10 INDIZI PER AGATHA

€16,00 - 152 pagine

Gigliola Alvisi
  • Trama
  • Incipit

(età 11+)

Da dove arrivo? Quale è il mio passato? Si domanda Hercule Poirot, il più grande investigatore al mondo? Per scoprirlo dovrà indagare nel passato della sua autrice, a partire dall’infanzia: Agatha Christie. Attraverso 10 indizi, seminati lungo la storia, Hercule riesce a capire molte cose della grande scrittrice inglese e di conseguenza il carattere e il genio inve- stigativo del suo personaggio. Chi era la figura del bandito che visitava i sonni della piccola Agatha? E la persona della Sorella Maggiore che prendeva il posto della vera Madge e la terrorizzava con la sua voce melliflua? Ebbene, ci racconta Poirot, la fantasia di Agatha correva veloce e la passione per la paura era evidente fin da piccolina. Lasciata libera di crescere liberamente nella bella residenza di Ahfield, la piccola Agatha sviluppava tutte le caratteristiche tipiche della perfetta scrittrice: l’amore per i misteri, la passione per i libri, il tempo vuoto da inventare, la curiosità. Hercule indaga nei ricordi della sua creatrice, passando dagli anni in Inghilterra a quelli in terra francese e giù, fino in Egitto. Ci svela i retroscena dei primi tentativi di scrittura e il potenziale per diventare forse la più grande giallista al mondo, proprio attraverso uno dei 10 indizi: la capacità di cogliere e ricordare ogni minimo particolare.

Abbiamo diritto alla nostra storia. Solo conoscendo chi siamo stati pos- siamo comprendere chi siamo e immaginare chi saremo. Per questo motivo alcuni ragazzi adottati vanno alla riscerca delle loro origini. Vogliono sapere dove sono nati, chi sono i genitori naturali, perché li hanno abbandonati. Qual è la storia che li ha portati all’abbrascio dei nuovi genitori. Et bien, lo ammetto, è così anche per me. Anche se sono un uomo fatto e finito, anche se le mie imprese affascineranno i lettori di tutto il mondo, io sento il bisogno di conoscere la mia storia. Mais oui, avete ragione, non mi sono ancora presentato. Penso sempre che tutti mi conoscano, ma devo fare un’escesione in considerasione della vostra giovane età. Je suis Hercule Poirot, il più famoso investigatore di tutti i tempi. E il tempo è l’elemento scentrale nel mio discorrere. Io vi scrivo dal 1922 e voi mi leggete dal nuovo secolo eppure è come se fossimo qui insieme, su queste pagine. Perché è proprio questo che fa la letteratura: avviscina i personaggi e i lettori superando il tempo e lo spasio. Bien, forse qualcuno di voi potrebbe avere l’ardire di obiettare che sci sono stati altri investigatori famosi nella letteratura, prima e dopo il 1922. Qualcuno di voi incautamente potrebbe suggerire Sherlock Holmes, Nero Wolf, Ellery Queen, il commissario Maigret e perfino quell’incorreggibile pettegola di Miss Marple. Oh, mon Dieu, vous etes italiens! E donc potreste perfino parlarmi del giovane commissario Montalbanò. Su, cari lettori, non scherzate! Le scelluline grigie più scelebrate della letteratura poliziesca di tutti i tempi sono senza dubbio alcuno le mie: quelle di Monsieur Hercule Poirot!

