IL GIOCO DELLA PAURA

€16,00 - 182 pagine

Maren Stoffels
  • Trama
  • Incipit

(età 12+) 

Tre amici, Dylan, Sofia e Quin, decidono di partecipare a un “Gioco della paura” nel bosco per superare le loro paure più grandi. Ogni partecipante dovrà rivelare al momento dell’iscrizione quale sia la cosa che più lo terrorizza. Degli attori la insceneranno per fargliela vivere fino in fondo. I ragazzi non sanno però che nel bosco c’è anche un assassino e che qual- cuno non sopravviverà a quella notte. La storia è raccontata a più voci dai diversi personaggi. Al centro di tutta la vicenda c’è Dylan in affido alla famiglia del suo compagno di scuola Quin. Quin e Sofia ignorano quale sia la storia di Dylan e quanto sia tragica. Ingenuamente Sofia inizia però a indagare su di essa, perché vuole fargli una sorpresa per il compleanno: un album con le foto della casa in cui abitava prima e altri ricordi. Una volta lì, convince una vicina a farla entrare. Nella casa Sofia trova una foto. È del fratello maggiore di Dylan, andato via tempo prima perché oppresso dalla situazione familiare. Vedendo come Dylan è tormentato tutte le notti da incubi e chiuso in se stesso, Quin gli propone di partecipare, insieme a Sofia, a un Gioco della paura.  Ma proprio il fratello di Dylan è uno dei ragazzi ingaggiati per spaventare i partecipanti al gioco e quando la situazione si complicherà fino a degenerare, il gioco non sarà più tale e si trasformerà in una trappola.

Stiamo pedalando tutti e tre, uno dietro l’altro, sulla stretta pista ciclabile. L’unica luce proviene dai fanali delle nostre bici, che oscillando illuminano la strada. Le parole minacciose sulla cartolina mi sono rimaste in testa per tutta la settimana. Un paio di volte sono stata sul punto di mostrare la cartolina a Dylan, ma non riesco proprio a credere che quel messaggio sia per lui. Dylan non ha nemici, a scuola piace a tutti. Sulla cartolina non c’era l’indirizzo, è stata infilata di persona nella buca delle lettere. Non potrebbe essere semplicemente uno stupido scherzo?

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RESPIRA CON ME

€15,00 - 136 pagine

Raffaella Romagnolo
  • Trama
  • Incipit

(età 11+) 
Amedeo non ha dubbi: suo padre è un bastardo e la gita su Punta Libertè gli suona quasi come una punizione. A scuola non ci va più da un mese, ma in casa nessuno lo sa. E ora questa strana idea. Due giorni interi da solo con il padre. Da dietro il ciuffo di capelli lunghi, Amedeo osserva la vallata, la cima a 3.400 metri e il punto da cui inizia il percorso, fino al rifugio Fontanafredda, prima tappa della scalata. Zaino, scarponi, qualche ricambio, giacca pesante e soprattutto niente cellulare. La montagna è una galera, solo salita e sassi, e lui è stanco morto. La parete rocciosa gli mette paura. Il ricordo della madre, morta in un incidente lo accompagna per tutto il tempo e il fastidio per la compagnia del padre si fa sempre più forte. L’unico antidoto è pensare a Lucilla, la nuova compagna di scuola, silenziosa e solitaria. Una sosta per la notte, in un vecchio casotto, e poi di nuovo in marcia, fino alla vetta, tra strapiombi. Il ritorno è un abisso di rocce e una frana che blocca il padre, schiacciandogli una gamba. Senza cellulare è impossibile chiamare i soccorsi e per Amedeo inizia una corsa contro il tempo e soprattutto contro le sue paure per cercare un aiuto e salvare suo padre.

 

Amedeo non ha dubbi: l’ingegnere Giandomenico Ghisleri, suo padre, è un bastardo. Non potrebbe semplicemente proibirgli la PlayStation? Due settimane senza, un genitore normale farebbe così. Ma di normale, in casa Ghisleri, non c’è più nulla. Niente Play per due settimane è una punizione dura, ma accettabile. Oppure due settimane di apparecchio-sparecchio-lavaggio e asciugatura piatti. Oppure niente cioccolato, niente Coca-Cola, niente pizza surgelata. Lei deciderebbe così, lei è per le punizioni educative. L’ingegnere, per la tortura. Come definire altrimenti il programma che suo padre gli prospetta rincasando venerdì pomeriggio, dopo i colloqui a scuola? «Punta Liberté, 3.453 metri sul livello del mare.» Amedeo spinge lo sguardo oltre il ciuffo che s’è lasciato crescere davanti agli occhi negli ultimi mesi. Una tenda arruffata, un batuffolo castano che nei giorni di pioggia si gonfia come un morbido sipario frusciante.

