disegniamo il lettering dei titoli e scegliamo i dettagli di ogni illustrazione e della composizione nello spazio con la stessa cura con cui viene costruito il personaggio di un romanzo.
Percorriamo strade inusuali e non battute augurandoci che il lettore decida di varcare la soglia, pronto a immergersi nelle parole e a risolvere, ogni volta, un nuovo enigma.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

Nella collana Neroinchiostro pubblichiamo storie che pongono i lettori di fronte alla paura: i ragazzi si immergono nel buio ma, pagina dopo pagina, trovano il coraggio di affrontare ciò che li spaventa, diventando più forti e consapevoli. Come persone e come lettori.
Tra pochissimi giorni, la collana si arricchirà con due nuovi titoli: Il mistero del cadavere senza testa di Luca Occhi e Cinque giorni di Lucia Giustini.
Il primo è un classico giallo d’indagine che ci ha incuriosito sin da subito per la trama: uno dei personaggi principali è l’ispettore Lestrade, fuggito da Londra in seguito alla scomparsa di Sherlock Holmes. Scomparsa che rimanda a una vicenda reale: a un certo punto, Arthur Conan Doyle decise di liberarsi della propria creatura, facendo morire Sherlock nel racconto L’ultima avventura, durante un duello con il malvagio professor Moriarty (salvo poi farlo tornare in vita, pochi anni dopo, su richiesta dei lettori indignati).
Il secondo, invece, ci ha colpiti per la struttura originale… al contrario! La storia viene narrata dal punto di vista di due gemelli: Giacomo racconta ciò che accade dal venerdì al lunedì, mentre Gemma procede a ritroso dal lunedì al venerdì. La seconda parte, quindi, soddisfa tutte le domande sorte leggendo la prima, in un particolare meccanismo narrativo a incastro.
Due proposte diverse che promettono grandi emozioni ai lettori!

«Alla luce fioca di qualche moccolo, il buio pare cosa viva. Striscia, sibila attraverso gli spifferi, si gonfia, avviluppa, nel tentativo di soffocare ogni cosa tra le proprie spire. E fa freddo. Troppo, per essere ai primi di ottobre. Un gelo che ti entra dal naso, dalle orecchie, dalla bocca, e ti ghiaccia le ossa, facendoti battere i denti, pure se non vorresti. Inutile provare a resistergli. Per questo se ne stanno gli uni addossati agli altri, rannicchiati su pagliericci di fortuna, avvolti in vecchie coperte luride e polverose. A spremere da quella vicinanza un po’ di calore, nel tentativo di raggiungere, nel sonno, una breve tregua con la vita.»
Luca Occhi

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Buone notizie

Qualche giorno fa, siamo stati all’Armani/Silos di Milano per visitare la mostra Guy Bourdin: storyteller, un omaggio al fotografo francese, capace di racchiudere interi romanzi, preferibilmente gialli o noir, in un singolo scatto. Tra le opere esposte, ci ha particolarmente colpito la selezione di fotografie di campagne pubblicitarie che riportano alla fascinazione per il cinema di Alfred Hitchcock, mostrando quelle che sembrano scene del crimine o inseguimenti della polizia. Immagini potenti che trasmettono senso di inquietudine e stupore.
La mostra dura fino al 31 agosto 2023. Per maggiori informazioni, visitare il sito armanisilos.com.

 

Ci è piaciuto

«Mi interessa molto la psicologia dell’assassino, e anche i due poli opposti, le pulsioni del bene e del male, costrizione e distruzione. Come una piccola deviazione possa tramutare l’uno nell’altro, e tutta la potenza di una mente possa essere deviata verso l’omicidio o la distruzione. È tremendamente affascinante!».
Questo è solo uno dei tanti passaggi che abbiamo sottolineato durante la lettura di Diari e taccuini. 1941-1995 (La nave di Teseo), volume che raggruppa testi preziosi di Patricia Highsmith, ritrovati in un cassetto dall’editor Anna von Planta, solo dopo la morte della scrittrice statunitense. Abbiamo poi letto Come si scrive un giallo. Teoria e pratiche della suspense (minimum fax), un vero e proprio vademecum del thriller, imprescindibile per gli amanti del genere. E, per concludere, abbiamo (ri)visto Il talento di Mr. Ripley, film con Matt Damon, Gwyneth Paltrow e Jude Law, liberamente tratto dall’omonimo romanzo della Highsmith.
Se non conoscete questa autrice, considerata la regina del mistery, vi consigliamo di recuperare le sue opere e di immergervi nel suo mondo, ne rimarrete affascinati.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Avventura in maschera, durante la notte più spaventosa dell’anno.

Indizio 2
Cosa si nasconde nell’oscurità? Quanto fa paura l’ignoto?

Indizio 3
Una storia intensa che parla dei mostri dentro e fuori di noi.

Indizio 4
Un gruppo di amici, amanti degli animali, indaga per sventare un losco traffico internazionale.

Indizio 5
La ricerca di un’amica scomparsa porta alla luce terribili segreti, sepolti sotto la neve.