SCARICA IL PDF

VILLA MANNARA

€16,00 - 160 pagine

Laura Orsolini
  • Trama
  • Incipit

(età 10+)

Federico Rossi vive con la madre Sara e il suo compagno, il Maresciallo dei Carabinieri Giovanni Milazzo. Federico comincia le scuole medie e non ha amici. Stringe però una sincera amicizia con il suo compagno Driss, italiano di nascita con genitori marocchini. Per farsi notare, decidono di risolvere il caso di una vecchietta scomparsa. Durante le loro scorribande pomeridiane in bicicletta disegnano una mappa che ritrae sei campi perfetti per poter giocare a calcio che chiamano rispettivamente: San Siro, Amsterdam Arena, Allianz Arena, Santiago Bernabeu, Olimpico e il migliore di tutti: il Maracanà. Un giorno, mentre giocano al Maracanà, la palla finisce nel giardino di una villa molto inquietante. L’ululato di un lupo, o forse di un cane sempre presente nel bosco fa sì che i due amici la ribattezzino “Villa Mannara”. I ragazzi recuperano il pallone dal giardino di Villa Mannara e incontrano la padrona di casa: una figura strana ed enigmatica, sicuramente colpevole di aver rapito la vecchietta scomparsa. I ragazzi sono decisi a smascherarla: una notte, scavando alcune delle buche ricoperte che trovano nel giardino della villa, cadono in un buco profondo, un rifugio antiaereo costruito durante la seconda guerra mondiale nel quale trovano proprio la vecchia rapita. L’unica via d’uscita è un tunnel che porta direttamente al bosco in valle, vicino al fiume. Ad attenderli c’è però il vero artefice del rapimento che li chiude dentro una casetta abbandonata nel bosco. Sarà il presunto lupo, che si rivelerà essere un cane da slitta, ad aiutare il maresciallo Milazzo a liberare i due ragazzi e a risolvere il caso.

Federico pedalava oscillando pericolosamente a destra e a sinistra, portando la bicicletta a uno sforzo quasi soprannaturale per rimanere in equilibrio. L’aria tagliata dal naso gli sibilava nelle orecchie e il battere del cuore sovrastava il rombo dei motori delle auto che gli sfrecciavano accanto, senza rallentare. Più veloce. Mentre si avvicinava alla scuola, quel rumore rimbombava sulle guance e in gola. Percepiva il sudore sulla pelle e i capelli biondi si arricciavano, cadendo sulla fronte a dispetto del gel con cui li aveva cementati, poco prima di uscire di casa. Ancora poche pedalate e sarebbe arrivato. Si guardò intorno in cerca di un paio di occhi conosciuti, ma niente. In piedi sui pedali, superò il marciapiede che separava la strada dal cortile della scuola. Rallentò d’inerzia, aspettando che la bici si fermasse da sola dove voleva. Con un balzo preciso atterrò accanto alla sua fedele bi- cicletta, una MTB Viper rossa con una vipera nera disegnata sulla canna, che tratteneva per il manubrio stringendolo forte.
Era l’ultimo regalo che aveva ricevuto dal padre, qualche giorno prima dell’incidente che glielo aveva portato via. L’avevano costruita insieme, pezzo dopo pezzo, dalle ruote a ogni singolo ingranaggio.

SCARICA IL PDF

USCITA DI SICUREZZA

€16,00 - 224 pagine

Carla Anzile
  • Trama
  • Incipit

(età 10+)

Sasha, un ragazzo autistico, sparisce durante una gita di famiglia e solo i suoi amici Luca e Charlie sono convinti che sia un rapimento. Il giorno pre- cedente era stato rubato un libro a fumetti sulle bizzarre vicende di una famiglia nobile italiana e questo fatto, per i due ragazzi, sembra avere un nesso con la sparizione del loro caro amico Sasha. Cominciano così ad indagare, certi di essere gli unici a saperlo in pericolo. Il custode del campo sportivo, col suo inseparabile furetto, si offre di aiutarli nell’impresa, che diventa più complicata quando anche il padre di Sasha scompare. Solo dopo essere caduti in una trappola nel bosco, aver rischiato di annegare, aver smascherato una banda di imbroglioni, girato in sidecar con un’ot- tantenne, raggiunto l’Italia a bordo di un pullman di turchi e aver minacciato un uomo puntandogli una pistola carica, gli amici risolveranno il mistero che ha portato ai rapimenti. La soluzione di un enigma grafico, nascosto fra le pagine del libro di fumetti, porterà i ragazzi a trovare un tesoro artistico di inestimabile valore, ben celato dai segreti del tempo e di una guerra lontana. Alla fine Sasha sarà libero non solo dai suoi aguzzini ma anche dalla prigionia comunicativa a cui era costretto da tanto tempo.

