LA VENDETTA DEL BOSCO

€16,00 - 144 pagine ISBN 9788832790399

Teo Benedetti
  • Trama
  • Incipit

(età 11+)

Arianna, il fratellino minore Pietro, la mamma e il papà, sono in viaggio per un parco naturale incastonato nella valle ad un centinaio di chilometri da casa. Hanno deciso di impegnarsi in un lungo week end per raccogliere la sporcizia lasciata lungo i sentieri dai soliti maleducati. Per questo motivo, hanno accettato l’invito di una piccola associazione di volontari che ogni mese si ritrova nel verde per pulirlo un po’. Non sanno, però, che il bosco dove si stanno recando, ospita uno spirito che ha superato il limite di sop- portazione nei confronti dell’Uomo e ha deciso di proteggere la Natura in un modo che si rivelerà letale per chiunque osi avvicinarsi. Così la famiglia e il gruppo di volontari si ritrovano al centro di una vendetta da parte di un elemento che non distingue i buoni dai cattivi ma vede solo e unicamente nemici da cacciar via dalla propria terra. E l’unica arma che l’Uomo potrà mettere in campo per difendersi sarà la peggiore in assoluto ovvero quella che porterà alla distruzione del bosco con un incendio devastante, violando per l’ennesima volta il patto di equilibrio tra gli esseri umani e la Natura.

«Direi che può bastare.»
L’uomo con il codino si asciugò il sudore dalla fronte e posò la vanga osservando la buca in cui era immerso fino alla vita.«
E invece non basta!» commentò con un tono minaccioso il Capo gettando via un altro carico di terra. «Sono cinque sacchi di roba quindi dobbiamo scavare molto di più. Non credere di cavartela così!»
«Ma chi se ne frega! Mica è una dannata tomba!»
Il Capo sputò per terra.
«Dobbiamo seppellire questa roba sotto un metro e mezzo, altrimenti torna fuori con le piogge e poi sono casini. Ci siamo capiti?» ringhiò.
«Ok, ok, ho capito. Mi prendo una pausa e poi ricomincio.»
«Idiota» mormorò il Capo ricacciando la vanga nel terreno.
L’uomo con il codino si inerpicò fuori dal buco, si pulì le mani e cercò le sigarette nella tasca del giubbetto. Ne tirò fuori una e la serrò tra le labbra screpolate.
Il clic dell’accendino risuonò tra gli alberi seguito da una nuvola azzurrina di fumo che salì nell’aria fredda. Si scrollò di dosso l’umido e gettò un’occhiata intorno.

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IL LIBRO DEI MORTI

€16,00 - 144 pagine ISBN 9788832790382

Annalisa Strada
  • Trama
  • Incipit

(età 12+)

Letizia sta trascorrendo la sua prima estate da sola, da quando ha perso il padre per una rapina in banca. L’anno scolastico è finito nella desolazione delle relazioni annullate. Decisa a rimettere in sesto la propria esistenza, scandisce la propria giornata in maniera rigorosa tra pasti controllati, attività fisica e attività con la madre. Salendo e scendendo le scale del palazzo conosce Diletta, l’inquilina del piano di sopra, relegata alla sua sedia a rotelle e incuriosita dalle passeggiate di Letizia al parco. Ad ogni incontro, le chiede un souvenir diverso preso proprio dal parco: una foglia dalla pianta dell’eucalipto, qualche goccia d’acqua dalla fontana… In quale relazione sono questi ricordi dell’anziana signora con il Libro dei Morti che tiene con geloso scrupolo? Con quale logica Diletta racconta e poi si blocca e tralascia passaggi del suo passato? Letizia lo scoprirà ascoltando, indagando, grazie anche all’aiuto del nuovo amico Marcello e, soprattutto, nel finale che, in crescendo, la porterà a conoscere tutto, forse troppo, dei fatti che nel lontano 1952 sconvolsero la città.

Letizia rientrò accaldata dal suo ormai solito giro al parco. Inserì le chiavi di casa nella toppa e fece appena in tempo a mettere piede nell’ingresso quando sentì il telefono che cominciava a trillare.
Si affrettò ad afferrare il ricevitore color amaranto e a rispondere «Pronto?», facendo attenzione a mettere nel tono le giuste dosi di noia e irritazione.
Tanto lo sapeva che era solo la prima delle numerose chiamate di controllo con le quali sua madre l’avrebbe tenuta d’occhio nell’arco della giornata.Accadeva così dalla fine della scuola, da quando era stato immediatamente chiaro che avrebbero trascorso l’estate da sole in città.
Riagganciò con il sollievo di chi ha appena compiuto uno spiacevole lavoro e sistemò in un bicchiere d’acqua i tralci d’edera che il giardiniere del parco aveva tagliato e stava per buttare. D’istinto gli aveva chiesto se li potesse prendere. Si era ritrovata a chiacchierare con quell’uomo anziano e verboso, che le aveva fornito dettagliate istruzioni su come provare a far attecchire le piantine.