 

 

Pensieri di Casa Pelledoca

Anatomia di un autore per bambini

di Lodovica Cima

Come identificare un buon autore per bambini e ragazzi?
Non esistono regole matematiche, ma possiamo cercare nei suoi libri alcuni indicatori utili:
empatia, la capacità di stabilire con il lettore un contatto emozionale che lo terrà incollato alla pagina;
sensibilità verso l’infanzia in tutte le sue dimensioni: stupore, curiosità, senso del magico, tenerezza, logica e umorismo. Dimensioni diverse da quelle adulte che bisogna conoscere e frequentare per poterci scrivere;
senso del gioco e del mondo in cui tutto è possibile: anche nelle storie quotidiane, deve essere percepibile la sensazione che tutto può succedere;
predisposizione al viaggio che sia fantastico, piccolo, appena dietro casa o grande e avventuroso;
capacità di scrittura concreta: nei giovanissimi lettori il pensiero astratto è in formazione, quindi è necessario saper concretizzare i concetti con il giusto equilibrio;
propensione alla semplicità, che non è banalizzazione, ma è davvero capacità di sintesi, e all’ascolto dei bambini, dei loro gusti, delle loro abitudini, del loro linguaggio, del loro umorismo, così diverso dal nostro, e del loro pensiero maledettamente filosofico.
Susanna Tamaro, una scrittrice italiana di successo, una delle prime, nel nostro paese, che ha scritto per grandi e per piccoli senza vergognarsi e senza paura di essere giudicata di serie B, ha detto: «Scrivere per bambini è come scrivere in una lingua straniera». Ci vuole determinazione, grandissima umiltà e desiderio di mettersi in gioco, al servizio di questo lettore speciale.

Cosa c'è di nuovo?

In libreria

Tra le novità di questo mese, arrivano due storie di Piccole Piume, la collana di narrativa per bambini tra i 7 e i 9 anni: Il mistero dei cani che sognano di Alice Keller e L’isola dei corvi di Sara Marconi. Sono storie che abbiamo cercato noi, non ci sono arrivate già confezionate. Abbiamo scelto queste autrici perché hanno due voci molto personali che ci piacciono tantissimo.
Alice è poetica anche quando scrive una storia di mistero. Le sue parole potrebbero essere cantate!
Sara è ironica, sottile, a volte appuntita. Le sue parole non ti lasciano in pace, devi per forza continuare a leggerle!
Nella collana Piccole Piume ci sono tanti tesori, selezionati con attenzione per offrire ai bambini storie ben fatte che restano dentro di loro come modelli di linguaggio. Questa è la nostra speranza e la nostra ambizione.
A questi titoli, si aggiungono due romanzi Neroinchiostro che non hanno bisogno di presentazioni: La fuga di Pat è firmato da Roberto Piumini, un gigante della letteratura per ragazzi; e Brucia la strega di Teo Benedetti raccoglie il successo di Lunamadre per raccontarci la storia incandescente di Maria che ha appena scoperto il suo dono.

«Noi abbiamo ricevuto» il coro continuò cantilenando, «un dono che non volevamo. Abbiamo provato a farlo nostro, controllarlo, usarlo per il bene. Ma non ci siamo riuscite.» I corpi ora si dimenavano come tanti lampadari scossi dal vento, mentre i rami degli alberi schioccavano. «Sorgi, sorella. Sorgi assieme a noi!» ordinò la strega. «È inutile resistere al buio! Fatti colmare dal suo abbraccio.»
Teo Benedetti

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Buone notizie

Qualche giorno fa, siamo andati a visitare la mostra Un filo d’oro (1900-1938).
Tra le magnifiche sale della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, abbiamo ammirato la collezione di libri, leporelli e cartoline viennesi per bambini, appartenuti all’architetto Otto Prutscher, e donati dalla nipote Beba Restelli, allieva diretta e poi collaboratrice di Bruno Munari, nonché socio fondatore dell’omonima associazione.
Agli appassionati di editoria – e non solo – consigliamo di non perdere questa mostra che dura fino al 15 aprile 2023.
L’ingresso è libero senza prenotazione.

 

Ci è piaciuto

Avete mai desiderato entrare nella tana del Bianconiglio? Noi siamo state al Rabbit Hole, coloratissimo locale a tema Alice nel Paese delle Meraviglie, a due passi dal Duomo. Una vera chicca da scoprire: poltrone in velluto, fiori e libri ovunque, oggetti d’antiquariato, tazze, teiere, grandi cappelli che pendono dal soffitto. Per raggiungere il piano inferiore, siamo scese da una scala ripida, osservando stupite le pareti ricoperte da disegni originali del romanzo, locandine e e dipinti. Impossibile rimanere indifferenti!
Questo luogo dall’atmosfera magica si trova in via Giuseppe Mazzini 20, a Milano.

Cosa ci aspetta?

Indizio 1
Un classico giallo d’indagine su cui aleggia il fantasma di Sherlock Holmes.

Indizio 2
Due fratelli, due voci, per una storia che comincia… al contrario!