La fiera era cominciata qualche giorno prima dello spiacevole incontro fra la mia scarpa e la puzzolente massa organica: si festeggiava un gemellaggio Cornovaglia-Italia che da mesi era in cima ai pensieri di ogni abitante della mia cittadina. Improvvisamente Fowerro si era trasformata: dal molo alla cima del promontorio, la città era uno straripare di bancarelle che vendevano l’impossibile, chioschi gastronomici pieni di appetitoso cibo italiano, sale per vedere film gratis, un grande palco per concerti e addirittura un piccolo luna park. Anche il porticciolo si era trasformato per l’occasione: adornato con file di lampadine colorate e tavolini vista mare. Sembrava quasi di essere in Grecia. E poi c’era un fiume di gente. Mai viste tante persone in strada, facce nuove che riempivano gli occhi di colori e l’aria di un vociare divertito e gaudente, quello tipico degli italiani. Tutto mi metteva di buon umore. Era proprio una fortuna che mia madre, che di solito mi tiene al guinzaglio come se fossi un bambino di due anni, fosse così occupata. Speravo davvero che, impegnata in mille appuntamenti istituzionali, per tre giorni si sarebbe dimenticata di avere un figlio.

SCARICA IL PDF

LUNAMADRE

€16,00 - 152 pagine

Teo Benedetti
  • Trama
  • Incipit

(età 11+)

Le vacanze a casa della nonna paterna, nel paese di Lunamadre, incastrato nel sud dell’Isola tra il mare, le colline e la campagna, sono uno dei momenti più attesi da Lorenzo, un appuntamento che aspetta per tutto l’anno e che rappresenta, ai suoi occhi, un viaggio in un mondo paradisiaco dove il tempo si è fermato creando una cornice perfetta. Eppure, nell’estate dei suoi quattordici anni, non sa ancora che lui e i suoi tre amici, Filippo, Carlo e Maria, si troveranno ad affrontare un male che risiede da tempo nelle pieghe del piccolo centro e di cui nessuno vuole parlare. Strane cose cominciano ad accadere. Senza un’apparente spiegazione e senza trovare il responsabile. Si parla di streghe, maledizioni, un passato oscuro e un futuro incombente. Per quanto la gente del paese sdrammatizzi tutto con un semplice “sono storie da bambini” una certa inquietudine comincia a farsi largo a Lunamadre. Qualcosa era accaduto tempo fa e stava tornando. Così la curiosità di capire cosa stia realmente succedendo sarà ben presto sostituita dall’ansia e dal terrore quando i quattro ragazzi si avvicineranno sempre di più alla verità. Solo uniti potevano vincere, solo uniti potevano proteggere quello tra loro predestinato a morire.

La macchina arrivò davanti alla casa, fuori dal paese, nel primo pomeriggio ovvero nel momento più sbagliato in cui viaggiare sull’Isola.
Lorenzo scese con un balzo dall’auto e fu abbracciato dal calore estivo: sembrava di stare all’interno di un forno acceso alla massima potenza.
Respirò a pieni polmoni e le narici si riempirono dell’odore della campagna: lentischio, corbezzolo, legno di ulivi cotto dal sole, erba secca e una punta di letame fresco, ammonticchiato in un campo lì vicino. Era l’odore delle sue vacanze e delle sue radici, del posto dove suo padre Teodorico era nato un po’ di anni fa: Lunamadre.
E l’edificio verde chiaro con i muri screpolati, davanti al quale la gigantesca familiare si era fermata, era la casa di sua nonna Adelaide che, incurante della calura, se ne stava appoggiata sull’uscio con un sorriso dipinto sul volto.

SCARICA IL PDF