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I MISTERI DEL LAGO NERO

€16,00 - 200 pagine ISBN 9788832790320

Luca Occhi
  • Trama
  • Incipit

(età 11+)

Mattia, rimasto orfano, vive con il nonno in un paesino fra le montagne, affacciato sul Lago Nero. Tutto quel che desidera è passare un’estate spensierata, giocando a basket nel campetto dell’oratorio, in attesa che riaprano le scuole. Il maresciallo Augusto Zanella, in quello stesso paesino, vi è invece stato trasferito da pochi mesi. E cerca solo un po’ di tranquillità, lontano dal proprio passato. Il rinvenimento in riva al lago, nel giro di pochi giorni, di due cadaveri dilaniati sconvolgerà le vite di entrambi. Perché Mattia la notte del primo delitto, avventurandosi lungo le sponde del Lago Nero, ha visto qualcuno. E qualcuno ha intravisto lui, anche se Mattia non lo sa. Perché il maresciallo Zanella è affetto da una bizzarra forma di idrofobia, e il continuo incombere del Lago lo fa stare male. E a quelle morti misteriose non riesce a dare una spiegazione logica, la sola che sia disposto ad accettare. Perché Castel Nero, e i suoi abitanti, custodiscono un segreto. E sono restii a condividerlo con chi viene da fuori. Presente e passato, realtà e leggenda, finiranno così con l’intrecciarsi. Come le vite di Mattia e del maresciallo Augusto Zanella. Sino a scoprire, assieme, che nulla è come sembra. O forse sì.

Il sasso rimbalzò quattro o cinque volte, per poi sparire inghiottito nelle acque del Lago Nero con un pluf!
«Ahah, che ridicoli. È inutile, tanto non mi prendete, non mi prenderete mai.»
A starnazzare, esibendosi in un fornitissimo repertorio di sberleffi, era un ragazzino, la pelle ancora bianchiccia dei turisti appena giunti dalla città. A bordo di un piccolo canotto, continuava a remare avanti e indietro, te- nendosi a una cinquantina di metri dalla riva. Là dove le acque turbolente del Rio Freddo, scendendo dalle montagne circostanti, si gettavano nel lago.
«Io quello non lo sopporto proprio» e Piero, raccolto un sasso tondeggiante, a differenza di Francesco poco prima tentò un lancio dalla parabola alta. Che finì però anch’esso a pochi metri dal bersaglio.
«Buuu, tutta lì la tua forza? Ahah, ma chi sei, l’incredibile Hulk dei poveri? Perché non fate provare alla vostra amichetta. Con quei capelli sembra un maschio più di voi.»
Lisa trattenne a stento le lacrime. All’inizio dell’estate aveva preso i pidocchi, con ogni probabilità da quell’impiastro del fratellino, e le erano stati quindi rasati i capelli a zero.
«Continua a prendermi in giro, e vedrai che il mostro del Lago Nero prima o poi arriva e ti porterà via» ribatté con la voce tremante per la rabbia, e pure un po’ di vergogna.
Per qualche istante, sul lago calò uno strano silenzio.

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SENZA UNA BUONA RAGIONE

€16,00 - 220 pagine ISBN 9788832790306

Benedetta Bonfiglioli
  • Trama
  • Incipit

(età 13+)

Bianca ha una vita semplice: pochi amici veri, la scuola troppo difficile che affronta con determinazione, e la famiglia, imperfetta come tutte. È molto legata al fratello maggiore Carlo con cui è cresciuta nell’assenza sistematica dei suoi genitori impegnati al lavoro. Carlo si è da poco trasferito a Parigi per studiare e quando torna dall’università per le vacanze di Natale, lascia la sua fidanzata storica, la bellissima Greta, che frequenta la stessa classe di Bianca. Da questo momento, Bianca diventa vittima di piccoli incidenti e di cattiverie dapprima quasi insignificanti, poi sempre più seri: dietro ognuno di essi sembra esserci Greta, evidentemente così arrabbiata per essere stata lasciata da Carlo da perseguitare con crudeltà la sorella di lui. Bianca sprofonda piano piano in un abisso e nel suo naufragio verso la solitudine soltanto Mila, compagna di classe attenta e premurosa, le rimane vicino. Sarà solo molto lontano da casa che Bianca troverà la verità oscura e sorprendente dietro la sua caduta, e la forza per rialzarsi e ricominciare da capo.

A volte partire è l’unica cosa da fare.
Mentre scegli le cose da portare con te, anche senza volerlo, ti rendi conto di cosa è importante, di cosa non puoi fare a meno, di cosa ti mancherà.
È una bella giornata ma la luce è di tutti i giorni, non d’estate. Non c’è vento. Carlo parcheggia la macchina all’ombra dei tigli e scarica il tuo trolley dal bagagliaio. È mezzo vuoto, perché quasi tutto quello che possiedi ha dentro di sé una parte dell’anno che è appena trascorso e tu davvero vuoi lasciartelo alle spalle.
Hai promesso che ci proverai, e vuoi mantenere la promessa.
Afferri lo zaino dal sedile posteriore e abbracci tuo fratello, lui ti strofina una mano sulla schiena e ti augura buon viaggio, rimonta in macchina senza dire altro, tu ti dirigi verso la piccola folla di ragazzi con la valigia che si sta radunando intorno a un pullman, sono euforici, non vedono l’ora di partire e andare al mare. Conosci solo una persona, ma tra le teste non riesci a trovarla.
È il tuo punto d’Archimede. Ciò che ti ha permesso di non affondare, ciò da cui credi di poter ripartire.

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