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UNA LUNGHISSIMA NOTTE

€15,00 - 144 pagine

Annalisa Strada
  • Trama
  • Incipit

(età 11+)
Nilla ha 12 anni e tornando da scuola trova la villetta a schiera in cui vive vuota. Il padre è lontano per lavoro, sua sorella è in Nuova Zelanda per un anno di studio e sua madre non c’è. Anche Gullo, il cane, non si vede. Quando il buio arriva, sua madre non compare e al cellulare non risponde. Con una scusa prova a interrogare la vicina che la rassicura. Non appena rientra in cucina, salta la luce. Il contatore è in cantina e in Nilla cresce sempre di più la paura e il timore per sua madre. Le case intorno sono vuote e buie, i vicini sono usciti. La linea fissa del telefono è fuori uso. Si barrica allora in una stanza, quando sente abbaiare un cane. Gullo è tornato e sem- bra inseguire qualcuno a ridosso del capanno degli attrezzi. La scoperta del cadavere di una donna la spinge ad andare a piedi alla caserma dei carabi- nieri. L’unico posto ora dove andare è la casa della nonna, ma Nilla non smetterà di indagare finchè il colpevole verrà trovato e la mamma tornerà a casa, dopo una lunghissima notte.

 

Una mattina perfetta, ecco che cos’era stata. Una di quelle da segnare sul calendario. Che poi, Nilla, un segno sul diario di scuola lo aveva già messo. Un punto esclamativo di traverso alla pagina, con un bel girotondo di evidenziatore intorno. Era stato a metà della quarta ora, quando la prof di storia, la famigerata Marinella Martinelli, l’aveva chiamata alla cattedra per interrogarla. E lei, Nilla, aveva risposto chiaramente: «Mi rifiuto di venire». «Posso sapere perché?» aveva chiesto la prof con una calma ingannevole. «Perché lei non ci ha ancora consegnato la verifica della scorsa settimana.» «Che cosa c’entra?» aveva risposto la prof, che era stata punta sul vivo ma cercava di parare il colpo con un’indifferenza ben poco credibile. Era evidente a tutti che fosse arrossita e che una palpebra le vibrasse.  «Non so se la mia preparazione è stata ritenuta adeguata e, in mancanza di questo dato, non so se posso sentirmi pronta per affrontare l’interrogazione.» «Cioè, non hai studiato?» sibilò la prof. Era stato allora che le era venuta la grande risposta.

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SANTA MUERTE

€16,00 - 232 pagine

Marcus Sedgwick
  • Trama
  • Incipit

(età 13+)
Anapra è uno dei quartieri più poveri della città messicana di Juarez: venti metri fuori città si trova una recinzione, e al di là di essa, l’America, il pericoloso obiettivo di molti immigrati. Faustino cerca di sfuggire al cartello della droga per cui ha lavorato. Il capo della banda gli ha consegnato un sacco di dollari che avrebbe dovuto nascondere, ma Faustino l’ha usato per pagare il viaggio della sua ragazza incinta oltre il confine con l’America. La libertà non è economica. Faustino ha solo 36 ore per sostituire i soldi mancanti, e il suo amico Arturo è l’unica persona che può aiutarlo a recuperare i soldi in una partita a carte mortale con gli spacciatori. Arturo deve giocare non solo per la libertà ma anche per la vita del suo amico, mentre la sua stessa esistenza è in pericolo. Per vincere, potrebbe dover imbrogliare la Morte stessa. Un thriller potente, efficace e attualissimo su migranti, signori della droga e guerra delle bande, ambientato al confine tra Stati Uniti e Messico.

Non molto distante da qui, appena più in là dell’orizzonte della nostra immaginazione, c’è una ragazza che galleggia nel fiume. Si muove con l’acqua, che sussurra fra i giunchi sulla sponda. Ha le braccia aperte, le gambe divaricate e minuscoli pesciolini le nuotano intorno alle dita dei piedi. Il sole riscalda il suo corpo dal freddo dell’acqua, che si increspa pacifica al suo passaggio. Raggiunta un’ansa, un mutamento della corrente le fa cambiare rotta. Si allontana dalla sponda, verso il centro, incurante, distratta.

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